Domenica 19 Agosto 2018
   
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Libreria Barcadoro e La Vite Bianca ancora insieme per “Città Buie”

Waldemaro Morgese

 

Waldemaro Morgese racconta come illuminare le Città Buie con la luce del Riscatto

Continua il proficuo sodalizio tra Libreria Barcadoro ed il ristorante “La Vite Bianca”. L’intimo spazio all’aperto del ristorante nel cuore del centro storico si trasforma, in queste occasioni, in una suggestiva location per gli appassionati di letteratura di Rutigliano.

 Il nuovo libro presentato, lo scorso 23 giugno, è “Città Buie” (Il Grillo editore) di Waldemaro Morgese.

La presentazione dell’opera di Morgese si apre con l’introduzione di Giambattista Creatore, titolare della Libreria Barcadoro, il quale collega il tema trattato in questa occasione con i precedenti incontri riguardo le problematiche dell’individualità. Il tema odierno tratta della devianza e di come la società riesca a piegare gli individui. A dare forza a questo concetto, illuminante è la testimonianza di un ospite d’eccezione: la signora Antonia Vavalle. La ventennale iscritta alla Libera Università della Terza Età “Lia Damato” di Rutigliano e referente per lo sportello di ascolto della Caritas, la signora Vavalle porta testimonianza della propria personalissima esperienza di vita privata, oltre che raccontare quanto accade presso gli sportelli d’ascolto, luogo in cui si incontrano vite messe alla prova dal destino e piegati sotto la pressione della società. L’appello verrà, in chiusura di serata, raccolto dal Consigliere Comunale di Maggioranza Dominga Lepore (professoressa di Lettere) che annuncia di farsi portavoce di quanto raccontato in questa serata.

  Partecipano al tavolo degli oratori, oltre allo stesso autore, Angela Redavid- presentatrice per l’occasione- e l’attrice teatrale Paola Martelli, la quale presta la propria incantevole e misurata voce per la lettura di alcuni estratti chiave di “Città Buie”.

  “Tre storie che narrano la dolente condizione umana nei moderni contesti urbani. Al centro dei racconti ritroviamo parabole di vita, dall’appassionata bibliotecaria Nora al trasgressivo viaggiatore Moby al saggio ufficiale di Marina Achille: tre giovani volenterosi accomunati dalla fiducia nelle capacità umane, una fiducia che sola può illuminare quelle città rese buie dall’ignoranza e dallo smarrimento dell’uomo moderno”.

Questa è la sintesi scelta dalla casa editrice per descrivere “Città Buie”. Uno scritto si “Letteratura che parte dalla realtà”,a detta dello stesso autore. Produzione, quindi, che mira a descrivere il mondo che ci circonda provando a dare una soluzione alle problematiche descritte.

“Per quattro mesi mi sono seduto allo stesso bar, con un cappuccino a sfogliare un quotidiano e leggere notizie di cronaca nera” ammette Waldemaro Morgese. Si tratta di una fase di raccolta di informazioni, rivelatesi poi utili nella descrizione di “Città Buie”. Come anticipato, il libro racchiude tre vite. Tre protagonisti diversi dalla storia apparentemente inconciliabile tranne che per il medesimo punto di partenza- tutti i tre protagonisti provengono da un “quartieraccio” e lo stesso punto di arrivo. La fine dei tre viaggi finisce nell’epilogo, una pagina utilizzata come porto per le storie di Nora, Achille e Moby.

  Tema risolutivo delle storie è il riscatto, spinta dell’evoluzione dell’individuo volenteroso di migliorare le proprie condizioni di vita e sfuggire al distino che la vita e la società hanno prescritto per noi.

  “Non possiamo, quindi, fare altro che sperare, fortissimamente sperare, ma anche spenderci per aggiungere un po’di luce”. A queste “Città Buie”.

Gianluca Giugno

[Tratto da La Voce del Paese ed Rutigliano del 1 luglio 2016]


DSC_2582 la Signora Antonia Vavalle

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