PARTE LA “GIOSTRA” DEI RIFIUTI IN CONTRADA MARTUCCI

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I cittadini del bacino rifiuti Bari 5, che comprende anche il comune di Rutigliano, si interrogano su cosa accadrà in contrada Martucci, sede degli impianti e della discarica. A questo proposito a Conversano l’altro ieri si è tenuto un convegno sul “Ciclo integrato dei rifiuti”.

Sono stati chiamati a relazionare ospiti d’eccezione per quel che riguarda la gestione dei rifiuti in Puglia e in terra di Bari: Michele Losappio, ass. regionale all’Ecologia, e Romano Carone, assessore omologo alla Provincia di Bari. Era presente Vito Bonasora, ex sindaco di Conversano ora consigliere regionale, eletto con l’Italia dei Valori tre anni fa e subito approdato nel PD non appena ne ha avuto l’occasione. Non potava mancare, in un appuntamento del genere, l’ing. Carmine Carella, deus ex machina degli interessi della Marcegaglia in Puglia attraverso la Cogeam (di cui la presidente nazionale di confindustria è proprietaria al 51%), società principale dell’Ati che ha costruito e gestirà la piattaforma industriale di lavorazione dei rifiuti e la nuova discarica in contrada Martucci. A rappresentare l’amministrazione comunale di Conversano c’era l’assessore all’Ambiente Pasqualino Loiacono. L’incontro e il dibattito sono stati moderati dal segretario cittadino del PD Rino Ranieri.

Chi si aspettava che i relatori della città più colpita dalla presenza ultraventennale di una discarica affrontassero i problemi ambientali e le contraddizione della futura gestione dei rifiuti, è rimasto alquanto deluso.
Bonasora si è addirittura orgogliosamente vantato di avere preparato il terreno agli impianti Cogeam-Lombardi di contrada Martucci quando nel ’97 candidò quel sito a polo industriale dell’energia e degli stessi rifiuti. Su questo sarebbe interessante conoscere l’opinione dei suoi concittadini, chissà se sarebbero orgogliosi e contenti quanto il loro ex sindaco ad avere ancora a che fare con i rifiuti in quella contrada.

Losappio e Carone  sono venuti a dire quello che ormai vannodicendo a ogni pie’ sospinto: quegli impianti, insieme agli inceneritori della Marcegaglia che si stanno costruendo altrove, sono buoni e indispensabili per chiudere il ciclo integrato dei rifiuti nel bacino Ba/5. E’ toccato poi all’ing. Carella illustrare -sul piano tecnico- la bontà di quegli impianti.

Insomma uno spot, una reclame di quello che può essere definito il “luna park” dei rifiuti: una grande giostra meccanica che si porterà a spasso l’immondizia grossolanamente triturata, altrettanto grossolanamente biostabilizzata, vagliata e divisa in due filoni: umido e secco. Due frazioni che al termine del “ciclo integrato” andranno a finire nella nuova discarica a Conversano, l’umido, in una discarica speciale per rifiuti tossico-nocivi dopo la trasformazione in Cdr (combustibile da rifiuti) e la sua combustione in un inceneritore, il secco.

L’unica voce “stonata” in un coro di apprezzamenti per il futuro che quegli impianti prefigurano in contrada Martucci è stata quella dell’ass. Loiacono, che ha ricordato, in modo particolare al vendoliano Losappio, la stranezza di due pareri di valutazione di impatto ambientale (VIA) uguali ma con conclusioni divergenti: la provincia che ad agosto ’06 esprime parere sfavorevole a quegli impianti chiedendo alla Cogeam una nuova VIA, la regione che a settembre dello stesso anno dice le stesse cose esprimendo però un parere favorevole. Una contraddizione non da poco che ha infastidito l’ass. Losappio, il quale ha minacciato di rivolgersi dal suo avvocato se Loiacono non avesse smesso di insistere sulla “scorrettezza” di quei pareri stranamente uguali e diversi allo stesso tempo.

L’ing. Carella si è guardato bene dallo spiegare la contraddizione di un impianto -il cui collaudo sarà inaugurato martedì prossimo- capace di trattare oltre 500 tonnellate di rifiuti al giorno, praticamente tutti i rifiuti che oggi si producono nel bacino. Un impianto sovradimensionato rispetto all’obbligo imposto ai comuni da due leggi finanziarie e dal Testo unico sull’ambiente -oltre che dal Piano regionale dei rifiuti- di fare la raccolta differenziata a livelli percentuali sempre più crescenti in un lasso di tempo relativamente breve. Un impianto costruito, nelle dimensione e potenzialità, in barba alle stesse prescrizioni contenute nel parere VIA del Comitato tecnico regionale, un parere favorevole -lo ricordiamo- ma condizionato al rispetto proprio di quelle prescrizioni, che chiedevano alla Cogeam di “assicurare la congruità dimensionale e funzionale dell’intervento al Piano regionale dei rifiuti” di Vendola “e con particolare riferimento alle previsioni di piano sulla raccolta differenziata”.

La Cogeam, anziché rispettare quelle prescrizioni, ha costruito un impianto capace di divorare tutti i rifiuti dell’Ato Ba/5, con l’aggravante di un contratto che vincola i comuni all’obbligo di conferire i rifiuti “nelle località e con le modalità ed i tempi e le quantità indicati negli elaborati dell’offerta”. Il problema è che questi elaborati indicano 188.700 tonnellate  (517 t al giorno), cioè tutti i rifiuti che in un anno passano sul bilico della Lombardi.

Insomma, i 21 comuni del bacino si trovano oggi in mezzo a due obblighi: fare la raccolta differenziata per conferire meno rifiuti in discarica, portare tutti i rifiuti in discarica dopo averli fatti transitare dagli impianti della Cogeam. Una immane contraddizione di fronte alla quale il PD di Conversano, Losappio, Carone, Bonasora e Carella non hanno proferito parola alcuna.