Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Il Consiglio piange il “morto” Berardi

Alcuni banchi della maggioranza

 

Lunedì 27 gennaio, il consiglio comunale della surroga, si è trasformato in una fiera dell’ipocrisia, dove si sono distinti, per anticonformismo, solo gli interventi di consiglieri Oronzo Valentini, Romeo Gaio (Ncd) e del sindaco Romagno. In questo “tragico” scenario, il costruttore Antonio Dioguardi ha preso il posto del professore incompatibile Vittorio Berardi.

Tutto il resto era un pullulare di interventi strappalacrime. Per il presidente del Consiglio Matteo Colamussi, l’ordine del giorno “è un punto doloso per tutto il consiglio e per i cittadini”. Per il consigliere Mimmo Gigante “è una grave perdita quella di Berardi”. E la colpa di tutto ciò, sarebbe “di tutti quanti!”. “Mi dispiace di aver perso Vittorio Berardi (pausa), il professore!” – aggiunge con un tocco necrologico.

L’intervento di Gaio, invece, richiama tutti quanti alle responsabilità: “È una sconfitta politica – osserva – ma ciascuno faccia un proprio esame di coscienza. Berardi – accusa Gaio indirizzando lo sguardo verso i banchi dell’opposizione – è stato lasciato solo dagli amici dell’opposizione”.

Valenzano junior si è sentito perfino “stimolato da Berardi” e parla di un’opposizione “che abbiamo condotto e cercato tutti insieme”.

Per Pinuccio Valenzano, “Vittorio Berardi il professore merita un bel 10!”. 

Prova a rompere il clima funereo il più sanguigno consigliere Oronzo Valentini (Ncd): “Oggi qualcuno riesce a fare politica fuori dai Palazzi. Vittorio quindi è protagonista politico al di fuori o dentro di quest’aula. E quando si rompe qualcosa c’è sempre un concorso di colpe (riferimento all’opposizione, ndr).  A Vittorio mi lega tanta violenza verbale. Io però dico al professore: “Vittorio, ci rivediamo in campagna elettorale!”.

Michele Maggiorano recita il De Profundis: “È così doloroso…”.

A questo punto seguono altri interventi, tra cui quello del consigliere PD, Filippo Masotti, che difende: “Noi Berardi non l’abbiamo mai lasciato solo. Non lo lasceremo solo neppure nei prossimi mesi di campagna elettorale”.

Il sindaco osa un po’, ma riesce a tenere la calma, scatenando l’ira di Gigante. “L’uscita dal consiglio di Berardi non l’ho mai considerata una vittoria, perché non è frutto di una posizione politica. Se mi fosse stata data la possibilità e gli strumenti, avrei volentieri evitato questo epilogo. La voglia di urlare e gridare era tanta dai banchi dell’opposizione”. Come a dire, ve la siete cercata. Per Gigante, l’intervento del sindaco è una nota stonata.

Poi finisce che tutti quanti promettono di “volersi assumere la responsabilità”. Ma noi ci domandiamo, concretamente cosa ciò significhi? A un’assunzione di responsabilità, dovrebbe seguire concretamente un’azione, altrimenti sono parole in libertà, senza senso. E l’opposizione cosa farà per assumersi le responsabilità?

Prova a riportare la calma il presidente Colamussi: “Ognuno di noi ha fatto il possibile per evitare questo. Guarda caso, nessuno ha detto perché questa storia è iniziata il 20 settembre 2013 ed è finita solo oggi. E comunque, basta con la retorica, finiamola qui, non ci si può ricordare solo ora che è stata una brava persona. Il professore vince, qui non stiamo facendo nessuna commemorazione, Berardi è vivo e vegeto”. Amen.

 

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