Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Romagno: “Sono io il vero perseguitato”

Al centro, il sindaco Roberto Romagno

 

Incontriamo il sindaco Romagno, per nulla scosso dall’iscrizione nel registro degli indagati. Un atto dovuto, per il ricorso presentato sul caso Berardi contro l’archiviazione del pm. La guerra continua con il nemico di sempre. Intanto, a Romagno e al consigliere Gaio (Nuovo Centro Destra – Ncd) va il merito di aver interrotto la fiera dell’ipocrisia che si stava consumando in aula consiliare, lunedì scorso, prima della surroga di Berardi.

Romagno ha contenuto il rancore, ma ha abbandonato la retorica mielosa, anche perché il prof, politicamente è tutt’altro che morto.

Infatti, negli ambienti politici trapelano indiscrezioni su incontri carbonari, per testare, rimescolare, tramare, sui sentieri di possibili e inverosimili transumanze.

Seguendo le tracce, come fa pollicino, percorriamo questo sentiero, e magicamente si spalancano le porte di un “harem” politico, che vede seduti, insieme, uomini di destra e sinistra: Giuseppe Valenzano, Vito Antonio Romito, Mimmo Gigante, Vittorio Berardi, Domenico Antonelli. Chi dirige i lavori? Lanfranco Di Gioia? Insomma, una bel piatto di maltagliati Divella al sugo bugiardo. Un possibile ritorno di Lanfranco da protagonista? Chi lo sa… solo voci. Intanto, l’allarme per il fattore Ncd (che non è un amminoacido) sembra rientrato.

E Romagno cosa ne pensa di questi incontri che vorrebbero spostare l’asse della sua maggioranza? “Probabilmente – sorride malizioso – a quel tavolo (incontro, ndr) ciascuno ha partecipato con un proprio disegno… Invece, rispetto alla mia riconferma a candidato sindaco non ho mai avuto dubbi. In più occasioni mi è stato chiesto di poter continuare a rappresentare un progetto politico.  Questi incontri non mi fanno paura. Allo stato attuale, l’unico vero progetto politico rimane il nostro”.

È solo per “allargare” la maggioranza, si dice in gergo, utilizzando una parola fin troppo abusata, anche perché la coperta potrebbe essere a maglie strette e si strapperebbe facilmente. “Allargare – ridacchia ancora Romagno – quando sento questa parola…” - e sghignazza ancora.

Allargare o lasciarsi tentare da altre forze, questo è il dilemma.

Intanto, martedì sera, 28 gennaio, la maggioranza si è riunita. Oronzo Valentini (Ncd) ci era apparso piuttosto ottimista già in consiglio, quando aveva espresso solidarietà al sindaco per il caso Berardi, a proposito del quale Romagno si definisce, nel corso della nostra intervista, “un perseguitato politico”.

Ma Berardi non l’ha mandato ancora in esilio, anzi, l’unico vincente in tutta questa vicenda è il sindaco. Il Professore è inciampato sulla recinzione oggetto del contendere, ed è fuori dal consiglio, a pochi mesi dalle comunali.

“Non provo gioia – confida il sindaco, ai nostri microfoni – e nessun sentimento di rivalsa. Non l’ho mai considerata una vittoria politica, anche perché non è frutto di una posizione politica. Se mi fosse stata data la possibilità e gli strumenti, avrei evitato che Berardi uscisse dal consiglio comunale. Se il professore avesse voluto, avrebbe concluso il suo mandato da consigliere. E se proprio vogliamo dirla tutta, qui, il vero perseguitato sono io. È stato un incubo. Fin dal mio insediamento si voleva vedere il marcio a tutti i costi, rimestando in un torbido che non c’è. Nei primi anni di mandato sono stato vittima di una continua delegittimazione rispetto al mio operato e alla mia persona. Ero sotto il plotone di esecuzione di una opposizione poco costruttiva e determinata a rallentare la fase iniziale di programmazione della macchina amministrativa. I funzionari del Comune hanno dovuto lavorare per le continue richieste presentate da Berardi”.

“Dalla mia parte – ne è convinto Berardi – ho i risultati dell’operato amministrativo. Cinque anni di grandi risultati, malgrado le difficoltà economiche e gli ostacoli dell’opposizione. Finanziamenti regionali, interventi sulle scuole, qualificazione delle aree verdi, abbiamo portato a compimento il PIRP, le aree a parcheggio, la viabilità interrotta, altre aree e verde (vicino al Tribunale), risolti i contenziosi, sbloccato il piano particolareggiato di via Cellamare (fermo da 27 anni!), interventi di ampliamento sul letto alluvionale. Come non menzionare il successo della gestione dei rifiuti (Rutigliano è il primo paese in Puglia per raccolta differenziata e il secondo nel Sud Italia!). Abbiamo difeso la famosa lama, attrezzato alcune aree di abilità sportiva (campo da tennis) ricettacolo di rifiuti (alle spalle dell’asilo, in via Filippo Giampaolo). Poi ci sono i lavori di fogna bianca. Abbiamo ottenuto da ultimo un finanziamento di 550mila euro per il museo del fischietto in terracotta. Mi fermo qui, anche perché l’elenco sarebbe lungo”.

Commenti  

 
#1 cittadino 2014-02-08 21:30
Dovete andare tutti a casa... viaaaa, ci vogliono facce nuove!!!
 

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