Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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Elezioni:per ora segnali di fumo

vignetta per editorialino

 

Guardano con sospetto chiunque li avvicini, sono schivi, tengono le distanze dai giornalisti e – piuttosto – se possono, quando possono, li evitano. I politici rutiglianesi, vuoi l’atmosfera pre-campagna elettorale, vuoi le trattative in corso, tengono le bocche cucite: un po’ perché la situazione è ancora tutta da definire, un po’ perché non vorrebbero essere vittime a loro insaputa di domande. Non domande scomode. Domande.

In questi giorni abbiamo rincorso maggiorenti e oppositori, leader (capigruppo in consiglio comunale) di partito e sottobosco diplomatico, ottenendo – diciamolo – una marea di voci e informazioni (manco fossimo al front office) ma poche notizie degne di essere raccontate. I ben informati, si dice nel nostro ambiente, riferiscono di salti della quaglia, ammiccamenti più o meno palesi, liste da definire, candidature più o meno confermate, silenzi strategici e occhiolini urbani. Solitamente, nel mondo politico, funziona che si faccia ricorso alla stampa per lanciarsi messaggi. A Rutigliano qualcuno ha cominciato a farlo e noi raccogliamo gli umori..

Allora poi vale – caro lettore – che se pure hai telefonato al politico che ti ha promesso l’intervista e quello non ti ha risposto, poi ti senti legittimato a riferirlo al cittadino che legge queste pagine. Che si chiami Oronzo Valentini o Mimmo Gigante (così, per dire) certamente l’occasione per tracciare un po’ il bilancio di questi 5 anni ci sarà. Non fosse altro che per chiarire all’uomo della strada che Gigante è capogruppo di una forza politica in consiglio comunale, e che nella vita è un avvocato, non giudice (come qualcuno erroneamente crede). Non è uno scherzo, capita anche di sentire questo in giro per la città. Oppure di spiegare cosa significa l’adesione di Valentini (e di altri 4 consiglieri e 2 assessori) al Nuovo centrodestra: pressioni su Forza Italia o costruzione di un percorso parallelo da proporre al sindaco?

E poi ti verrebbe anche voglia di chiedere ai cittadini (il corpo elettorale) per chi voteranno, ma soprattutto se voteranno. Se sono soddisfatti di quello che l’amministrazione è stata in grado di fare durante il mandato governativo o se, in fondo, sperano di vedere facce nuove. Il guaio, molto spesso, è quello di chiamare a voce alta i giovani, ma alla fine si preferiscono i grandi vecchi. I giovani – specchio del nostro contemporaneo – hanno la tendenza ad accelerare sui risultati. Non conoscono la perseveranza e la visione paziente della costruzione della strategia diplomatica: perché non vengono dalle scuole di partito o perché sono figli naturali delle relazioni moderne. Un’invasione barbarica che sta stimolando il ritorno a quelle figure ‘paterne’ sotto la cui ala svezzarsi ai tavoli delle trattative. Un esempio? Turi. Eletto il sindaco Onofrio Resta nella primavera 2012 cade nel novembre 2013. Un anno e mezzo di vita. In giunta tutti giovani. Poi ti sposti a Casamassima: sindaco di mezza età con giunta (inizialmente) mista, qualche veterano ventennale più un neofita. Nonostante le scosse telluriche si mantiene a galla grazie ai navigati consiglieri. Scelte strategiche e non tattiche intervengono quando si devono stabilire le regole del gioco.

Così Rutigliano si prepara – tra i soliti mormori, occhiate simboliche e pacche sulla spalla – ad avviare questa tornata elettorale con qualche conferma e qualche azzardo. La parola d’ordine è recuperare l’usato garantito. Berlusconi docet. 

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