Lunedì 12 Novembre 2018
   
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Bilancio e prospettive della Fruit Logistica 2014: la parola al vicesindaco

Il vice Pasquale Redavid

 

"La cosa che mi ha colpito in maniera particolare è nuovo approccio dei produttori all'agricoltura". Così ha esordito il vicesindaco Pasquale Redavid, assessore all'agricoltura, che ha accolto con orgoglio ed entusiasmo l'invito a riflettere insieme sul bilancio della Fruit Logistica 2014 di Berlino appena conclusasi, nonché ad offrire il proprio punto di vista in merito alle dichiarazioni di Mimmo e Stefano Arborea, pubblicate sul secondo numero del nostro giornale. Punto di vista, quello del vicesindaco, che si trova in totale accordo con le affermazioni degli intervistati, soprattutto in riferimento alla fiera berlinese come al luogo in cui si svolgono i meccanismi per la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli, che oggi rappresenta la nuova frontiera per la nostra uva da tavola. "Con l'internazionalizzazione e con la commercializzazione internazionale le cose tendono a cambiare radicalmente", sostiene il vicesindaco, fiero del fatto che questo "buon senso", così definito da lui, sia arrivato non solo a livello dei commercianti, ma stia finalmente iniziando a coinvolgere anche gli stessi agricoltori, nella dimostrazione di una coscienza nuova e aggiornata.

E la novità che questo approccio rappresenta, deriva appunto da una partecipazione degli agricoltori alla fiera, che di anno in anno si fa sempre più sentita e presente, fino a dare prova della propria "piccolezza" di fronte ad una realtà imponente e di respiro internazionale. É anche qui, dunque, che si è raggiunto un importante traguardo, nel riconoscimento e nella consapevolezza, da parte dei nostri agricoltori rutiglianesi, ad ammettere il ruolo esiguo che essi ricoprono allorché si presentano in fiera, cosicché non ci si meraviglia se "la più grande azienda che abbiamo nel nostro territorio, quando arriva lì, è così piccola che non si nota nemmeno. Noi pensiamo il contrario", puntualizza il vicesindaco, "pensiamo di avere delle aziende eccellenti. E questa è una cosa meravigliosa perché, in veste di assessore all'agricoltura, questo stesso messaggio l'ho percepito a Berlino incontrando dei piccoli commercianti o degli agricoltori stessi". Certo, la strada per l'internazionalizzazione del nostro prodotto è lunga e tortuosa, ma si può dire che qualcosa si stia iniziando a muovere, proprio a partire da questa maggiore e condivisa attenzione degli agricoltori ai mercati esteri e alle questioni di carattere più propriamente commerciale.

Una strada tuttavia, come vuole sottolineare il vicesindaco, "fortemente contestata quattro anni fa quando iniziai a fare questa operazione di marketing internazionale". Gli eventi inter nos, insomma - si pensi alla Sagra dell'Uva, ad esempio - sembrano essere insufficienti, e non portano ad alcun progresso nella crescita della nostra comunità dal punto di vista economico e produttivo, soprattutto se non si acquisisce una maggiore apertura verso la pubblicizzazione del prodotto all'estero. Ciò significa che è estremamente necessario allargare gli orizzonti della nostra piccola realtà agricola e promuovere la partecipazione della comunità ad eventi come la fiera di Berlino che, grazie agli sponsor e alla volontà di chi crede possibile una crescita in questa direzione, rappresenta una delle vetrine internazionali più importanti, nonché il primo passo verso la valorizzazione.

In questo senso, la piena soddisfazione dell'assessore Redavid è accolta nella misura in cui le sue decisioni sono state lungimiranti e fortemente incentrate all'attuazione di un progetto ben più ampio, nel quale fossero coinvolti tutti gli "attori" della filiera, a partire dall'idea non di una frammentazione, come quella odierna che si sta cercando di superare, ma attraverso la creazione di una rete comunitaria, e dunque di un meccanismo unitario in cui però ciascuno continui a svolgere il proprio lavoro. Si tratta, nello specifico, di quelle che sono definite "organizzazioni di produttori", il cui principio dominante non è la messa in comune del lavoro, ma, al contrario, la concentrazione delle aziende finalizzate ad un obiettivo comune.

Ed era proprio la loro presenza a farsi sentire in fiera e a contribuire all'idea di realtà organizzata, che i nostri agricoltori stanno iniziando ad adottare, e che è alla base della spinta commerciale necessaria per far sì che il prodotto non solo sia lanciato bene sul mercato, ma che venga promosso e pubblicizzato in maniera opportuna, anche attraverso la fiera, con importanti operazioni di marketing. Anche il GALSEB dal canto suo si sta occupando di promozione, nell'ambito di un progetto (il Local @gricode) presentato proprio in occasione della premiazione del Grappolo d'argento, tenutasi durante la fiera berlinese, che "mira soprattutto alla valorizzazione del territorio e a quella dei prodotti".

Il tutto avverrà tramite l'apposizione del QR code sulle confezioni di coloro che esportano il prodotto, in modo da collegare direttamente, tramite l'applicazione per smartphone, ai siti web e dunque alle informazioni sul prodotto e sulla sua provenienza, sul territorio e su tutto ciò che questo offre. E il ruolo della parte pubblica in tutto ciò? "Ha un altro compito, molto più importante, ed è anche di questo che abbiamo discusso a Berlino, con la Provincia, la Regione, enti quali l'Università e il Comune, è di creare una struttura che può essere pubblica, privata o mista, che faccia da ricerca, da osservatorio e così via", in modo da permettere che gli agricoltori vengano a diretto contatto con le richieste specifiche del mercato e della produzione futura. Augurandoci che sia solo l'inizio della svolta, non ci resta che attendere impazienti la Fruit Logistica 2015 per il riscontro.

Commenti  

 
#1 T.Peppino 2014-02-26 22:48
Speriamo che non sia come al solito clientelare.
 

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