Domenica 18 Novembre 2018
   
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La delusione di Lanfranco: “Serve gente onesta e competente”

Lanfranco Di Gioia (1)

 

L’incontro di giovedì 20 febbraio, organizzato da Puglia Protagonista è stato accolto freddamente dagli addetti ai lavori, come lo stesso leader, Lanfranco Di Gioia, ammette nella lunga intervista che segue. Tutti si domandano che fine farà l’Ncd? Con o senza Romagno? Intanto, il sindaco non sembra intenzionato a rimettersi in discussione, mentre il tavolo del centro-sinistra si è letteralmente spaccato. 

 

Quali reazioni positive e negative ha registrato dopo il suo primo incontro pubblico di giovedì scorso?

 

“Mi ha fatto molto piacere vedere tante persone interessate a seguire il mio intervento e il successivo dibattito. Le reazioni positive sono venute soprattutto dalla gente comune, che da tempo aspettava una mia discesa in campo, soprattutto dopo l’esperienza di questi ultimi cinque anni, anche se molti sono rimasti delusi dal sentirmi dire che non intendo ripresentare una mia candidatura alla carica di sindaco. Inoltre mi ha fatto piacere vedere la disponibilità di altre realtà politiche locali a condividere questo nuovo progetto politico-amministrativo, disponibilità che però va verificata nei fatti. Le reazioni negative vengono soprattutto dagli addetti ai lavori, quelli che non vedono di buon occhio la realizzazione di questo nuovo progetto per Rutigliano che vuole mettere insieme persone e forze serie e competenti, di diversa estrazione politica, che si occupino dei problemi del nostro paese e di un suo rilancio economico, sociale e culturale, specie in un momento di grande difficoltà come quello che stiamo vivendo.”

 

Cosa risponde a chi l'accusa di essere orfano d'inciucio?

 

“Mi fanno ridere queste affermazioni e le persone che le pronunciano. È tutta gente che ha un suo progetto politico o personale da mettere in atto e sa perfettamente che può raggiungerlo solo se riesce ancora una volta a far prevalere la logica delle appartenenze politiche e delle spartizioni, su quella della buona e sana amministrazione, fatta da gente competente, seria e disinteressata. Solo nella logica delle opposte fazioni (destra contro sinistra) questa gente può ancora sperare di continuare a contare e ad utilizzare la politica per raggiungere i propri obiettivi e soddisfare i propri interessi. Il tentativo mio e del movimento “Rutigliano Protagonista” è quello di creare le condizioni per un cambiamento dei protagonisti e del modo di fare politica e amministrare nel nostro comune. Se non dovessimo riuscire in questa impresa (definita da qualcuno “inciucio”) non rimarremmo comunque orfani, come qualcuno dice, ma lavoreremmo comunque per raggiungere tale obiettivo con strategie diverse. Certo non ci interessano le candidature strumentali ad occupare una poltrona in consiglio comunale o in giunta. Noi non ci chiediamo cosa faccia più comodo a noi, ma cosa la gente vuole e si aspetta da noi e dalla politica. E a quest’ultima domanda siamo certi di poter dare una risposta molto più convincente di altri, sapendo benissimo che la decisione finale spetta solo ed esclusivamente all’elettore nel momento in cui esprimerà il suo voto.”

 

Il centrodestra non esiste più?

 

“Se per centro-destra si intende quella coalizione che per dieci anni ha consentito la mia elezione e mi ha permesso di amministrare Rutigliano con i risultati positivi che la cittadinanza mi ha riconosciuto, ebbene quella coalizione non era più la stessa già cinque anni fa. Maggiormente oggi, dopo questa ultima esperienza amministrativa e dopo le vicende politiche che l’hanno caratterizzata, questa esperienza politica si può dire consumata del tutto. Ci vogliono soluzioni nuove e diverse, non vincolate a slogan ed etichette che ormai alla gente non dicono più niente e non interessano. Il cittadino più che sapere a quale partito o coalizione appartiene un amministratore comunale vuole capire cosa sarà in grado di fare per risolvere i problemi del paese”.

 

Vuole fornirci un elenco dettagliato di cosa ha funzionato e cosa no in questi cinque anni, sia nell'ambito amministrativo (opere, servizi, ecc...) che politico?

 

“Più che fare un elenco delle cose che questa amministrazione poteva fare e non ha fatto, o che poteva fare meglio, voglio sottolineare come questa amministrazione comunale abbia lavorato senza una seria programmazione, che è alla base  di ogni attività amministrativa, navigando a vista e non tenendo conto delle reali istanze dei cittadini. Sul piano politico, poi, questa amministrazione comunale non ha saputo (o voluto) coinvolgere le forze politiche che l’avevano sostenuta durante le elezioni. Non c’è mai stato un coinvolgimento sulle questioni amministrative di tutte le forze politiche e dei soggetti che avevano fatto parte della coalizione che nel 2009 portò alla vittoria del centro destra a Rutigliano. Nella certezza di essere autosufficienti, gli attuali amministratori comunali si sono chiusi nella loro presunta capacità e competenza, evitando il confronto con quanti potevano dare un disinteressato contributo alla soluzione dei tanti problemi amministrativi. E il risultato di questo isolamento è sotto gli occhi di tutti.”

 

Se la sente di mettere un punto fermo sulla sua candidatura a sindaco?

 

“Ho già detto nel mio incontro con la cittadinanza di giovedì scorso che non è mia intenzione o aspirazione fare il candidato sindaco di Rutigliano. Questo non perché non creda nella possibilità di riuscire ancora una volta ad avere il consenso della gente, ma perché penso che sia ora di creare le condizioni per un cambiamento che non può solo essere fatto a parole ma deve trovare riscontro nei fatti e nelle persone. È ovvio che dobbiamo cercare comunque di mettere il nostro comune nelle mani di gente seria, onesta e competente. Cosa alla quale intendo lavorare insieme con gli altri amici che condividono questo progetto, il fallimento del quale potrebbe aprire gli scenari politici più disparati e impensabili.”

 

Se lei fosse un esponente di centro-sinistra, chi sceglierebbe come candidato sindaco (faccia 1 o 2 nomi)?

 

“Se fossi un esponente del centro-sinistra prima di scegliere il candidato sindaco, unica cosa alla quale al momento sta pensando, mi chiederei prima cosa il centro-sinistra, stando all’opposizione, sia stato in grado di fare in termini concreti e positivi per la cittadinanza in questi passati cinque anni. Se la risposta fosse negativa (come credo) mi chiederei se questa stessa compagine che non ha saputo produrre niente in termini di cose concrete per il nostro paese stando all’opposizione, possa riuscire a farlo se divenisse maggioranza. Poi mi sforzerei di capire se all’interno sempre di questa compagine politica di centro-sinistra ci sia qualcuno che, non essendo riuscito in questi cinque anni passati a guidare l’azione amministrativa dei gruppi di opposizione, possa essere in grado, se eletto sindaco, di guidare la macchina amministrativa in maniera competente e adeguata. Se anche a questa risposta venisse una risposta negativa, allora dovrei prendere atto che i confini di una coalizione (sia essa di centro-sinistra che di centro-destra) non bastano ad assicurare ai nostri concittadini una buona amministrazione, ma bisogna andare oltre, superando le barriere ideologiche e personali. Quindi mi confronterei con altre forze politiche e insieme a loro metterei su un programma politico-amministrativo serio e sceglierei il candidato sindaco più idoneo a realizzarlo”.

 

Quali sono i risultati da lei raggiunti durante il suo operato da sindaco? 

 

“Se dovessi fare un elenco delle tante opere pubbliche, degli interventi nel campo della scuola, del sociale, della cultura, delle attività produttive, dell’associazionismo che abbiamo realizzato nei miei dieci anni di mandato amministrativo credo che diventerei terribilmente noioso e direi cose che sono risapute ai più. Ricordo soltanto che grazie ai buoni risultati della mia gestione amministrativa sono stato rieletto al primo turno nel 2004 e ho contribuito nel 2009 alla elezione di questa ultima amministrazione comunale. Ma il risultato più importante che è stato raggiunto in quei dieci anni è stato quello di coinvolgere tutta la cittadinanza, nelle sue diverse realtà associative e rappresentative, in un progetto di crescita culturale, economica e sociale di Rutigliano che guardava al bene del paese. La gente si sentiva parte di una comunità della quale condivideva le scelte e alla cui vita si sentiva coinvolta direttamente. E sapeva che chi li amministrava lavorava al servizio del cittadino e per il bene della collettività”.

 

Se Romagno non dovesse demordere e il centrosinistra non dovesse accogliervi, quale prospettiva avreste davanti?

 

“Cominciamo col dire che noi non intendiamo essere “accolti” dal centro-sinistra. Il nostro obiettivo (checché ne dicano i nostri oppositori) non è quello di aggregarci all’uno o all’altro schieramento pur di vincere le elezioni, ma vogliamo attuare un progetto nuovo che, ripeto, veda lavorare insieme forze politiche e persone serie e competenti provenienti da esperienze politiche diverse che vogliano veramente impegnarsi per il bene del paese, al di là delle barriere e degli steccati ideologici.

Un progetto che, tra l’altro, non è finalizzato come qualcuno afferma a far demordere l’attuale sindaco dalla propria candidatura. Ciò che vogliamo evitare è che si ripetano altri cinque anni di guerriglia politica nei quali, per andare dietro a diatribe e dispute personali, non ci si è concentrati sui problemi del paese e dei cittadini. È ovvio che per far questo ci dobbiamo mettere tutti in discussione, senza che ciò significhi precludere le aspirazioni di nessuno. Il fallimento di questo progetto ci vedrebbe in ogni caso protagonisti nella ricerca di soluzioni politico-amministrative idonee a realizzare comunque quegli obiettivi che ci siamo prefissati.”

 

Come vede la prossima campagna elettorale?

 

“Dalle prime avvisaglie credo che sarà una campagna elettorale molto dura, combattuta senza esclusione di colpi. Quello che spero è che tutti i candidati-sindaco e le forze politiche impegnate in campagna elettorale si sforzino di concentrarsi sui problemi amministrativi e sui programmi più che parlare dei problemi personali. Si dovrebbe sottoscrivere un codice deontologico tra tutti i partiti che eviti che nella campagna elettorale vengano trattati temi e coinvolte persone che con la politica e le elezioni non hanno niente a che fare. Sarebbe molto squallido ritrovarsi a parlare di problemi personali e di gossip per i quali vale sempre il detto “chi di spada ferisce, di spada perisce”.” 

Commenti  

 
#2 T.Peppino 2014-03-07 22:16
Coraggio si va avanti con personaggi nuovi.
 
 
#1 abemus papam 2014-03-04 19:38
certo che non conviene parlare delle faccende personali ad alcuni..invece va fatto!
 

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