Venerdì 16 Novembre 2018
   
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L'ass. Martire sull'andamento negativo del commercio rutiglianese

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"Il momento è molto difficile per tutti, e ancora di più per chi deve alzare una serranda e sa già di dover affrontare le spese dell'affitto, dei contributi, delle tasse, del commercialista." Ad esprimere la piena solidarietà con i commercianti è l'assessore alle Attività Produttive Michele Martire che, rappresentando le istituzioni, dichiara di essersi impegnato fin dall'inizio del suo mandato, iniziando ad individuare e dividere il nostro paese in zone ben definite, ciascuna con delle specifiche necessità. Lavoro, questo, che è stato fortemente apprezzato - come afferma lo stesso assessore - dalla Confcommercio a livello regionale e provinciale. Un percorso di collaborazione che ha inteso coinvolgere dal principio le attività commerciali nell'appoggiare qualsiasi richiesta, da parte degli stessi commercianti, che nel corso degli anni ha proposto iniziative e manifestazioni in occasione di particolari periodi o per favorire la promozione di determinati brand. Certo, bisognerebbe assicurare "un presidio 365 giorni all'anno, invece si assisteva a fenomeni di ferie non regolamentate e quindi interi quartieri, in alcuni periodi, congiuntamente andavano in ferie e non era garantito né al cittadino né all'avventore la possibilità di utilizzare il pubblico esercizio." Una regolamentazione, insomma, che ha riguardato la zona centrale del paese, all'apparenza colpevole di possedere il monopolio dello svolgimento di eventi e manifestazioni, ma in realtà definibile come luogo in cui si concentrano le principali attività commerciali del paese e in cui, per lo meno nella pratica, dovrebbero avvenire i maggiori scambi commerciali, se così si possono chiamare. Quest'anno, come si è già ampiamente ripetuto, l'anello in apparenza forte del paese - quello che circonda il centro storico - ha subito perdite gravissime sul piano economico. "Colpa della crisi", il motto che ci stanno ripetendo fino alla nausea. Colpa delle istituzioni? In parte, vista la disponibilità e l'apertura con cui vengono accolte le proposte. Colpa un po' di tutti, nella realtà, quando si preferisce emigrare in altri paesi piuttosto che rimanere nel proprio e contribuire a far girare l'economia. Colpa anche di chi dovrebbe esser fiero di vivere in una "città d'arte" - titolo attribuito a Rutigliano grazie all'assessorato alle Attività Produttive in sinergia con gli altri -  per stimolare i cittadini, come puntualizza l'assessore Martire, "a contrastare la migrazione domenicale." E la responsabilità più grande è da addebitare alla mancanza di una collaborazione generale, che coinvolga istituzioni, cittadini, attività commerciali e diriga tutti sulla strada comune della crescita. Il momento è difficile per chiunque, ma che non si cada nell'errore di strumentalizzare la crisi per fare del banale vittimismo. La colpa è di tutti, nessuno escluso e l'impegno deve venire da tutti, nessuno escluso, continuando a perseguire la tortuosa strada della valorizzazione e della promozione del nostro territorio. Che lo si comprenda, una volta per tutte. 

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