Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Tanto è stato fatto, tanto si deve ancora fare: intervista al sindaco Romagno sulla Relazione di fine mandato

Abbiamo incontrato il Sindaco Roberto Romagno a seguito della pubblicazione sul sito del Comune di Rutigliano del Rapporto di fine mandato, da cui si evincono dati per lo più positivi riguardo l’attività amministrativa degli ultimi cinque anni. Rivolgiamo al Sindaco alcune domande in merito, a cui lo stesso risponde serenamente e cordialmente e, soprattutto, con una dose di speranza per il futuro, sperando di poter portare a termine quanto non si è riuscito a realizzare in questi anni per problematiche non sempre dipendenti dall’Amministrazione stessa. “Ritengo – inizia il dott. Romagno - che la nostra sia stata un’Amministrazione che si è mossa con intelligenza e con l’obiettivo di rispettare le difficoltà del momento, quindi di restringere quanto più possibile le spese, rispettando lo spending review, le limitazioni imposte dalle nuove norme ed essenzialmente il patto di stabilità. Abbiamo cercato di realizzare il nostro programma cercando di non compromettere le finanze del Comune e di non incidere notevolmente sulle imposte locali” nonostante il difficile momento storico in cui tutti si ritrovano a vivere. Altro importante aspetto sottolineato è il fatto che si sia riusciti a tenere testa alla crisi, differentemente da altri Enti Locali che vivono ogni giorno situazioni di difficoltà, e quanto questo abbia garantito equilibrio e continuità all’attività pubblica della sua Amministrazione: “ho sempre sostenuto che quando si sta bene, ci sono risorse, è più facile andare avanti  e quindi si riescono a tenere anche meglio gli equilibri con le varie forze politiche.  Quando ci sono ristrettezze, come accade anche in ogni buona famiglia, è più facile che si inneschino i meccanismi dello scontro,  perché le mancanze portano ovviamente a momenti di attrito, di tensione, di nervosismo che poi degenerano in  crisi politiche, in amministrazioni che cadono”. Il Sindaco poi affronta la questione del patrimonio culturale, artistico e delle potenzialità economiche del paese: “Rutigliano è ricca di risorse. Si doveva uscire fuori dalle logiche che ne hanno caratterizzato la politica e l’economia per decenni. Si doveva cercare di portare il paese all’esterno e farlo conoscere: così abbiamo fatto. Ci siamo fregiati del titolo di “Città d’Arte”, un appellativo che abbiamo cercato di riempire di contenuti, tentando di incentivare e migliorare il Museo del Fischietto in terracotta, abbiamo voluto portare fuori dai confini cittadini l’economia locale, quindi siamo andati a Berlino, dove abbiamo portato l’uva da tavola, ma anche creato una buona vetrina per il fischietto in terracotta. Siamo riusciti a far conoscere Rutigliano sull’intero territorio nazionale anche grazie alla raccolta differenziata. Abbiamo realizzato il progetto del Museo Civico, che auspichiamo e ci auguriamo possa aprirsi al più presto, perché gli interventi necessari sono stati fatti, gli allestimenti sono già pronti. Stiamo aspettando la definizione degli ultimi particolari con il sopraintendente. Stiamo curando anche altre realtà, come il S.A.C., i percorsi turistici, i lavori fatti in rete con altri Comuni. Vogliamo rendere di nuovo fruibile la Torre Normanna, attraverso una nuova convenzione con i proprietari. Abbiamo realizzato importanti appuntamenti estivi che hanno significato attrazioni per i cittadini dei paesi limitrofi, che hanno avuto la possibilità di apprezzare il nostro territorio durante le estati rutiglianesi”. Chiediamo infine un commento a livello personale ed umano riguardo questi cinque anni di mandato ed il sindaco Romagno ci risponde che sono stati anni difficili, tanto da pensare in qualche occasione di dimettersi. Tuttavia aggiunge subito: “sì, sono stato tentato in più occasioni di abbandonare la nave, però da buon comandante ho evitato che questo accadesse, perché ritenevo che l’abbandono potesse costituire un danno per la comunità che mi ha eletto. Dal punto di vista umano sono stati forse i peggiori di tutta la mia vita, perché ho subito una serie di attacchi che mai avrei immaginato mi potessero essere rivolti. Io ho sempre distinto la politica dai rapporti interpersonali e umani. Ho fatto anche opposizione, ma il mio è sempre stato un comportamento di massima lealtà, rispetto e anche di responsabilità. È giusto che ci sia confronto tra le varie forze politiche, però deve restare un confronto di idee, di pensieri. Nel mio caso, invece, si è innescato un meccanismo strano, condiviso da molti, e probabilmente anche questo costituisce un aspetto nuovo della storia politica di Rutigliano, perché si è fatto ricorso a mezzi che non hanno nulla a che fare con la politica. In più occasioni è stato detto che non si trattava di un attacco nei miei confronti ma al ruolo che ricopro; io credo che non sia proprio così. Sono sempre stato sereno, tant’è che nonostante i vari attacchi nulla di eccezionale è avvenuto, siamo andati avanti con il nostro programma. Dispiace solo perché se l’atteggiamento fosse stato differente, probabilmente avremmo potuto assicurare a Rutigliano molto di più di quello che abbiamo fatto fino ad ora, perché Rutigliano merita ed è giusto che si assumano atteggiamenti di responsabilità nei confronti di questa comunità. Io sono tranquillo perché confido sull’intelligenza dei rutiglianesi, che sono sicuro sapranno giudicare con obiettività quanto accaduto in questi cinque anni”. Ci spiega infine che sul tavolo sono presenti altri progetti già pronti da avviare, quali, ad esempio, quello del Palazzetto dello sport e quello del rifacimento della Villa urbana, per cui “speriamo di poterli attuare con un nuovo mandato”, perché, ci spiega, spesso per cause esterne alla buona volontà e ai buoni propositi, non è sempre possibile attuare tutto ciò che si vorrebbe nell’arco di un mandato.

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