Sabato 17 Novembre 2018
   
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La parola al candidato sindaco Altieri: "Bisogna abbassare le tasse"

La piazza gremita nell'ultimo comizio di giovedì 22 maggio

A poche ore dal voto, diamo la parola al candidato sindaco Minguccio Altieri. La sua coalizione è una sfida che, tra le altre liste, vede uniti Partito Democratico e Nuovo Centro Destra. Solo tra 48 ore circa sapremo se l’accordo sarà stato vincente e convincente per gli elettori.


Come nasce la tua idea di partecipare a questa campagna elettorale? Sei stato spinto da qualcuno a scendere in campo?

Come è noto non è stata una mia idea, non appartengo alla categoria del “voglio essere io il sindaco”, né tanto meno sono stato spinto da qualcuno a candidarmi. I gruppi che mi sostengono, nel mentre della condivisione di un progetto politico nuovo e coraggioso, hanno individuato insieme, nella mia persona, il soggetto che potesse cementare e concretizzare questo progetto. A questa chiamata di responsabilità non potevo che rispondere “presente!”.

Potresti riassumere in tre parole il senso o il fine del tuo impegno politico, motivandole?

Solidarietà, comunità, felicità. E’ lo spirito solidale che mi ha sempre animato all’impegno in politica per costruire, passo dopo passo, pezzo per pezzo, il senso di comunità a cui sono affezionato e che sta animando la nostra campagna elettorale. Il fine ultimo è qualcosa a cui tutti devono tendere, la felicità. Sembra un’utopia ma rendere un po’ più felici gli altri e di conseguenza se stessi dovrebbe essere il fine dell’impegno di ciascuno.

Un pregio e un difetto del gruppo con cui sei sceso in campo...

Pregio: sono animati dalla convinzione di dimostrare che collaborare e costruire concretamente un paese migliore grazie alla sintesi di più punti di vista su un tema sia la ricchezza della politica moderna e sarà la ricchezza della prossima amministrazione di Rutigliano

Difetto: peccato che ci siamo arrivati tutti con un po’ di ritardo a questa convinzione, ma meglio tardi che mai.

Quale è il punto del vostro programma che entusiasma di più?

Ogni punto del programma risponde ad esigenze diverse. Tutti entusiasmano ora l’uno o l’altro. Credo che la restituzione e la costruzione (fisica e/o solamente sociale) di spazi comuni sia verdi che culturali che sportivi sia la questione che più entusiasma. A parte questo l’idea di qualcuno che vigili sul far pagare tributi in modo più equilibrato è di sicuro un punto che fa ben sperare i cittadini.

Quali sono, secondo te, i punti deboli degli altri programmi elettorali? Li ritieni fattibili e/o validi?

Non voglio eludere la domanda con facili giri di parole. Per ciò che riguarda il candidato Giampaolo non mi piace il clima di sospetto e punitivo riservato ai dipendenti comunali. L’efficienza di chi lavora dipende sempre da più fattori, non solo dalla loro disponibilità al lavoro. Per ciò che riguarda il candidato Romagno credo che la debolezza del suo programma derivi dal fatto che è pressoché identico a quello di 5 anni fa. Quindi la debolezza è nel fare le cose. Tutto è possibile se si è capaci di fare.

Cosa pensi degli altri candidati sindaco?

Sono persone che si stanno impegnando, che stanno sacrificando il loro tempo per gli affetti e il lavoro. Questo è, a prescindere dal gioco delle parti, un valore. Sono persone diverse tra loro e diverse da me. Penso semplicemente che il sindaco uscente ha avuto modo di fare e non ha fatto.

Valuto solo questo. Del candidato Giampaolo apprezzo la tenacia nel aver messo in piedi un movimento che nasce a prescindere dai partiti ma non ne condivido lo stile.

Cosa vorresti dire ai cittadini che non sanno ancora chi votare?

Che il giorno dopo le elezioni avranno un sindaco, chiunque esso sia. L’esercizio del voto è un momento di scelta per determinare la strada e l’indirizzo che il paese prenderà nei cinque anni di amministrazione. Meglio rischiare di sbagliare scegliendo che rimanere fermi e farsi passare davanti la storia.

Cosa vorresti dire ai tuoi avversari?

Che sarò anche il loro sindaco e che mi troveranno pronto ad ascoltare le loro istanze dopo le elezioni.

Cosa vorresti confidare ai candidati consiglieri che ti sostengono?

Stiamo vivendo insieme una bellissima campagna elettorale, sanno cosa penso e che lo dico. Invece confido in loro, nella loro serietà, nel loro valore e nella loro libertà.

Perché i cittadini rutiglianesi dovrebbero votarti?

Perché il voto è un momento di valutazione. Possono valutare ciò che non è stato fatto e continuare a scegliere in quella direzione, oppure scegliere chi può realizzare ciò che serve fare per rilanciare il Paese, e allora l’unica alternativa è la mia coalizione e me.

Quale pensi sia la priorità dei rutiglianesi in questo momento?

Avere un paese che funzioni e che dia la sensazione a tutti, Rutiglianesi e non, che si muova in una direzione di crescita. Avere un’amministrazione che si sforzi di fare le cose.

Tre cose che faresti per Rutigliano. Perché?

Recupero integrale del Centro Storico, compreso di spazio culturale all’interno del Palazzo Moccia da mettere in rete con Palazzo San Domenico e spostamento di Uffici Comunali. Abbattimento del mercato coperto, non può rimanere ancora lì in quelle condizioni! Ha dei problemi strutturali e vale la pena fare un concorso di idee tra i professionisti del paese per decidere cosa fare di tutta l'area. Rifacimento urgente della Villa Comunale, tra l'altro è progetto già esecutivo e cantierizzabile. Doveva essere in realtà pronta molto tempo fa grazie all'accordo con il Gruppo Fusillo, ma è andata diversamente.

Tre parole per descrivere Rutigliano.

Isola, Civile, Assopita.

Tre pregi dei rutiglianesi. Perché?

Grandi lavoratori, perché a Rutigliano abbiamo uno dei più grandi centri di produzione intensiva di uva, e accanto stabilimenti ad alto valore aggiunto. Umili, perché per esempio potrebbero fare di se stessi e del proprio paese ancora di più e avere ancora più visibilità, ma hanno i piedi per terra. Civili, lo dimostra il livello di raccolta differenziata.

Tre difetti dei rutiglianesi. Perché?

Grandi lavoratori, forse dovremmo divertirci di più! Forse non credono in se stessi quanto dovrebbero. Rutigliano può non essere da meno in nessun settore all'interno della Terra di Bari. Civili, a volte non paga essere troppo onesti. Da rutiglianese l'ho provato sulla mia pelle.

A quale politico della storia, italiano o straniero, vorresti assomigliare? Perché?

Spinoza. Lei mi dirà che non è un politico ma un filosofo, io le dirò che non è stato uno statista, ma certamente un politico. Perché? Perché è uno dei pochi che ha fatto della sua vita la realizzazione di ciò che pensava e predicava. Obama. L’affermazione della politica fatta dal basso tesa al cambiamento.

Quale politico dei nostri giorni rispecchia di più il tuo modo di vedere la politica? Perché?

Renzi, perché ha finalmente dato una scossa al Parlamento come io spero di darla al Consiglio Comunale. O scossa o dimissioni.

Tasse, una parola antipatica. Cercherete di abbassarle o, perlomeno, di non alzarle? Come farete?

Credo proprio che riusciremo ad abbassarle. Ci sono diversi fondi che non sono stati sfruttati, tra cui il Ristoro Ambientale e finanziamenti come quelli europei FESR 2014-2020 con cui si possono fare cose senza impattare sul Bilancio.

Se Altieri non fosse candidato sindaco, chi voteresti degli altri e chi non voteresti assolutamente?

E’ un problema che non si pone. Ma se dovessi scegliere avrei spinto un'altra persona diversa da loro.

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