Intervista esclusiva a Mimmo Gigante, che denuncia: Romagno ha vinto col voto di scambio

mimmo gigante

Questa settimana, abbiamo intervistato un personaggio che ha dato modo di far parlare molto di sé. Un ex uomo politico, ex consigliere comunale, un cittadino attento alla politica del proprio paese tanto da non trascurarla una volta concluso il periodo elettorale. Risponde alle nostre domande l’avvocato Mimmo Gigante, candidato alle elezioni amministrative di Rutigliano 2014.

 

Avvocato, può darci un resoconto personale sulle elezioni comunali di Rutigliano?

A parte le statistiche, consultabili da tutti, posso dare una mia impressione sul risultato elettorale del candidato sindaco della coalizione PD-NCD: Minguccio Altieri. Un risultato che si aggira attorno ai 5000 voti. Un successo abbastanza entusiasmante, un successo che è andato oltre le previsioni e le aspettative. Specialmente oltre le aspettative dell’opposta coalizione che pensavano di “vincere facile”, come recita quella famosa pubblicità di gratta e vinci.

 

Quali considerazioni può trarre in seno ai risultati elettorali della coalizione PD-NCD?

C’è da dire, prima di tutto, che il progetto di questa coalizione è un progetto ambizioso, che ha voluto far incontrare due forze politiche di diversa genetica, senza poi contare l’aiuto di numerose liste civiche. Secondo i dati, le due forze di coalizione sembrano aver perso consensi rispetto le precedenti amministrative. Nonostante questa perdita di consensi, riteniamo ancora valido il progetto tra PD e NCD. I punti cardine, che spingono la coalizione, sono gli stessi che hanno guidato me ed i miei colleghi nella contestazione pronta e puntuale in consiglio comunale: Rispetto della legalità; controllo degli appalti; sistema di aggiudicazione degli appalti (con dei criteri trasparenti con gare tra imprese e non la scelta diretta, che è tutt’ora il principio usato); riduzione del contenzioso; riforma degli incarichi comunali secondo i principi di rotazione degli incarichi e di competenza nel ruolo svolto (cosa che nei passati 5 anni non abbiamo visto).

 

Nella passata amministrazione lei, avvocato, ha rappresentato l’opposizione in consiglio comunale. Da quest’anno non sarà cosi?

Non siederò nel consiglio comunale, pur avendo percepito poco meno di 200 voti, non sono stati sufficienti per accedere al posto come consigliere comunale. Questo non significa che non farò sentire la mia voce. Ogni cittadino ha il diritto di dare la propria opinione affinché l’apparato della pubblica amministrazione sia corretto e segua una linea di legalità.

Mi sto facendo promotore per la costituzione di un’associazione culturale. Un’associazione culturale che sia un po’ l’anticamera del consiglio comunale ma che sia anche un laboratorio politico di idee che noi vorremmo elaborare e proporre alla nuova amministrazione in termini costruttivi. In conclusione, io continuerò sempre a far sentire la mia opinione. All’interno o all’esterno del consiglio comunale, non ha alcuna importanza.

 

Questa associazione culturale avrà un colore politico?

No. Sarà un’organizzazione apartitica, senza tendenze partitiche ma con l’obiettivo di creare delle istanze politiche, se per politica si intende assecondare le necessità della collettività. Tecnicamente l’associazione non parte da alcun partito ma si prefigge come punto d’arrivo quello di soddisfare gli interessi della collettività, facendo presente all’amministrazione, che detiene la gestione della Cosa Pubblica, quali sono i bisogni e le preoccupazioni di una determinata parte della comunità. In ottica di queste intenzioni forse sarebbe sbagliato parlare di “politica”, anzi, ritengo più calzante la definizione “Associazione socio-culturale”.

 

Questa associazione socio-culturale è già attiva?

Abbiamo già costituito l’organico di questa associazione che conta al momento circa 180 adesioni. Dobbiamo solo formalizzare il gruppo a livello giuridico. Una volta regolarizzata, attraverso una condivisione di idee trasversale, ognuno potrà esprimere le proprie opinioni a proposito delle tematiche più disparate riguardanti il nostro territorio. Mi auguro di completare questa operazione entro la fine della settimana corrente (entro il 21 giugno). Le tematiche sollevate nelle nostre riunioni potranno essere citate in consiglio dai rappresentanti eletti nelle scorse amministrative.

Soltanto dall’esterno può nascere una spinta per una diversa amministrazione. All’interno della mia attività nel consiglio comunale ho dovuto a malincuore prendere atto dell’assenza di partecipazione dei cittadini nelle discussioni di problemi di pubblico interesse.

 

Crede che l’alleanza PD-NCD possa reggere ulteriormente?

L’alleanza in questa coalizione è nata per lo scopo pratico di proteggere i cittadini. È un dialogo che è nato per questo motivo. La sintesi tra questi due movimenti politici è nata dalla volontà di sotterrare l’ascia di guerra in nome di un bene comune. Basta con la litigiosità e con la conflittualità politica. È un progetto che, anche secondo i dati elettorali, è stato seguito con entusiasmo dai cittadini. Sono dell’opinione che per la riparazione del manto stradale, come per la regolamentazione degli appalti, o per controllare la manodopera di un progetto edile comunale, non sia necessario un orientamento politico. Si tratta solo di impegno nel nome degli interessi comuni ai cittadini.

 

Secondo lei, quali fattori hanno portato alla vittoria di Romagno?

I fattori che hanno contribuito alla vittoria di Romagno sono stati vari. Io posso solo elencarne alcuni. Premettendo che sono mie personali considerazioni, i punti da me individuati sono i seguenti:

Cosa accadrà, secondo lei, nel consiglio comunale rutiglianese?

Non sono un veggente. Non posso profetizzare niente ma sono convinto di una cosa: la maggioranza non avrà vita facile perché l’opposizione sarà determinata, costruttiva, leale, seria.

Posso solo garantire per ciò che accadrà fuori dal consiglio comunale, attraverso la nostra associazione socio-culturale.

 

Quali sono le sue constatazioni nella passata campagna elettorale?

Ho qualche constatazione che vorrei esprimere. Una di queste riguarda le schiere di Roberto Romagno. Tra le sue fila ho notato la presenza copiosa di liberi professionisti. Ingegneri, architetti, avvocati. Quello che mi ha rammaricato infinitamente è che questi liberi professionisti sono coloro che, secondo me, avrebbero potuto costituire la struttura portante di un cambiamento a Rutigliano. Rappresentavano l’intellighenzia, il motore intellettuale che muove il rinnovamento della classe politica. Il risultato è stato opposto. Nel movimento di questa classe, se vogliamo chiamarla “borghese”, l’unica motivazione è stata quella di rientrare nella lista dei privilegiati, di chi riceverà incarichi e agevolazioni. Io ritengo che ciò sia stata la rappresentazione più esplicita del decadimento dei valori.

Un’ultima riflessione vede protagonista la persona di Francesco Divella. A dir la verità è stata la mia più grande sorpresa in questa campagna elettorale. Ammetto di essermi fatto trascinare dai luoghi comuni, non conoscendo affatto personalmente il signor Divella. Questi luoghi comuni demonizzano il titolare dell’omonima azienda, tingendolo con spregevoli colori. La mia sorpresa è data dal fatto che Francesco Divella si è dimostrato un galantuomo. L’ho constatato attraverso il suo comportamento durante questa campagna elettorale. Non c’è stata alcuna pressione sui propri operai, nessuna interferenza sulle decisioni prese, nessun condizionamento sulle nostre iniziative. Ha lasciato al gruppo aggregato tutte le libertà affinché fossero prese in modo autonomo e confacente agli interessi di tutti, le decisioni in seguito adottate. Mi sento in dovere di dare atto e risaltare questa virtù.