Domenica 18 Novembre 2018
   
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Quanto può pesare un voto: la storia dell'ex consigliere di Ncd Milillo

Alessandro Milillo, ex consigliere di maggioranza

Questa settimana abbiamo incontrato, con nostro grande piacere, l’ex consigliere NCD Alessandro Milillo, rimasto fuori dal consiglio comunale per una manciata di preferenze in questa tornata elettorale. Un’intervista a tutto tondo riguardo il suo passato, presente e futuro, nonché quello della politica rutiglianese , condito da quelli che sono il suo pensiero e le sue idee. Buona lettura.

Che dire, solo 8 voti di differenza rispetto al suo collega Martire l’hanno fatta rimanere fuori da giochi: quali sono le sue sensazioni?

Prima di tutto chiariamo un punto: i voti non erano otto in meno, ma addirittura uno solo. Infatti nei conteggi del comune ero fermo a 190 voti, mentre secondo i miei dati il numero saliva a 197, come confermato poi da un controllo successivo riguardo la sezione 5, in cui vi era stato un errore di trasposizione dei dati del verbale. Certamente è normale rimanere amareggiati, non potendo raggiungere una riconferma davvero per un soffio, ma va bene così: ho quasi raddoppiato il mio consenso rispetto alle scorse elezioni, in cui contavo 103 differenze, il che di per sé è già un gran risultato; inoltre mai mi sarei potuto aspettare di superare un collega e soprattutto grande amico come Michele Martire, che sicuramente sarà rappresentare a dovere le idee del nostro partito insieme ad Oronzo Valentini.

Quale sarà il suo impegno politico ora che rimarrà fuori dalla sala consiliare?

Continuerò a lavorare per il nostro partito con la mia solita dedizione, a maggior ragione questa volta che rappresento quasi 200 persone che mi hanno dato fiducia, fiducia che vorrò ad ogni costo non deludere. Inoltre il nostro è un movimento compatto, ogni decisione è presa in assoluta armonia fra tutti i membri, una cosa che è invece mancata nella scorsa amministrazione e che ci ha spinto a prendere una via diversa in queste elezioni.

Parla quindi del motivo che vi ha spinti all’unione politica con il PD?

Si, questa è una delle motivazioni più pesanti che ci hanno spinto a distanziarci dalla persona del sindaco Roberto Romagno e dalla sua maggioranza. Negli scorsi 5 anni quasi mai vi è stata un’effettiva concertazione fra l’operato della giunta ed il parere della maggioranza, come riportato anche in passato da Mario Gaio. Se non fosse stato per ciò che ci riferivano i nostri assessori, Iaffaldano e Martire, e per la nostra attenzione ad ogni atto amministrativo, saremmo arrivati al giorno della votazione con il rischio di non sapere nulla di ciò che si stava per discutere; per non parlare poi della lentezza dell’operato per quanto riguarda le grandi opere, già in cantiere dalla precedente amministrazione, ed avviate solo a ridosso delle ultime elezioni, nonostante il mio continuo insistere assieme al partito nei confronti del Sindaco, spingendolo ad avviarle all’inizio del mandato quando i fondi erano già disponibili. La mia non è una contestazione all’operato nella sostanza, visto che si è comunque risposto ai bisogni della cittadinanza, ma alla forma in cui le decisioni venivano prese. Quella con il PD su questo piano è stata la mia prima vera esperienza politica positiva: finalmente al centro di ogni dibattito c’erano problemi e relative soluzioni, al contrario del recente passato dove nemmeno c’era possibilità di dibattito.

Un’opposizione così variegata, nonché espressioni di due diversi candidati sindaci, potrà rappresentare una criticità o un’opportunità?

La seconda, senza dubbio. La nostra sarà un’opposizione critica, valuteremo volta per volta le proposte pensando al bene di Rutigliano, come abbiamo fatto già in campagna elettorale assieme al Partito Democratico.

I protagonisti della vostra opposizione, Valentini e Martire insieme a Minguccio Altieri erano assenti alla proclamazione del Consiglio comunale domenica scorsa, suscitando parecchie perplessità fra la gente. Conosce i motivi?

Per quello che so, Oronzo Valentini era fuori per raggiungere la sua famiglia e Michele Martire ha avuto un attacco influenzale, riguardo Altieri non so che dirvi, avrà avuto i suoi buoni motivi; ma questo a parte, alla fin dei conti non è che la proclamazione fosse una prassi consolidata negli anni, è la prima volta che la si fa e quindi non esserci stati non è stato poi chissà che torto a mio parere.

Tanti giovani e tante donne in questo nuovo cammino politico di Rutigliano: cosa ne pensa?

Partendo dal presupposto che sono per il rinnovamento generazionale, e chi meglio di me visto che sono entrato in consiglio a 24 anni, sono comunque scettico. La presenza di persone esperte ad accompagnare la freschezza delle nuove idee è indispensabile per farle fruttare al meglio… Ma staremo a vedere, nulla è detto: l’importante è che tutti siano espressione del popolo sovrano. Sulle donne molto ha influito l’obbligo legislativo sulle pari opportunità, anche se francamente non penso prima ci fosse alcun divieto di farle entrare in politica, pur avendo i nostri stessi diritti, ecco perché non ero molto d’accordo con questa legge. Ciò che comunque ho molto a cuore è la partecipazione dei giovani alla vita politica. Io, Giuseppe Valenzano, Giancarlo Defilippis siamo stati l’esempio del percorso iniziato da ragazzini (io sono nel partito da quando avevo 16 anni) e concretizzato con l’ingresso in consiglio per metterci in gioco, con entusiasmo e passione; ora è più raro vedere certe cose, certi ragazzi candidati in passato sono stati scelti per dare solo“apparenza” di un ricambio generazionale, pur di beccare qualche voto in più in un elettorato lontano. Penso che una soluzione a tutto questo potrebbero essere le preferenze nel voto nazionale, in modo da costringere i politici a tornare in mezzo alla gente, a sudarsi ogni singolo voto, come facciamo noi alle amministrative, piuttosto che accordarsi con i piani alti per una posizione migliore nei listini bloccati: forse così si potrebbe tornare ad affascinare anche i più giovani, a farli i vivere il partito e la politica nel suo lato più bello. Devono capire di dover lottare per il loro futuro, partendo già dal presente e non aspettando le mosse del genitore o dell’amico più anziano: tocca a loro rimboccarsi le maniche, il più presto possibile.

Commenti  

 
#5 pasquale 2014-07-20 09:11
Conclusione......la bocciatura.....rutigliano vi ha mandato all'opposizione..... Non deve riflettere sul voto mancate ma alle c.z...e che avete fatto.....-distruggere la DESTRA e associarvi con il PD.....Avete cinque anni per riflettere e tra cinque anni vedremo se questi voti saranno confermati a lei e a company
 
 
#4 Moderata 2014-07-19 20:40
La gente ha capito perfettamente , ecco perché' non vi ha più scelti. Adesso fatevi un bel sonno profondo per altri 5 anni.
 
 
#3 Rotto di... 2014-07-19 20:38
Bravo moderato, parole sante
 
 
#2 Bart 2014-07-18 10:54
Rimarrai sempre Consigliere Milillo...l'impegno politico e sociale di questi anni non verrà vanificato per due voti! Purtroppo Rutigliano non sa scegliere le persone giuste... Continua sulla tua strada, quella che ti ha permesso di raddoppiare i tuoi consensi!!!!
 
 
#1 Moderato 2014-07-18 08:00
Parlate ti ricambio generazionale proprio voi che avete fatto il nome di vicepresidente l ormai obsoleto Altieri??? Ma perfavore se dovete dire la verità ditela tutta che proprio voi siete i primi che venite manipolati dai grandi uffici.....altro che x il bene del paese!!! Parlate ancora di Gaio , Antonicelli & company!! Devono andare a casa, ormai sono stati sgamati tutti!! Ora x vendicarvi state già usando le stesse tattiche del signor Berardi, colui che avete attaccato negli scorsi 5 anni!!! Siete tutti uguali, altro che nuove idee!!sapete solo mettere a rischio commissariii
 

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