Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Primo consiglio comunale: volontà di collaborare, ma lo scontro aleggia nell'aria

Romagno e la sua Amministrazione

 

Primo Consiglio Comunale. Dopo ore di lavori, il Consiglio comunale, previsto per le 17.30 di martedì 15 luglio, ma iniziato intorno alle 18.00, si è concluso solo a sera, verso le 21.15. Nulla di che, se non fosse stato per quell'estenuante dover stare in piedi, a causa del quale molti dei presenti, hanno preferito rincasare. Logistica a parte, la Sala Consigliare era affollata da curiosi, parenti ed amici; persino i bambini sono intervenuti, ma loro hanno preferito giocare e scherzare, quasi come a farsi burla del mondo dei grandi. Come in ogni Consiglio comunale che si rispetti, è stato fatto l'appello dei consiglieri, è stato intonato l'inno nazionale, vari neo eletti della maggioranza sono intervenuti augurandosi buon lavoro e fruttuosa collaborazione, infine si è passati alla prassi che ha voluto ogni membro del Consiglio dichiarare l'inesistenza di cause di ineleggibilità e incompatibilità.

Il primo “intoppo”. Il Sindaco chiede che il Consiglio sia interrotto per discutere con l'opposizione sulla nomina del Presidente del Consiglio e del Vicepresidente del Consiglio.

Cosa accade dietro le quinte? La proposta del seguito di Romagno è quella di votare il presidente in un esponente della maggioranza, che sia condiviso anche dalla minoranza. La vicepresidenza, invece, avrebbe dovuto essere dell'opposizione: e l'intoppo sta proprio qua. Pare che la minoranza avrebbe dovuto scegliere un esponente “gradito alla stessa maggioranza”, la quale avrebbe dovuto essere Antonella Berardi del PD. Dopo una breve pausa i consiglieri rientrano in Sala e Nicola Giampaolo chiede la parola. È stata apprezzata la proposta del Sindaco, vista l'importanza delle due cariche che si vanno ad assegnare. Tuttavia il consigliere nutre delle perplessità, dubbi condivisi anche da Oronzo Valentini, il quale anticipa che l'opposizione voterà scheda bianca per il presidente, ma procederà al voto per il vicepresidente. Chiara la risposta di Franco Delliturri: “ Vogliamo la novità: che sia di maggioranza o di minoranza vogliamo che questi ruoli siano ricoperti da gente giovane che faccia esperienza, perché sarà il futuro politico di Rutigliano”. Intervengono anche Giuseppe Valenzano e Minguccio Altieri: quest'ultimo chiarisce il “tormentone” della sua assenza in occasione della proclamazione ufficiale del Sindaco e dei consiglieri, spiegando che “ è una prassi non consolidata, forse è la prima volta che si fa a Rutigliano. Non ne ero a conoscenza, ero fuori e proprio mentre avveniva la proclamazione mi avvisava Giampaolo per telefono”. Chiarita la questione, torna a discutere sulla “bella novità” proposta dal Sindaco, che però poi si “inceppa”, generando una “confusione ipocrita”. Terminati gli interventi, si procede alla votazione.

Giampaolo si astiene dal voto. Ogni consigliere viene invitato dal segretario ad inserire la propria scheda nell'urna: quando è il suo turno, Giampaolo dichiara di astenersi dal voto ed abbandona l'aula. Riguardo l'elezione del Presidente del Consiglio, l'opposizione, come aveva dichiarato, vota scheda bianca. La maggioranza, invece, indica il nome di Michele Maggiorano, che ottiene la carica con 11 voti e 5 schede bianche. Per il vicepresidente, si vota due volte: nel primo caso l'opposizione fa il nome di Minguccio Altieri, la maggioranza vota scheda bianca. Tuttavia non si raggiungono i numeri necessari, quindi si passa al secondo round. I consiglieri di minoranza ripropongono di nuovo Altieri, mentre la maggioranza fa il nome di Vanni Pavone, il più giovane, a cui è assegnata la carica con 11 voti. A questo punto Giampaolo rientra in Sala consiliare.

Oronzo Valentini e Franco Delliturri tengono banco. “Bisogna ridare centralità e dignità a quest'Aula” - afferma. Presenta uno studio fatto sugli ultimi cinque anni di Amministrazione Romagno e accusa che di tutti gli atti affrontati in sede di Consiglio comunale, il 90,5% erano atti dovuti, il restante 9% atti di straordinaria amministrazione. Si muoveranno con lo strumento delle mozioni – spiega – chiedendo poi alla maggioranza di votarlo e informandone la gente. “L'opposizione non farà solo sterile propaganda”. A tal riguardo, giovedì è stata protocollata una mozione riguardante l'elettrificazione della ferrovia Sudest nell'ambito del territorio comunale. Un occhio di riguardo sarà riservato alla legalità di atti e provvedimenti: per questo Valentini chiede il ritiro o l'annullamento d’ufficio della delibera di giunta municipale del 24.4.2014, la n. 90 perché “riguarda, a nostro dire, una spesa pubblica ingiusta fatta per servire un solo cittadino con i soldi della comunità e non una pluralità di cittadini”. Infine chiede al Sindaco spiegazioni su una sentenza passata in giudicato in cui pare che lo stesso sia incappato, sulla base di una proposta di delibera inerente le liste pulite. A dettare le linee della maggioranza è invece Franco Delliturri, che fa capire chiaramente che da parte del gruppo Romagno ci sarà totale collaborazione, ma che, se i toni dell'opposizione saranno quelli dello scontro, riceveranno “pan per focaccia”.

La replica del Sindaco. Il Sindaco si dice pronto ad accogliere le proposte ritenute valide dai banchi dell'opposizione, come ha fatto nel precedente mandato. Nessun riferimento viene fatto all'episodio citato da Valentini, pur dichiarando di essere stato vittima di una persecuzione giudiziaria. Con toni decisi afferma: “Si sappia fin da oggi: non consentirò più a nessuno che si continui a delegittimare e a denigrare la mia persona, perché io di questo adesso sono stanco”, alludendo successivamente ad una probabile “ultima esperienza in questa assise”. Segue il giuramento di fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione, l'assegnazione delle deleghe agli assessori e la nomina dei componenti della Commissione elettorale.

Commenti  

 
#1 SEGUACE 2014-07-25 17:33
VAI ROBERTOOOOO!!!!!!!!!!!TI HANNO FIN TROPPO CALPESTATO,ORA ESCI I DENTI!!!!!!!
 

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