Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Altieri sulla vicepresidenza del Consiglio: "Una grande occasione persa"

Minguccio Altieri

Non poteva mancare tra i nostri intervistati il personaggio politico a capo della coalizione PD-NCD, Minguccio Altieri, per quanto riguarda gli ultimi avvenimenti politici. Abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche parola con lui, eccone il sunto.

Se è vero che, in chiave sostanziale, il primo Consiglio suggerisce poco, sul piano formale i rapporti con la maggioranza non hanno trovato in questo presupposti eccellenti, non trova?

Non sarei così negativo nella valutazione di questo primo approccio; ciò che conta è che siano chiari i binari su cui si muoverà l’opera della nostra coalizione, ovvero i bisogni della gente, i problemi del paese, che proveremo a risolvere a tutti i costi, anche con scontri duri; noi non condividiamo nulla con questa maggioranza per definizione, visto che nasciamo come alternativa a ciò che si è visto negli scorsi 5 anni, per quanto riguarda le dichiarazioni programmatiche; l’importante è che si rimanga nell’ambito di un confronto civile, ed a proposito di questo vorrei aggiungere qualcosa, riguardo la mia assenza due domeniche fa.

Parla della sua assenza alla cerimonia di proclamazione dei consiglieri?

Esattamente. In molti hanno insinuato di un mio risentimento verso la vittoria di Romagno come causa della mia assenza; in realtà, questo evento non è una prassi consolidata, essendo stato organizzato per la prima volta dalla commissione di verifica dei risultati elettorali, ed io ero fuori paese durante quella settimana; quindi non ne sapevo nulla, e nessuno mi ha invitato personalmente, lo sono venuto a sapere il giorno stesso tramite una chiamata del collega Nicola Giampaolo; ed anzi, vorrei sottolineare che ho personalmente chiamato Romagno e mi sono congartulato con lui per la vittoria elettorale.

Per quanto riguarda la vicenda della presidenza del consiglio?

Premettiamo che si tratta di una carica istituzionale, e che essendo una figura classica di primus inter pares, il presidente può essere eletto anche tra la minoranza, poiché non vi è una applicazione dei punti del programma della maggioranza ma semplicemente un ruolo di vigilanza sulla regolarità del confronto politico; dando per scontata la prassi di lasciare la carica alla maggioranza, abbiamo apprezzato il gesto del sindaco nell’aprire ad una vicepresidenza da riservare alla minoranza. Peccato che però poi si sia fatto un identikit di questa figura: giovane, alle prime esperienze, insomma Antonella Berardi. Un nome di certo valido, ma come è possibile aprire ad un accordo quando poi si da una precisa indicazione sul nome? Non ha senso. Poi, a prescindere dal nome che avremmo scelto, come noi abbiamo votato con scheda bianca per il Presidente, così avrebbero dovuto fare loro per il Vice; insomma, c’è stato un comportamento errato: piuttosto di procedere in questa apertura non hanno avuto il coraggio di andare avanti, dicendola lunga sui rapporti che verranno.

Ho una forte amarezza riguardo, è una vera e propria grande occasione persa; un plauso va comunque fatto ad Antonella Berardi, che noi avremmo votato e penso avrebbe svolto un buon lavoro, nonostante la prima esperienza, se non avesse, con estrema intelligenza e sensibilità, rifiutato l’invito. Lei è un volto nuovo, giovane, che darà forza alla nostra opposizione e ad uno dei suoi temi principali: il riavvicinamento della sala consiliare ai cittadini, in tutte le loro case, cercando di trovare il loro consenso per ogni proposta in modo da costruire al meglio la base di ogni atto amministrativo.

Un ultimo punto sembrava molto a cuore di Altieri, quello dell’informazione:

Spero l’informazione locale abbia la possibilità di considerare due punti che vorrei discutere: il primo è quello dell’anonimato dei commenti, sarebbe bello tornare ad avere nomi e cognomi dietro le parole in modo da favorire anche la sparizione di certi turpiloqui ed insulti vari sui commenti in rete, e di far riapparire discussioni sane e costruttive nella vita di ogni giorno; il secondo punto, sulla cronaca dei fatti che un giornalista dovrebbe fare a mio parere: una cronaca completa e imparziale, questo è ciò che conta. Poi le valutazioni, le critiche del giornalista possono essere anche feroci, ma l’importante che non si omettano determinati fatti al fine di manovrare le opinioni nella propria direzione. Chissà se in un futuro mi sarà possibile organizzare un convegno a riguardo, sarebbe piacevole discuterne con voi e con le altre realtà.

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