Venerdì 16 Novembre 2018
   
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La TARI infiamma il Consiglio Comunale

Dopo gli animi già scaldati nel primo punto, ne sono arrivati altri due da affrontare ben più scottanti per certi punti di vista, poiché strettamente legati alle tasche dei cittadini: regolamento e piano finanziario della Tassa Rifiuti, la cosiddetta TARI; dopo più di tre ore passate fra discussione ed approvazione, si è passati poi al piano di alienazioni e valorizzazioni, e, dopo ulteriori scontri, si è chiuso in bellezza intorno a mezzanotte e mezza con le mozioni presentate dall’opposizione, puntualmente respinte. Di carne al fuoco, come potete immaginare, ce n’è stata tanta, e quindi procediamo con ordine.

IL REGOLAMENTO E IL PIANO FINANZIARIO IUC/TARI  - Partiamo prima di tutto definendo in grandi linee ciò che è stato messo alla prova dei voti dell’assise. La TARI, insieme a TASI e IMU, fa parte della IUC, l’Imposta Unica Comunale introdotta dalla legge di stabilità 2014, e quindi il Comune di Rutigliano ha dovuto approvarne, come per le restanti due fette della torta, regolamento e piano finanziario. Per quanto riguarda il primo, cambia poco e nulla rispetto a quello della TARES del 2013: in pratica, presupposto per l’applicazione della tassa è il possesso di locali o aree scoperte suscettibili alla produzione di rifiuti; il costo complessivo sostenuto dal comune tra raccolta, riciclaggio ed altri oneri si aggira intorno ai € 2.890.000 (di questi circa € 1.695.000 vanno alla ditta appaltatrice), importo interamente sostenuto dalla collettività, in particolare per il 60% dalle utenze domestiche e per il 40% da quelle non domestiche;  la tariffa si suddivide a sua volta in due quote, una fissa concepita per la copertura delle componenti essenziali del servizio, quali investimenti ed ammortamenti, ed una variabile rapportata alla modalità del servizio fornito e all’entità dei costi di gestione; l’importo sarà dunque legato, nel caso delle utenze domestiche, alla superficie e agli occupanti dell’immobile, mentre per le utenze non domestiche varierà in ragione della superficie del locale (o dell’area) e a seconda del tipo di attività economica svolta.

I PUNTI DI SCONTRO -  Partiamo dal peccato originale: il ritardo dell’operato dell’amministrazione. Una macchia che si è propagata inficiando ogni atto amministrativo giunto in questi primi 120 giorni di Governo cittadino, compreso quello legato alla TARI. Come? Si è arrivati a discutere della TARI, nonché di TASI e IMU, con l’acqua alla gola, con la scadenza del 30/09 alle porte ogni ipotesi di studio approfondito è andato a farsi benedire, insieme ai buoni propositi di collaborazione con la minoranza, come ribadito da Michele Martire. Proprio questa si lamenta dell’iter che ha portato alla formulazione definitiva del piano finanziario: giunto in Commissione di venerdì, per di più senza il parere dei revisori alla mano, è stato praticamente impossibile proporre modifiche con il weekend di mezzo e il Consiglio il martedì successivo, costringendo quindi i consiglieri PD-NCD a stare al gioco della maggioranza; altra questione la definizione (nel caso delle utenze non domestiche) di area scoperta adibita a scopo operativo, secondo la minoranza non esplicata a dovere e quindi problematica nell’individuazione del soggetto passivo del tributo, come sottolineato da Giuseppe Valenzano, insieme all’impossibilità di poter capire l’entità delle detrazioni; inevitabile poi lo scontro sulle tariffe applicate, a parer di Minguccio Altieri “prive di un indirizzo politico”, ed impostate di conseguenza senza un criterio di fondo. Unico baluardo nella difesa della maggioranza il Consigliere Delliturri, pronto a rispondere colpo su colpo nel silenzio dei colleghi, ma comunque apprezzato anche dall’opposizione per il lavoro svolto in Commissione.

LE DOMANDE DI VALENTINI – Lo scontro si accende in particolare in un momento, quando Oronzo Valentini pone quattro domande, poi riportate per iscritto al Presidente Maggiorano, al Sindaco. Queste riguardavano prima di tutto il ritardo nel sedersi a discutere per la TARI nonostante ci fosse la possibilità di farlo anche più di due settimane prima; quindi tre strade ignorate per l’abbattimento dei costi: in primis il Decreto Competitività di Renzi, con la possibilità di rinegoziazione con la ditta Gassi; quindi il prezzo sostenuto per lo smaltimento della quota organica, nell’assenza di un centro di compostaggio che sarebbe dovuto sorgere a Cellamare ma ancora manca; infine, il punto del ristoro ambientale, dovuto dal Comune di Conversano a quello di Rutigliano e non ancora sollecitato dal Sindaco. La cosa fa imbestialire Romagno, che sbottando accusa Valentini di ironia gratuita e di aver ripetuto cose già discusse in Commissione. Comunque, per entrambi i punti in discussione le votazioni vanno da routine, con il blocco contro blocco tipico e la conseguente approvazione per 11 voti favorevoli a 6 contrari. Per la precisione 5, nel caso del regolamento, per l’assenza in aula di Giampaolo.

IL CASO GIAMPAOLO – Inevitabile per il pubblico presente notare un certo nervosismo, da parte della minoranza e soprattutto di Altieri, nel vedere il buon Nicola Giampaolo continuamente alzarsi e svanire durante la discussione, fino a rimanere fuori dall’aula alla votazione del regolamento; forse il Consigliere se ne accorge più in là, ed interviene nella discussione del Piano Finanziario, non senza però provocare ulteriore ironia con alcuni misunderstandings: prima interpreta male delle parole di Rosa Romito riguardo il lavoro in commissione dell’opposizione, poi ironizza citando la presenza di stabilimenti balneari tra le tipologie di utenze non domestiche ed immaginando la vicina Noicattaro come la famosa pagina su Facebook del “Golfo di Rutigliano”; inoltre, Franco Delliturri arriva a definire il concetto innovativo di ”ibrido Giampaolo”,quando lo stesso si definisce un cavaliere fra i due fuochi di maggioranza e opposizione.

MA QUANTO PAGHEREMO? – Non va dimenticata la domanda più importante: nel caso delle utenze non domestiche, si è molto vicini alla ex TARES, con numerose categorie che vantano una diminuzione (ma va detto che delle circa 20 categorie ben 6 non sono presenti a Rutigliano, mentre altre sono di proprietà del Comune come scuole e musei) ed altre che subiscono un aumento; nel caso delle utenze domestiche, potrete vedere nel dettaglio in tabella l’entità di tariffe fisse e variabili, con annesso esempio nel caso di una proprietà di 50 e 100 metri quadrati, con il relativo importo della tassazione nel 2013 e nell’anno 2014: pagheranno di più, in genere, le famiglie dai 3 ai 5 componenti.

Commenti  

 
#1 urban 2014-10-06 16:52
potete fare tranquillamente un confronto di spese previste dell'anno confrontandole con quelle di Triggiano comune ben più grande: sarebbe un bel articolo .......! Grazie
 

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