Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Il centrosinistra sulla vetta metropolitana. Intervista al segretario provinciale PD Ubaldo Pagano

Ubaldo Pagano segretario provinciale PD

 

Dieci consiglieri per il centrosinistra, sette per il centrodestra, uno per le liste civiche: le elezioni per il Consiglio Metropolitano hanno di fatto strappato al centrodestra il “trono” della Provincia di Bari, incoronando la coalizione di centrosinistra, guidata dal sindaco di Bari Antonio Decaro. Se per i vari esponenti di destra si tratterebbe di un risultato quasi scontato, dovuto al cosiddetto voto ponderato, il PD non nasconde la sua soddisfazione, neanche tra le parole del suo segretario provinciale Ubaldo Pagano, intervistato all’indomani dello spoglio elettorale, che ha visto affermarsi tra futuri consiglieri metropolitani anche il sindaco di Polignano Domenico Vitto e il consigliere di Rutigliano Giuseppe Valenzano.

Segretario, siete soddisfatti del risultato ottenuto?

“Il risultato è andato ben oltre ogni rosea aspettativa, abbiamo eletto la maggioranza assoluta come centrosinistra del Consiglio Metropolitano. Ormai in Provincia di Bari governiamo il maggior numero delle amministrazioni comunali. Abbiamo invertito una tendenza, sostituendo un’amministrazione di centrodestra che cinque anni fa si era aggiudicata la Provincia. Siamo andati oltre il perimetro delle forze storiche del centrosinistra che avrebbero contato in termini di voti ponderati non più del 47% dei voti totali, invece abbiamo preso quasi il 60%”.

Cosa ne pensa dell’elezione del sindaco di Polignano Domenico Vitto e del consigliere di Rutigliano Giuseppe Valenzano?

“Sono due elezioni che mi fanno particolarmente piacere, in primo luogo perché sono due dirigenti del Partito Democratico, in secondo luogo perché rappresentano due generazioni di amministratori del PD: Domenico rappresenta un’esperienza, una continuità consolidata nel tempo e Giuseppe è invece un giovane amministratore che, al suo secondo mandato, sarà proiettato all’interno del Consiglio Metropolitano, ci auguriamo anche con incarichi importanti. Per Domenico è una conferma, dato che ha avuto già esperienza in Consiglio Provinciale, anche come assessore provinciale, e ha fatto molto bene il suo lavoro, per questo è molto stimato. Rappresentano entrambi il Sud-Est barese e questo; questo è un altro motivo di vanto e sopisce anche un po’ di polemiche per cui il Sud Est rischiava di non avere rappresentanza all’interno del Consiglio Metropolitano; questo fortunatamente non è accaduto, considerando anche il fatto che siano stati eletti anche il sindaco di Gioia del Colle, Sergio Povia, il sindaco di Conversano, Giuseppe Lovascio, poi il consigliere di Monopoli Francesco Leggiero: per una persona come me, che proviene da questi territori, tale risultato è un motivo di orgoglio, una questione molto positiva. Domenico e Giuseppe  sono inoltre due carissimi amici, mi hanno sostenuto un anno fa al Congresso Provinciale, quindi fa ancora più piacere. È bello quando gli amici che ti hanno dato una mano ottengo dei bei risultati”.

Secondo lei, Giuseppe Valenzano potrebbe essere un futuro sindaco?

“Mi sembra un po’ prematuro dato che si è appena votato a Rutigliano. Se mi chiede il giudizio che ho di Giuseppe Valenzano, che lui conosce benissimo, è un giudizio straordinario. Non è un mistero che l’ho invitato anche l’ultima volta a candidarsi in prima persona per la sua città. Però Giuseppe, che è una persona molto pacata, non si è sentito ancora pronto, è uno che crede molto in quello che fa, quindi giustamente mi ha detto in quella fase storica che forse avrebbe avuto più senso che facesse un altro po’ di esperienza. Per questo si è messo a disposizione di un’altra candidatura a sindaco di una coalizione. Se ritenevo qualche mese fa che potesse essere un’ottima scelta per Rutigliano, figuriamoci oggi, alla luce del fatto che è stato eletto al Consiglio Metropolitano, mentre il Sindaco Romagno no”.

All’interno dell’Area Metropolitana, quali incarichi potrebbero ricevere i due neo consiglieri?

“È ancora prematuro dirlo. È chiaro che non si tratta di una giunta, ma di un Consiglio Metropolitano i cui consiglieri potrebbero svolgere delle deleghe funzionali assegnate da Antonio Decaro. Ritengo che tutti e due, a prescindere da quale sarà il loro ruolo specifico, potrebbero ricoprire più di una delega: Domenico ha avuto esperienza nella pubblica istruzione, quindi sulla questione degli edifici scolastici, Giuseppe Valenzano è da sempre impegnato nell’associazionismo cattolico, volontariato. È gente che conosce bene il territorio e che potrebbe fare molto”.

Cosa si augura per la futura Città Metropolitana?

“Una delle cose che mi augurerei per la prossima Città Metropolitana è che fosse messo all’ordine del giorno il completamento di tutte quelle opere pubbliche che ad oggi sono rimaste soltanto sulla carta, sebbene a maggio, prima delle elezioni, sia stata costituita una tabella per cui sembrava che i lavori stessero partendo di lì a poco: mi riferisco, ad esempio, all’Adelfia-Rutigliano per cui, ad oggi, non c’è ancora una pietra che sia stata mossa. Mi augurerei, soprattutto per il bene di questo territorio, che si possa passare dalla vacuità delle campagne elettorali alla concretezza di chi plasma il territorio per fare delle cose utili. Lo ritengo prima di tutto un dovere morale, anche perché stiamo ragionando di opere per cui esiste già un finanziamento, quindi sarebbe assurdo che non si procedesse immediatamente. Tra queste ricordiamo la Statale di Turi, quella che collega Turi a Putignano oppure la Turi-Casamassima, la poligonale che dall’aeroporto passando per Modugno e Bitritto arriva a Rutigliano e che decongestionerebbe di non poco il traffico veicolare pesante, la circonvallazione di Castellana: sono tutte opere finanziate, per cui ad oggi, a parte la passerella di qualche amministratore, non abbiamo visto nessun atto concreto”.

Ci allontaniamo dall’Area Metropolitana per parlare della “guerra” tra Vendola ed Emiliano, che ha alimentato le pagine di cronaca politica delle ultime settimane. Quale è la sua opinione in merito?

“Io credo che questo “cicaleggio”, un po’ troppo animato, che in questi ultimi giorni si è venuto a creare tra due grandissimi protagonisti della stagione del riformismo pugliese debba essere accantonato nel più breve tempo possibile. La mia segreteria provinciale ha scritto una nota personale che invierà a tutti i candidati alle primarie, in primo luogo ai candidati del PD, in cui li si invita a stare al merito delle cose ed abbandonare il terreno delle polemiche. Le do una notizia, ieri Michele e Nichi sono stati insieme a Carpino e c’è stata una scena molto bella: si sono abbracciati dopo mesi che si affrontavano soltanto sui giornali, si sono abbracciati calorosamente e si sono commossi vicendevolmente, a dimostrazione del fatto che quando i due riescono a parlarsi senza delle intermediazioni, possono andare ben oltre la polemica spicciola, ma sanno riappropriarsi di quella straordinaria capacità di cui entrambi sono stati testimoni in questi anni. Dal mio punto di vista, Michele e Nichi sono due facce della stessa medaglia: il presidente Vendola ha avuto la capacità di segnare la strada, la prospettiva, perché il suo sguardo lungo di fatto ha cambiato l’aspetto così come le coscienze nel nostro territorio; Michele è un uomo molto più pragmatico,  più legato al fare, e da questo punto di vista potrebbe essere sicuramente un continuatore eccezionale di un’opera riformatrice attenta anche a passare dalla poesia alla prosa”.

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