Sabato 17 Novembre 2018
   
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Guglielmo Minervini a Rutigliano per la Festa dell'Untà

Guglielmo Minervini

 

Un incontro vero, con un uomo che ha dato la propria vita a quella politica sociale che troppo spesso non riesce ad uscire allo scoperto, perche carente di quella forza che Guglielmo Minervini  vuole riportare alla ribalta per l’ennesima volta, combattendo contro ogni pronostico.

Tutto questo in un dibattito pubblico durato un ora e mezza circa, facente parte del programma della Festa dell’Unità, tenutosi Domenica 12.

Al dibatti ha partecipato anche una militante del Partito Democratico Pina Arborea ed la parte  del  moderatore è stata ricoperta da Vito Sorino.

Quest’ultimo appunto ha aperto le danze, ricordando quando proprio Guglielmo nel 1994 ( allora sindaco di Molfetta) presidiò il comizio di apertura della candidata sindaco Maria Rosaria Limitone.

Dopo questo piccolo regresso storico, è subito passato ad una presentazione del candidato alle primarie sottolineando l’importanza che il sociale e l’associazionismo hanno avuto nella vita politica di Minervini. Un professore di Informatica che sin da giovane ha fatto politica attraverso il volontariato a favore delle persone più in difficoltà del suo paese e promuovendo sempre il tema della Pace ( anche grazie l’associazione Pax Cristi, di cui è stato anche consigliere nazionale).

Il moderatore sottolinea anche il rapporto d’amicizia che il candidato alle primarie aveva con Don Tonino Bello.

Esperienza di vita che quindi hanno segnato Minervini, che durante gli anni di assessorato regionale alle politiche giovanili, ha dato il via a progetti finalizzati a favorire l’occupazione giovanile e del gentil sesso, come Bollenti Spiriti, Ritorno al futuro e Principi Attivi.

Allora la parola è passata a Pina Arborea, militante del Pd scelta non a caso, ma perchè ha dato vita alla propria carriera lavorativa grazie a borse di studio finanziate da questi progetti che gli hanno dato la possibilità di formarsi su materie innovative e che gli hanno dato la possibilità di entrare in un mondo del lavoro già abbastanza duro visto i tempi che corrono e che spesso è ancor più impenetrabile per i giovani e per le donne. 

La giovane interlocutrice ha però voluto sottolineare una piccola lacuna che presenta questo tipo di progetto: il rischio della dislocazione delle risorse. Cioè il rischio che i ragazzi preparati e formati grazi ai fondi regionali non tornino nella propria terra e che quindi il tutto non aiuti la crescita della regione Puglia.

Detto questo il microfono è arrivato al tanto atteso ( viste le numerose persone giunte anche da fuori paese per sentirlo) Guglielmo Minervini, che felice di vedere la piazza gremita e dopo averla definita il salotto del paese ( luogo dove discutere ed unirsi) ha voluto riassumere la sua vita politica e sociale, le sfide elettorali affrontate e vinte contro ogni pronostico e lo spirito che l’ha spinto a fare tutto questo. Lo spirito del Noi,  parola dal significato fantastico e che bisogna ritrovare. Solo ritrovando questo filo del noi, dice Guglielmo, si possono vincere queste battaglie intraprendendo un cammino vero e oltrepassando i vari step rimanendo sempre con le mani pulite. E’ questo lo spirito puro, combattivo e fiducioso con cui  si candida alle primarie del centrosinistra per la

regione Puglia.

Puglia che negli ultimi 10 anni è andata controtendenza rispetto ai dati catastrofici nazionali. Dal punto di vista turistico, sociale e commerciale; un pezzo di Meridione che ha deciso di fare leva su se stesso per la prima volta senza passare per il solito Sud dipendente dal resto dell’Italia.

Il candidato ha voluto sottolineare come il lavoro svolto anche da parte sua nei due governi Vendola ha permesso ai giovani di guardare al futuro, di non restare inermi e di creare qualcosa di originale. Permettendo di far crescere la Puglia, il locale e le tradizioni  valorizzando il tutto economicamente e turisticamente.

Quindi il moderatore ha fatto un'altra domanda, chiedendo il significato delle quattro parole su cui verte la campagna elettorale di Minervini. Queste sono:Accesso, opportunità, nuovo e trasparenza.

Quindi il candidato ha risposto che opportunità significa eguaglianza, una Puglia dove anche i nuovi possano “entrare” e non solo i “soliti amici dei soliti noti”.

Opportunità ( ha spiegato ancora  Guglielmo Minervini)  è tutto quello precedentemente elencato.

Poi Nuovo, cioè riconoscere anche gli errori fatti negli ultimi 10 anni, e riparare evolvendosi continuamente ed in fine ha spiegato il significato della parola Trasparenza. Una  parola che per il concorrente al posto da candidato alla regione significa abbandonare tutti i vecchi giochi di potere da prima Repubblica,  rendendo tutti partecipi anche attraverso la coerenza e l’informazione.

Dopo queste interpretazioni esplicitate da Minervini, è toccato  al pubblico avere la possibilità di esprimere qualche impressione o di chiedere qualche chiarimento.

Il primo a sfruttare questa possibilità è stato Alfredo Violante (fratello del noto politico rutiglianese Luciano) che ha chiesto che spazio avessero all’interno di un programma finalizzato alla crescita dei giovani  le riforme da attuare al sistema scolastico sempre più alla deriva dopo vari interventi statali fatti negli ultimi anni.

Allora l’interrogato ha detto che in una scuola pubblica smantellata da interventi errati dello fatti dallo Stato, bisogna essere lungimiranti, rendere l’istruzione un punto di forza,  concretizzando ed espandendo dei progetti sperimentali avviati in singole strutture pugliesi ( un esempio, una scuola nel Brindisino dove non vengono più utilizzati libri di testo).

Il secondo ad alzarsi dal pubblico ed a parlare è stato il Consigliere Comunale Nicola Giampaolo, che ha voluto esprimere direttamente i proprio complimenti ed il proprio plauso a l’uomo che egregiamente ha lavorato negli ultimi dieci anni, chiedendoli di continuare a lavorare con dedizione ed onestà per il popolo.

Ultimo a porre una domanda è stato il militante del Movimento 5 Stelle Pierpaolo Digioia, che ha voluto sapere come in caso di vittoria Minervini si muoverà all’interno di un apparato come quello del Partito Democratico che ora come ora è più vicino a Michele Emiliano ed al suo modo di fare politica e come in caso di sconfitta potrà appoggiare Michele Emiliano, dopo i continui avvicendamenti che ci sono stati negli ultimi mesi e che sicuramente ci saranno fino al 30 Novembre, giorno delle votazioni.

Allora  Minervini senza esitazione ha prima precisato che la politica è anche mediazione, compromesso, composizione di idee diverse e democrazia, cosa sacrosanta, ma l’unico  modo per evitare tutto questo e per riuscire a portare dei progetti puri e concreti alle votazioni di Aprile è unirsi, vincere ed insieme raggiungere un obbiettivo comune per vincere le primarie e per evitare di tornare a vecchi giochi di potere.

Allora il candidato alle primarie ha voluto chiudere il proprio dialogo con la piazza ( che nel frattempo è diventata sempre più piena) con tre anticipazioni e novità all’interno del programma elettorale: la volontà di agevolare tutte le piccole e medie imprese esentandole dal pagamento dell’Irpef, la realizzazione di 300 cantieri finalizzati al lavoro della terra dove dare la possibilità ai disoccupati di lavorare ed infine rendere la regione Puglia  una regione Wi-fi dove ogni paese abbia almeno una piazza con rete wi-fi gratuita ed accessibile a tutta.

Dopo i saluti ed i ringraziamenti finali del relatore, l’assessore regionale è sceso dal palco tra gli applausi di una piazza stupita e che a tratti è sembrata realmente emozionata dalle parole di un politico che sembra aver colpito nel segno col suo spirito estremamente umano, concreto ed a tratti anche critico e soprattutto autocritico.

Appena sceso siamo riusciti a porgerli un paio di domande nonostante la calca di persone che subito l’ha attorniato:

Spesso lei dal palco ha parlato di vecchia politica da prima Repubblica. Ecco, in un periodo come questo in cui accordi politici tra le varie parti sono all’ordine del giorno, dove inizia e finisce un dialogo democratico e dove inizia un inciuccio?

Un dialogo è pubblico, fatto d’avanti alla gente e con la gente. Invece un accordo fatto sottobanco è subdolo, nasconde degli interessi e non ha il fine del bene comune.

Pensa che con Emiliano si ritornerebbe in maniera ancor più decisa a questo modo di fare politica?

Michele Emiliano si stà dimostrando non sempre chiaro e deciso nelle dichiarazioni e nei gesti. Troppo spesso si dimostra ambiguo e questo spesso in politica tramare qualcosa.

Insomma, una serata che ha insegnato come la politica vera non è clientelismo e potere ma voglia di continuare a vincere sfide sempre con lo stesso spirito solidale e sempre con le mani pulite, con l’unico fine di cambiare la propria terra.

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