Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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On. Nuccio Altieri: "No alla chiusura delle spiagge a settembre"

Nuccio Altieri

 

“Ieri in buona parte dell’Italia c’erano oltre 25 gradi eppure gli stabilimenti balneari erano costretti, da una legge illiberale e ormai archeologica, a restare chiusi. E’ folle obbligare un imprenditore a non lavorare quando ci sono le condizioni per farlo e in un Paese come l’Italia dove il flusso di turisti stranieri è sempre crescente, ci può essere un interesse, un “mercato”, per lidi e spiagge anche a dicembre quando a Palermo come a Bari ci sono 18 gradi! Il mezzogiorno d’Italia ha nel turismo una straordinaria opportunità di crescita, ma non la può cogliere se ha la braccia legate da leggi e regolamenti vessatori e illogici.”

“Un impresa aperta significa aumentare l’occupazione, ma anche maggiori entrate per lo Stato, quindi oggi costringere gli imprenditori balneari a chiudere è illiberale e dannoso per l’economia e per l’occupazione. Inoltre è un grave danno per l’immagine turistica del Paese, che limita la fruizione dei servizi balneari solo a pochi mesi l’anno, impedendo di fatto a tanti vacanzieri di godere il nostro mare anche in mesi considerati di bassa stagione”.

 “Insomma se un gestore ritiene utile restare aperto a ottobre o a dicembre (rischiando di tasca sua) deve essere libero di farlo! Leggi come questa limitano lo sviluppo economico delle imprese Italiane e di fatto bloccano l’Italia, quindi se il Governo Renzi intende veramente “sbloccare l’Italia” non potrà che accogliere questo mio emendamento. Su questo tipo di azioni si basa la nostra  “opposizione liberale” al Governo Renzi, che nei prossimi giorni sarà concretizzata dalle 12 proposte di modifica alla legge di stabilità già annunciate da Raffaele Fitto”. Tanto ha dichiarato l’On. Nuccio Altieri di Forza Italia presentando questa mattina alla Camera dei Deputati un emendamento allo “Sblocca Italia” per liberalizzare l’apertura degli stabilimenti balneari.

La proposta emendativa è finalizzata a liberalizzare il periodo di apertura della stagione balneare nell’arco dell’anno, consentendo ai concessionari o titolari di imprese turistico balneare di estendere l’apertura dei lidi per lo svolgimento delle attività anche accessorie degli stabilimenti balneari, fino ad un massimo di cento giorni in più, rispetto al periodo dell’anno attualmente previsto (mantenendo pertanto il regime fiscale attribuito per le attività stagionali) e determinato con le ordinanze balneare definite in ambito della normativa regionale. Più esplicitamente, si tratta di destagionalizzare l’attività balneare, al fine di ampliare l’offerta turistica sul territorio nazionale e contribuire ad una migliore integrazione, per lo sviluppo degli itinerari turistici nei siti UNESCO italiani. Attribuire la possibilità per gli operatori del settore, di prolungare il periodo di apertura (per un periodo ulteriore rispetto a quello attuale per esercitare l’attività  stabilimenti balneari) può innestare un processo virtuoso per l’economia territoriale delle regioni italiane, anche e soprattutto dal punto di vista occupazionale.

Roma, 20 ottobre 2014

 

 

EMENDAMENTO

 

ART.31

 

Dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti:

 

3-bis”. In deroga alle disposizioni in materia regionale e alla disciplina vigente, nell’esercizio delle attività balneari, al fine di promuovere la permanenza turistica nei lidi balneari e rafforzare l’integrazione e lo sviluppo degli itinerari turistici nei siti UNESCO italiani, in particolare quelli situati nel Mezzogiorno, in coerenza con le disposizioni previste dalla legge 20 febbraio 2006, n.77, il periodo annuale, delle attività degli stabilimenti balneari è stabilito, entro un periodo massimo di cento giorni, oltre la stagione balneare attualmente definita, direttamente dai concessionari o titolari di imprese turistico balneare, classificate all’articolo 01, comma 1, lettere b), c), d) ed e), del decreto-legge 5 ottobre 1993, n.400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n.494, che esercitano l’attività esclusivamente nel territorio nazionale. 

 

3-ter”. Restano valide le disposizioni previste dall’articolo 34-quater, del decreto legge 18 ottobre 2012, n.83, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n.179. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano adeguano i propri ordinamenti a quanto disposto dal precedente comma, entro sei mesi dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 

 

 

MOTIVAZIONI

 

La proposta emendativa è finalizzata a liberalizzare il periodo di apertura della stagione balneare nell’arco dell’anno, consentendo ai concessionari o titolari di imprese turistico balneare di estendere l’apertura dei lidi per lo svolgimento delle attività anche accessorie degli stabilimenti balneari, fino ad un massimo di cento giorni in più, rispetto al periodo dell’anno attualmente previsto (mantenendo pertanto il regime fiscale attribuito per le attività stagionali) e determinato con le ordinanze balneare definite in ambito della normativa regionale. Più esplicitamente, si tratta di destagionalizzare l’attività balneare, al fine di ampliare l’offerta turistica sul territorio nazionale e contribuire ad una migliore integrazione, per lo sviluppo degli itinerari turistici nei siti UNESCO italiani, in particolare quelli situati nel Mezzogiorno. Attribuire la possibilità per gli operatori del settore, di prolungare il periodo di apertura (per un periodo ulteriore rispetto a quello attuale per esercitare l’attività  stabilimenti balneari) può innestare un processo virtuoso per l’economia territoriale delle regioni italiane, anche e soprattutto dal punto di vista occupazionale. La proposta emendativa come si desume da quanto in precedenza indicato, interviene in una doppia direzione: incentivare il turismo balneare e rafforzare il legame con le principali mete turistiche italiane, il cui patrimonio storico-culturale, ha determinato da parte dell’UNESCO l’inserimento del nostro Paese nel patrimonio mondiale dell'umanità. Il sistema turistico balneare riveste un valore di rilevante importanza, sia in considerazione della specificità italiana nel possedere un territorio con oltre 5 mila chilometri di costa balneabile, che della quota rilevantissima del patrimonio storico e culturale di livello mondiale, di un territorio che presenta una varietà di paesaggi pressoché unica. L’approvazione della proposta emendativa pertanto, oltre che aderire alla maggior parte delle esigenze e delle richieste provenienti dagli operatori del settore, che intendono estendere il periodo di apertura della stagione balneare, rimette al centro delle politiche di miglioramento il turismo balneare, quale  asset fondamentale dell'economia del nostro Paese, come una leva indispensabile per la crescita e lo sviluppo.

 

 

 

 

 

 

 

legge 20 febbraio 2006, n. 77

 

"Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella "lista del patrimonio mondiale", posti sotto la tutela dell' UNESCO"

 

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 58 del 10 marzo 2006


Commenti  

 
#1 Guest 2014-10-21 11:50
si Nuccio produrre reddito e lavoro si puo' fare .....hai molte idde da attuare lo so!!!
 

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