Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Nozze gay, Giampaolo shock: un sindaco mafioso meglio di Marino

Il primo post di Giampaolo (poi cancellato...)

 

Ha fatto molto discutere la scelta del sindaco di Roma, Ignazio Marino, di trascrivere 16 matrimoni celebrati all’estero nel registro della capitale: matrimoni, però, tra omosessuali. Senza entrare nel merito dell’annosa questione “coppia gay sì, coppia gay no”, è lecito definire l’azione quanto meno coraggiosa, contro corrente, visto che la legge italiana non riconosce il matrimonio tra persone dello stesso sesso, e che la stessa prefettura romana ha chiesto qualche giorno fa l’annullamento degli atti.

Inevitabilmente in molti si sono schierati a favore o contro il primo cittadino romano: chi vede l’anomala trascrizione come un forte segno verso il legislatore, per muoversi verso il riconoscimento dei matrimoni fra omosessuali, nonché come giusto riconoscimento di una realtà esistente quasi ovunque in Europa ma non in Italia; chi magari si limita a definire illegale la mossa di Marino, senza pronunciarsi sui matrimoni gay; chi ancora, di pensiero più tradizionale o puramente cattolico, condanna l’atto, concependo il matrimonio solo per le coppie etero. Sia chiaro: tutte posizioni lecite, ognuno può avere il proprio pensiero.

C’è poi il consigliere Nicola Giampaolo, che in reazione alla vicenda Marino e forte dell’atmosfera post-sinodo, lancia un anatema su Facebook: “La maledizione della vita cadrà sul Sindaco di Roma! I mali commessi in vita li pagherai in cielo e in terra. Roma Capitale è il patrimonio umano di tutto il Paese, un sindaco indegno è la vergogna di tutta l’Italia!”. Affermazioni dure, che hanno subito spinto alla reazione di molti; ma non è finita qui. Perché poco dopo, il consigliere di Realtà Italia rincara la dose, con una frase che provocherà un’eco tale da finire su diversi quotidiani nazionali,e purtroppo non per la bontà delle parole: “Roma vergognati! Meglio un sindaco mafioso del sud!”.

Un virgolettato davvero duro da digerire, per almeno tre motivi. Il primo, perché Giampaolo è un rappresentante delle istituzioni rutiglianesi, ed ogni sua dichiarazione pubblica (perché qui non si parla di una “chiacchierata tra amici”, come l’ha definita in un’altra testata) mette in gioco la reputazione della città stessa, nel bene o nel male; il secondo, perché accostare il sud, la nostra terra, alla mafia è qualcosa di inconcepibile, soprattutto se pensiamo ai sacrifici di tante associazioni per elevare la cultura a riguardo, e ancor di più non rende onore a chi è morto per distaccare quel concetto dai nostri paesi; il terzo, perché non si può insultare un uomo in tal modo solo perché la pensa diversamente, seppure su un tema particolarmente scottante, questo a prescindere dalla correttezza dell’atto di Marino.

Insomma, queste parole hanno fatto scalpore e praticamente tutte le testate hanno voluto riportarle e commentarle con un certo stupore; c’è chi addirittura ha contattato il diretto interessato per interviste chiarificatrici, ma i risultati non sono stati dei migliori, si legga ad esempio una dichiarazione come la seguente: “Certamente la cultura mafiosa ha un rispetto della famiglia superiore di quello di Marino. Questo è il concetto; un sindaco mafioso ha un rispetto maggiore della famiglia. La famiglia è sacrosanta nella cultura mafiosa”.

Noi ci limiteremo ora a riportare un sunto di alcuni dei pensieri espressi su Facebook da molti utenti, non pensiamo sia utile riportare spiegazioni del diretto interessato in modo da evitare ulteriore pubblicità a parole che offendono non solo Marino e gli omosessuali, ma anche noi stessi abitanti del Mezzogiorno. C’è chi si dice “senza parole”, chi si chiede sia meglio “legalizzare la mafia o l’amore”, chi esprime “profonda vergogna” e chi ancora si sente “offeso sia da rutiglianese che da uomo del sud”; c’è anche chi chiede le dimissioni al consigliere. Lo stesso PD di Rutigliano ha commentato riguardo la vicenda, chiedendo a Giampaolo di scusarsi pubblicamente sia con gli omosessuali che con i cittadini; il rappresentante GD Fabio Abbrescia, intervenuto proprio a Rutigliano in un dibattito contro le mafie, ha sottolineato il “gesto d’ignoranza” ed ha chiesto le “scuse ai familiari di tutte le vittime di Mafia e magari un atto legittimo, le sue dimissioni”.

Commenti  

 
#2 la alina 2015-01-26 17:04
io sono la più gay di tutti, e vaffanculo sindaco Giampy tu sei il più ghei di tutti.. tutto di tutto, prossimamente sui canali gay..
xoxoxxoxoxoxoxoxoxoxoxo
 
 
#1 Guest 2014-10-31 19:45
il problema non sono le dichiarazioni sui gay e sulla famiglia,ma la visione che è meglio che un paese venga gestito da mafiosi che da sindaci con idee di famiglia diverse. credo che il pd, e altre forze politiche e non ,dovrebbero,se non l'hanno già fatto, avvisare il prefetto di codeste dichiarazioni e prenderà giuste decisioni. ricordiamo che a rutigliano,per una questione meno rilevante fu destituito un consigliere!
 

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