Venerdì 16 Novembre 2018
   
Text Size

Intervista a Ubaldo Pagano e i “consigli” ai giovani del centro-destra...

Ubaldo Pagano segretario provinciale PD

 

“La politica serve a organizzare un modello di società. Se ci riappropriassimo di questa dimensione, capiremmo che la politica e le istituzioni non sono la quintessenza di una scalata per il potere”.

Comincia così la nostra conversazione con il giovane segretario provinciale del Partito Democratico, Ubaldo Pagano, ai microfoni del network “La Voce del Paese” per una intervista esclusiva.

Segretario, ma si potevano evitare queste primarie? Non prendiamoci in giro, Michele Emiliano, l’ex sindaco di Bari, ne uscirà comunque vincitore nei numeri. Che senso hanno queste primarie?

“Emiliano sicuramente è il candidato che meglio incarna la continuità del centro-sinistra alla guida della Regione Puglia, in un’accezione di rinnovamento totale. Perché le primarie? Perché, quando uno si dà un sistema, un metodo, lo deve rispettare… Certo, Michele Emiliano, per la sua storia, avrebbe rappresentato un candidato naturale, però questo sarebbe andato a discapito dell’unità della coalizione. E la coalizione è un valore in sé, perché definisce un modello di gestione che ha governato 10 anni e che intende, rinnovandosi, governare per i prossimi 5. Il fatto di poter utilizzare le primarie, facendo scegliere ai cittadini questo patto fondativo rinnovato, è di per se un valore aggiunto, a cui non abbiamo voluto far venir meno il nostro sforzo organizzativo. Gli stessi che qualche anno fa cercavano di convincerci della utilità stessa delle primarie, mi riferisco a quei soloni provenienti dal mondo accademico che cercavano di raccontarci delle primarie come valore assoluto e nuovo modello di fare politica, in questi giorni invece incominciano a mettere in dubbio il valore delle primarie, e riscoprono il valore delle trattative nelle segrete stanze. A me hanno insegnato che quando non si può dare più il buon esempio, si cominciano a dare buoni consigli. Vorrei dire a questi cattivi, o buoni maestri che dir si voglia, che il rapporto con il popolo è connaturato col nostro stesso modo di stare insieme. Vorrei dire a costoro che senza le primarie perderemmo la nostra identità”.

Perché il centrodestra non le fa?

“La verità è che loro sono divisi su tutto verso la meta, non c’è più nulla che li tenga insieme. Venuta meno la leadership carismatica di Berlusconi, non esiste più un modello di destra europea. Il grande peccato originale di Berlusconi sta nel non essersi affidato a Gianfranco Fini, che da un punto di vista della strutturazione, rappresentava un modello di stampo europeo, senza derivazioni di carattere populistico. La scelta nel centrodestra non esiste. Guardo al prof. Schittulli, ora politicamente disoccupato, con rispetto, ma vorrei far notare che quando io non ero ancora nato, egli già muoveva i suoi primi passi nel mondo accademico. È mai possibile che la nostra generazione, nel 2015, debba essere rappresentata da una persona alla soglia dei 70 anni? Mentre il mondo va a velocità doppia, in Italia viviamo di continui flash back. Se un politico non ha una storia di decenni alle spalle non riesce a imporsi. Ci sono tantissimi giovani, bravissimi ragazzi del centro-destra, che potrebbero essere chiamati a ben altre responsabilità. Riconosco molte capacità nel consigliere comunale di Bari, Fabio Romito, ma anche nella Melini, in Domenico Giannandrea, Emilio Romani sindaco di Monopoli… Tutte queste persone rappresentano una classe dirigente che si è testata nell’esercizio dell’amministrazione degli enti locali”.

Quali sono le previsioni per le primarie di domenica? Con quale percentuale vincerà Emiliano?

“La vera percentuale per Michele Emiliano è che partecipino quante più persone. Il vero obiettivo è l’affluenza. Ci auguriamo che si rechino a votare almeno 100mila elettori pugliesi”.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI