Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Mutui fino al 2044. Allungamento dei debiti comunali a trent’anni.

Il consigliere Oronzo Valentini

 

Il primo punto discusso durante il consiglio comunale di martedì scorso ha riguardato la rinegoziazione dei prestiti ordinari della cassa depositi e prestiti, società per azioni. Sulla questione l’opposizione ha espresso tutta la sua contrarietà, tanto da diffondere, alla vigilia della seduta, una nota pubblica in cui si spiegava cosa prevede questa manovra finanziaria e presentando due emendamenti relazionati poi in consiglio da Martire: “L’Amministrazione Romagno intende approvare nel prossimo consiglio comunale la rinegoziazione dei mutui in essere con la Cassa Depositi e Prestiti prevedendo, in maniera assurda, un allungamento dei mutui al 2044 (30 anni) con conseguente aumento della quota di interessi di circa due milioni di euro (2.000.000,00). Il tutto a carico dei cittadini rutiglianesi e delle generazioni future. Le economie derivanti dalle rate annuali di detta operazione vengono investite in spese di manutenzione ordinaria (strade, marciapiedi, ecc.). A tal proposito oggi in commissione abbiamo presentato gli emendamenti, alla presente allegati, finalizzati alla riduzione della pressione fiscale e, quindi, delle tasse comunali. Il primo prevede che la rinegoziazione avvenga prioritariamente attraverso una riduzione dei tassi per tutti i mutui. Il secondo prevede che il netto ricavo venga vincolato alla diminuzione dell’indebitamento e quindi all’estinzione in linea capitale dei predetti mutui. Tale operazione determinerebbe ulteriori risparmi nella spesa corrente con una conseguente possibilità di riduzione delle tasse comunali”. Dei due emendamenti presentati, il primo riceve parere favorevole sia dall’ufficio tecnico, che da quello contabile; stessa sorte per il secondo, seppur in linea condizionata per quanto riguarda il parere contabile. Messi a votazione, tuttavia, vengono bocciati.

Viene approvata invece la rinegoziazione dei mutui, relazionata dall’assessore al bilancio Di Ciolla, da cui si otterrebbero per il 2014, circa 100 mila euro da destinare ai lavori straordinari. A riguardo si dice “deluso” il consigliere Martire “per l’atteggiamento e per questa sciagurata scelta. Indebitare al massimo la cittadinanza non è fare la scelta più oculata. Qui c’entra la coscienza – prosegue – e accetto che qualche consigliere di maggioranza non si è presentato oggi”. In effetti tra i banchi della maggioranza qualche assenza importante si poteva notare, ad esempio quella di Delliturri. Che non abbia partecipato a questo consiglio per non dare il suo voto favorevole a questa rinegoziazione? Prende la parola anche Valenzano, il quale invita il Presidente Maggiorano a ristabilire le regole previste dal regolamento e le regole di buon senso che sovraintendono al rispetto e alla correttezza, poi pone di nuovo in questione la mancanza di risposte da parte della maggioranza, precisando che nell’ultima Commissione riunitasi, nessuno della maggioranza ha saputo spiegare perché fosse stata fatta questa scelta di allungare nel tempo i mutui. Un silenzio sottolineato anche da Minguccio Altieri: “Volevamoo dialogare, purtroppo è un monologo perché nessuno della maggioranza prende la parola. Di fronte a certi fatti, sto vivendo questi primi mesi con sconcerto. Cosa toglie il dialogo alla democrazia? Che cosa succede se invece di dire “alziamo le mani per votare”, cerchiamo di spiegare? Si tratta di una scelta politica” e prosegue “Questa è un’amministrazione dei debiti”. Bisogna informare di più i cittadini, renderli partecipi di quanto sta accadendo e a cosa si va incontro – e con questa riflessione, passa la parola al collega Valentini: “Stasera devo cercare di contenere la passione e faccio fatica a mettere su un ragionamento, perché per la prima volta dopo sedici anni di attività, provo frustrazione e profonda tristezza” – e, rivolgendosi alla maggioranza, afferma: “Questo è un silenzio assordante”, sottolineando ai consiglieri di maggioranza che intervenire per spiegare non è certo obbligatorio, ma comunque un dovere politico e morale. E torna a parlare degli assenti: “A chi ha deciso oggi di non partecipare va tutto il mio rispetto”. Inoltre, secondo Valentini, questa decisione andrebbe a smentire quanto urlato nelle piazze in campagna elettorale e ciò per cui la parte opposta si è impegnata in politica: meno tasse e più iniziativa privata. Inoltre promette di riferire delle “metodiche antidemocratiche” del Sindaco nelle sedi opportune, riferendosi alla mancanza di risposte alle nove interrogazioni e ad una supposta impreparazione del Sindaco in Commissione sull’ammontare degli interessi dei mutui spalmati a trent’anni: “Il Sindaco è assente, fugge. Fugge perché probabilmente non sa”.

In risposta a tutti questi interventi interviene il consigliere di maggioranza Damato, il quale sottolinea che si sta cercando una soluzione a quei debiti contratti anni fa da coloro che ora siedono nei banchi dell’opposizione e parla in difesa del Sindaco, accusato prima di essere sempre nei bar, ora di essere fuggito. Il consigliere Simone invece ribadisce l’importanza dei 100 mila euro da utilizzare per la manutenzione delle strade e conclude, rivolgendosi all’opposizione: “È il governo centrale dei vostri grandi capi che ci impone di tassare i cittadini. Valentini sembra un grande poeta della politica. Sono nervosi perché non sanno più che pesci prendere”.

A questo punto decide di prendere la parola Romagno, il quale esordisce affermando di non capire i toni e il nervosismo negli interventi di qualcuno. Sul suo modo di amministrare, messo in discussione durante il dibattito, risponde: “di dimostrazioni credo di averne date parecchie, sia in politica sia nella professione. Non credo di dover ricevere lezioni di bilancio da persone che ne hanno poca conoscenza. Posso anche aver dato risposte non puntuali e precise, ma questo non significa che sono assente, che non conosco e fuggo la comunità che rappresento”. Poi si esprime anche riguardo le tasse e i mutui: “Io non sto tartassando nessuno, né sto creando un pauroso indebitamento dell’Ente,di un Comune che ha già parecchi debiti, che non sono frutto dell’amministrazione Romagno, ma di amministrazioni passate, a cui altri hanno attinto”. Da quanto spiegato dal Sindaco, la negoziazione riguarderebbe 21 mutui per quasi 4 milioni di euro di debiti già contratti, la cui scadenza sarebbe stata intorno agli anni 2016, 2030 e 2031. Questa amministrazione ha allungato il debito generale al 2044, riducendo la rata semestrale, pur aumentando i tassi di interesse.Ma questo non significa indebitare ulteriormente – precisa Romagno –. Non stiamo prendendo altri mutui. È quello che qualsiasi famiglia farebbe in un momento di difficoltà. In questo modo liberiamo risorse che possono essere impegnate in infrastrutture o, come dice la norma, per estinguere quota parte degli altri mutui.La scelta rispetto alle risorse liberate possono essere vagliate di anno in anno. Questo anno i 100 mila euro saranno destinati alla manutenzione delle strade”.

La maggioranza inoltre sostiene che l’opposizione abbia presentato gli emendamenti solo 24 ore prima del consiglio comunale. A rispondere è Valentini: “In data 17 settembre abbiamo inviato una Pec al sindaco dove chiedevamo un confronto per la rinegoziazione dei mutui. Non è seguita nessuna risposta. Su un provvedimento così importante continua la rincorsa. Non è colpa mia se la Commissione è stata convocata ieri e nessuno sapeva darci delle risposte” e, tornando sull’argomento mutui, afferma: “Si tratta di mutui vecchi, ma le scelte non sono quelle di ieri, sono di oggi per domani. Oggi i cittadini sono in difficoltà e non credo che chiedano solo la manutenzione dei marciapiedi i cui soldi si possono recuperare anche altrove. È necessario abbattere spese di investimento che porterebbero alla riduzione della tassazione.  È questo che chiede una politica coscienziosa che guarda alle scelte di oggi non a quelle di ieri. Oggi siamo chiamati a dare una soluzione. Cerchiamo di trovare concretamente il modo migliore per andare incontro alle esigenze dei cittadini. Mi sento particolarmente offeso da un atteggiamento che ritengo poco coscienzioso, perché non si danno risposte e non si attua confronto”. Tra gli ultimi interventi, arriva anche quello della consigliera Lepore, la quale non ci sta ad essere considerata una “bella statuina”: “Volevo tranquillizzare i colleghi consiglieri di minoranza che noi non parliamo con gli auricolari alle orecchie. Facciamo le scelte con la nostra testa. Non pensate di stare attaccando gli anelli più deboli, perché noi un cervello ce l’abbiamo. I debiti li abbiamo ereditati e li dobbiamo pagare”. Ma anche in questo caso, la comunicazione fa da monella, creando confusione su chi ha detto cosa e cosa doveva invece essere detto.

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