Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Salviamo la lama con i reflui depurati!

gianni nicastro romagno comitato

Articolo pubblicato sull'unico giornale di Rutigliano. Su "La Voce del Paese - ediz. Rutigliano", una delle dieci edizioni dell'intero network, nelle edicole sabato scorso.


Le argomentazioni tecniche a favore del progetto dell’Acquedotto smentiscono le tesi ostruzioniste e prive di argomentazioni del comitato Lama S. Giorgio


Un altro tassello si aggiunge alla accesissima telenovelas relativa allo scarico dei reflui nella Lama S.Giorgio. Abituati alle solite posizioni a tratti estremamente ostruzioniste e vuote di argomentazioni del comitato Lama S.Giorgio, abbiamo deciso di sentire anche un'altra ‘campana‘ (voce negata da altri) relativa alla situazione, e per sentirla suonare questa ‘campana‘ è bastato riesumare un paio di documenti (pubblicati ormai un anno fa) firmati dal comitato nojano di Sel.

 

In questi documenti (reperibili tranquillamente online sulla pagina Facebook  Sel Noicattaro), ci si imbatte in un analisi tecnica estremamente precisa e florida che costringe ad una riflessione, su come forse, il progetto dell’acquedotto, non è una possibile minaccia per il nostro territorio ma in realtà potrebbe essere una grossissima opportunità.

Il documento è stato stilato da numerosi tecnici e professionisti come ingegneri ambientali e biologi (ce ne sarà qualcuno all’interno del comitato Salviamo Lama S.Giorgio) che  spiegano gli innumerevoli effetti positivi che uno scarico ‘pulito’ all’interno della lama comporterebbe.

Per esempio l’arrivo di ingenti quantità d’acqua depurata muterebbe il microclima positivamente, favorendo l’istaurarsi di habitat particolari, anche di pregio, e delle specie animali e vegetali ad esso collegato.

Inoltre l’aumento dell’umidità che si verificherebbe  porterebbe ad alzare la resistenza della lama al propagarsi d’incendi.

Quindi un parere sicuramente positivo che vedrebbe il progetto dell’ acquedotto come un qualcosa della quale la lama non potrebbe che prendere giovamento.

Inoltre, si legge ancora nel documento, le acque depurate potrebbero essere riutilizzate a fini idrici dagli agricoltori, che potrebbero quindi ricevere una grande mano in un periodo estremamente difficile per l’agricoltura come questo (visti soprattutto i prezzi abbastanza alti che l’acqua ha raggiunto).

Ovviamente non manca un analisi qualitativa delle acque, analisi che si conclude con un giudizio estremamente positivi, vista che tutta l’acqua rientrerebbe in tabella  4 nel rispetto di tutti i parametri comunitari.

 

gianni nicastro romagno comitato 


Quindi perché tanto ostruzionismo

da parte del comitato intercomunale?

Probabilmente sono innumerevoli gli interessi  in gioco, per esempio di chi possiede terreni e tendoni proprio a ridosso della Lama, che probabilmente teme qualche danno e qualche esproprio.

Armarsi però della bandiera da difensori dell’ambiente non è proprio intellettualmente coerente  da parte di troppi agricoltori membri del comitato; se si ha a cuore l’ambiente e si ha come unico obbiettivo quello di mantenerlo il più incontaminato possibile, non si vanno di certo a piantare viti nella lama stessa.

Restano troppi dubbi ma la cosa più forte che rimane è il timore che il comportamento troppo superficiale che qualcuno ha avuto sin da quando la questione è nata, potrebbe portare a conseguenze apparentemente positive per la comunità rutiglianese ma in realtà alla perdita di una grossa opportunità per il paese.

Il sospetto in fondo è solo uno, che qualcuno si stia divertendo a violentare psicologicamente la comunità tramite le proprie responsabilità mediatiche,  rischiando di decretare soltanto un ennesimo fallimento per Rutigliano.

 

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