Venerdì 16 Novembre 2018
   
Text Size

Perché votare Agostino Mirizio ti

Pubblicità Giornale


Il giovane candidato consigliere regionale risponde alle nostre domande

È notizia recentissima in tema di elezioni: il nostro concittadino Agostino Mirizio sarà in corsa per il Consiglio regionale. Classe 1976, casamassimese di nascita, sposato e tributarista di professione, Mirizio è candidato nella lista civica 'Oltre con Fitto', che sosterrà la candidatura a presidente di Francesco Schittulli, per "continuare a fare politica attiva e nello specifico per contribuire allo sviluppo della zona del sud-est barese". Diplomato al Liceo scientifico 'Sante Simone' di Conversano, Agostino ha per anni svolto il praticantato presso diversi studi di commercialisti, per poi intraprendere la libera professione aderendo all'associazione nazionale Tributaristi Lapet. Il suo percorso politico parte da lontano: a soli vent'anni entra in Azione Giovani, per diventarne poco dopo presidente e proseguire in seguito la sua militanza tra le fila di Alleanza Nazionale. A soli 27 anni è per la prima volta consigliere comunale di An all'opposizione. Tre anni più tardi, alle amministrative, è il candidato più suffragato del centrodestra e diventa capogruppo del Pdl in consiglio comunale.
Appassionato di viaggi, ispirato dai grandi personaggi della storia e con l'hobby del modellismo, oltre che del calcio e della cucina, Agostino sostiene di vivere la politica animato da un grande ideale: mettersi al servizio della comunità.
Di seguito l'intervista che ci ha concesso.

Da cosa nasce l'idea della sua candidatura al Consiglio regionale?


Parte da Raffaele Fitto e Michele Boccardi, da chi mi ha chiamato e prospettato questa possibilità, convincendomi soprattutto del fatto che, se si vuol fare qualcosa di significativo per il proprio territorio, occorre investire anche nelle istituzioni ad un livello più alto. Basti pensare che oggi la maggior parte dei fondi comunitari sono gestiti a livello regionale e che quindi per qualsiasi grande opera si voglia realizzare sul territorio, che non sia ovviamente di portata comunale, occorra interagire in modo concreto con la Regione Puglia".


Come giudica invece più in generale la nuova avventura politica intrapresa da Fitto?

"Diciamo che io per primo ho vissuto l'esperienza del Pdl con molta sofferenza. Sofferenza perché la fusione fredda che fu realizzata mi stava decisamente stretta e poi perché, sinceramente, non sono mai stato un 'fan' di Berlusconi. Questo progetto alternativo a Forza Italia e di una nuova possibile destra in Italia, in Puglia - alternativa anche e al tempo stesso a Salvini, che sta facendo 'mambassa' di tutti gli scontenti del centrodestra - è stata la spinta che ha fatto sì che abbracciassi in toto questa idea, aderendo a questo nuovo gruppo e a questa lista civica".

Quali principali obiettivi le piacerebbe inseguire una volta eletto?

"Sarò a tutti gli effetti un neofita. Ritengo, quindi, che assolutamente indispensabile sarà una prima fase di studio, per poi giungere al perseguimento degli obiettivi, che pur sin da ora sono abbastanza precisi e definiti. La nostra zona è innanzitutto caratterizzata dal problema della statale 172, detta dei Trulli, e su cui parlano in primis le centinaia di famiglie che piangono le loro vittime. È un grosso cruccio quello di tale statale, che blocca un intero territorio, anche nelle sue prospettive turistiche, e che mette a rischio tante persone giornalmente. In passato altri politici hanno cercato di impegnarsi in tal senso, chiedendo un ampliamento di tale strada, però poi tutto si è concluso con un nulla di fatto. Mi piacerebbe che questa criticità fosse risolta una volta per tutte. Altro tema, che forse nessuno affronta più, è l'agricoltura. I nostri concittadini stanno infatti ormai da tempo svendendo le loro terre perché mantenerle costa troppo e questo è un peccato perché credo che la terra possa rappresentare ancora il futuro e che l'agricoltura costituisca ormai una delle poche attività produttive in Italia. Certo, una politica bieca e poco attenta ha fatto sì che nel contesto internazionale contassimo poco e il sud Italia, nello specifico, ancora meno. Infrastrutture, agricoltura e fondi europei, dunque. Io partirei da qui. Ben venga però anche lo studio, l'approfondimento e l'intervento anche su altri temi, che risulteranno poi certamente connessi ai precedenti, come, ad esempio, il caso specifico della fiscalità applicata all'agricoltura, a tutti gli effetti uno scempio consistente nel tassare qualcosa che non rende. Credo vada riordinato l'intero sistema".

Come considera la Puglia di oggi?


"In casi come questo a scuola si userebbero frasi del tipo: 'Ha delle capacità ma non le sfrutta'. Si tratta infatti di una regione dall'elevato potenziale e che potrebbe fare di più ma che è un po' ferma. Credo che negli ultimi anni non si siano messe in campo politiche nella direzione di creare il vero sviluppo. Ciò che è peggio, poi, quando si parla di Puglia mi sembra si proceda per compartimenti stagni tali per cui ogni aspetto procede per conto proprio. Il turismo è una cosa a sé stante, il problema della xylella, batterio killer che sta colpendo gli ulivi del Salento e non solo, appare tutt'altro, come se un particolare ramo non debba preoccuparsi della risoluzione dei problemi in altri comparti. Ritengo invece che tutti questi settori siano collegati tra loro e che tutto debba concorrere a rendere migliore e più armoniosa la nostra regione, la nostra amata Puglia".

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI