Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Delliturri: "Il territorio rutiglianese merita di più dalla Regione!"

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Il candidato rutiglianese al Consiglio regionale pugliese si oppone allo scempio di Lama San Giorgio

Trascurato, danneggiato, vittima di decisioni politiche che tengono conto solo di alcune parti, a discapito di altre. Questo è il risultato di anni ed anni di autoritarismo nei confronti del nostro ambiente, ed in particolare del nostro territorio, la cui attenzione e tutela devono andare oltre qualsiasi colore politico, oltre qualsiasi schieramento. Un territorio continuamente beffeggiato, il nostro, che il Consiglio regionale vorrebbe far diventare sede di scarico dei reflui: si definiranno depurati, alla fine, ma fino a che punto? E fino a che punto, questo, potrebbe impattare sul nostro territorio? E quali conseguenze, se non nell'immediato, potrebbe avere tutto questo rispetto alle nostre colture, alle nostre produzioni future? Uno scempio vero e proprio, che Rutigliano e i suoi cittadini non si meritano. E mentre la mancanza di sensibilità e la non disponibilità al dialogo sono stati i principi su cui si è retta l'amministrazione Vendola, qualcosa può ancora cambiare, e Rutigliano può avere l'opportunità di farsi sentire sia rispetto a Lama San Giorgio sia rispetto alla salvaguardia ambientale: non un confronto politico, ma un tema su cui tutti dovrebbero essere d'accordo perché si parla del nostro patrimonio ambientale. Né solo del governo, né solo degli amministratori, ma di tutti, anche e soprattutto dei cittadini. Su questi argomenti, di fondamentale importanza, abbiamo dialogato con il candidato rutiglianese alle prossime elezioni regionali Franco Delliturri.

 

Parliamo della questione ambientale. Come si pone nei confronti di questa tematica, anche in riferimento all'intricata vicenda di Lama San Giorgio?

La posizione del Comune di Rutigliano, così come anche la mia, in merito alla questione, è quella di ostacolare in tutti i modi lo sversamento nella Lama dei reflui di Casamassima, tenuto presente anche il fatto che comuni come Putignano o Noci hanno risolto la questione con sistemi a cui anche noi possiamo fare riferimento, ovvero le trincee drenanti, evitando che i reflui vadano a confluire nella Lama San Giorgio. Questo, se un giorno dovesse malauguratamente accadere, avrebbe una duplice ripercussione: in primis avrebbe un enorme impatto ambientale, andando a compromettere in maniera drastica quella che è la macchia mediterranea, con tutte le specie vegetali tipiche del nostro territorio, che costituiscono una piccola oasi verde per tutta la cittadinanza rutiglianese. In secondo luogo, però, non possiamo trascurare anche il possibile inquinamento delle falde acquifere nella zona di Cicco Severini, che si ripercuoterebbe in maniera inevitabile sulle nostre colture: considerando la vocazione agricola del nostro territorio, potremmo andare incontro all'inquinamento delle acque irrigue che utilizziamo, scatenando la reazione negativa dei paesi membri della Comunità Europea che esportano i nostri prodotti. Un danno senza precedenti, che coinvolgerebbe anche i frutti della nostra terra, per cui è richiesto non solo il rispetto di norme sull'utilizzo dei fitofarmaci, ma anche l'attenzione a caratteristiche qualitative, che verrebbero così compromesse. Dunque il mio impegno, a livello regionale, sarà quello di impedire in tutti i modi che tutto ciò possa accadere e insistere sull'adozione di sistemi che altri comuni, prima di noi, hanno utilizzato. Un'altra soluzione, tuttavia, potrebbe essere quella di far confluire i reflui all'altezza della cosiddetta Lama Cupa dove, di concerto con la Regione Puglia e con l'Acquedotto Pugliese, si potrebbe creare un bacino artificiale di confluenza, da cui le acque sarebbero poi successivamente depurate. Una risoluzione che però ha le sue difficoltà. Per questo, ritengo che sia fondamentale prendere in seria considerazione l'unica soluzione possibile.

Tutto questo non sarebbe successo se qualcuno avesse avanzato la questione in seno al Consiglio regionale?

Esatto, non sarebbe successo se ci fosse stato qualcuno a perorare la nostra causa. Ed è questo il messaggio che voglio lanciare non solo per gli elettori del Comune di Rutigliano, ma anche per quelli dei paesi limitrofi, interessati anche loro in prima persona da questa questione: mi riferisco a Noicattaro, Capurso Triggiano, fino ad arrivare allo sbocco di San Giorgio. Le conseguenze negative rispetto alla questione potrebbero ripercuotersi anche su queste comunità, e per questo è fondamentale che Rutigliano, di concerto con le altre cittadine, abbia un proprio referente al Consiglio regionale, che si batta per questo e che eviti un disastro in termini di ambiente, di economia, di territorio e rispetto della natura. Oltretutto, si andrebbero ad intaccare quelle tradizioni folkloristiche della nostra comunità rutiglianese, prima fra tutte quella del Passa-pass, che si svolge ogni anno, nel giorno del lunedì dell'Angelo, all'Annunziata: un pezzo di storia locale che certamente non può e non deve scomparire né essere condizionata da decisioni su cui noi possiamo e dobbiamo intervenire. Non possiamo essere succubi di questa situazione che ci vede coinvolti direttamente, anche dal punto di vista sociale: il rischio è anche quello di impedire a famiglie e cittadini di usufruire di quelle aree verdi per passare il loro tempo libero. E non possiamo accettare che la nostra comunità sia privata anche di questo aspetto così importante. Far sentire la propria voce in Consiglio regionale è il primo passo per evitare questo scempio, perché si possano proporre anche interventi che limitino il ristagno delle acque derivanti dalle perdite dell'Acquedotto Pugliese in quelle zone. Dobbiamo mantenere alta l'attenzione e la sensibilità nei confronti di questa situazione: abbiamo l'opportunità di contribuire a  decidere per il nostro futuro, cogliamola!

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