Sabato 17 Novembre 2018
   
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"Pari opportunità soprattutto tra uomo e donna"

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Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

Rutigliano: Immigrazione, conciliazione vita-lavoro e disparità uomo-donna, questi i temi da approfondire per il neo Presidente della Commissione Pari Opportunità Antonella Paradiso

“A Rutigliano c’è ancora disparità tra marito e moglie”

Antonella Paradiso, una laurea in Lettere e una vita da imprenditrice, che ha ben conciliato con la sua famiglia e con il suo ruolo di donna e madre. È lei la neo eletta Presidente della Commissione Pari Opportunità, riunitasi in prima convocazione nei giorni scorsi. Tra le finalità della Commissione, quella di favorire la realizzazione di azioni positive a favore delle donne e contro la discriminazione tra i sessi nei diversi campi della società civile. Un obiettivo che Antonella conta già di perseguire, assieme alle altre otto componenti della Commissione, una per ogni gruppo politico rappresentato in Consiglio comunale. Idee e riflessioni di cui abbiamo parlato con Antonella Paradiso, nell'intervista rilasciata a La Voce del Paese... Buona lettura!

Innanzitutto qual è il significato di pari opportunità, per te?

Io penso che il significato di pari opportunità si basi sulla necessità di uguaglianza innanzitutto tra uomo e donna in tutti i settori, da quello politico a quello sociale, fino a quello lavorativo. É necessario un giusto rapporto tra i sessi. Le scelte di una donna, inoltre, non devono entrare nella discriminazione più assoluta, soprattutto da un punto di vista pratico: mi riferisco, in questo caso, al salario. Inutile dirlo, sappiamo benissimo che ci sono ancora tanti casi in cui le donne lavorano molte ore, pur non percependo lo stesso stipendio degli uomini. Discriminazioni di questo tipo non dovrebbero esistere, per cui mi piacerebbe che ci fosse un'effettiva parità uomo - donna in ogni ambito.

Quali sono le pari opportunità che mancano a Rutigliano, secondo te?

Da quello che è il mio punto di vista, io credo che soprattutto in queste piccole realtà meridionali come la nostra, ci sia ancora molta disparità tra marito e moglie. Ci sono tanti casi a cui assisto personalmente in cui, nonostante la donna lavori, deve occuparsi necessariamente della casa e non c'è nessuno che provvede per lei, oltre ad accudire i bambini, portarli a scuola, mentre invece il marito rimane l'uomo di casa. Tutto questo fa parte di una mentalità che andrebbe decisamente rivista. E ho avuto modo e piacere di constatarlo con i miei occhi in altre realtà, dove l'uomo e la donna tornano a casa insieme e insieme si dividono i rispettivi compiti. Sono aspetti che, nella nostra realtà, ancora non vediamo.

Hai già dei progetti in cantiere da proporre all'interno della Commissione Pari Opportunità?

Più che dei progetti, ho delle idee: una di queste sarebbe un'indagine sulla conciliazione vita-lavoro delle donne che lavorano nei magazzini delle nostre aziende agricole. Mi piacerebbe anche aprire uno sportello immigrazione, dove poter effettuare delle interviste ed accogliere le numerose etnie che abbiamo nel nostro paese, conoscere la loro cultura e lo stile di vita delle donne, considerando l'alta percentuale di immigrati che si registra a Rutigliano. Inoltre mi piacerebbe anche realizzare uno spettacolo teatrale, non interpretato da attori professionisti ma dai ragazzi di Rutigliano, coinvolgendo gli istituti superiori del nostro territorio in questa rappresentazione sempre inerente ad un tema come la violenza delle donne, o comunque un tema relativo alle pari opportunità. Un'altra idea - e questo è un mio progetto che ho in cantiere - sarebbe anche quello di portare tutti a conoscenza di un fatto realmente accaduto: si tratta di alcuni episodi di violenza psicologica che alcune ragazze avrebbero subito nel periodo in cui hanno  soggiornato presso un collegio qui vicino, intorno agli anni '40. É un tema molto forte, e mi piacerebbe associarlo alla proiezione di un film sullo stesso argomento, facendo conoscere questa storia di coraggio e di ricordi. In conclusione, con entusiasmo e con piacere devo dire che finalmente quest'anno, grazie alle quote rosa, abbiamo nel Consiglio comunale diverse donne, che io conosco personalmente, molto in gamba e meritevoli. Sono molto contenta perché è la prima volta, e penso che la loro presenza indubbiamente porti un contributo non indifferente, anche dal punto di vista amministrativo: sono sempre convinta del fatto che la donna sia più sensibile ai problemi, forse meno superficiale e più profonda. E poi, è inutile dirlo, la donna riesce ad essere multitasking, e questo non può che essere positivo anche per le donne in Consiglio comunale. 

Commenti  

 
#1 lucrezia 2015-07-14 09:45
Effettivamente nel consiglio comunale ci sono donne meritevoli e preparate. Bisogna però mettersi un pò di più a lavoro e non farsi sopraffare dallo status a cui il comune è abituato ad operare. Forza allora datevi da fare.
 

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