Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Giampaolo esplode: “DELINQUENTI!”

Rutigliano- Giampaolo esplode delinquenti

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

La solidarietà del consigliere, al sindaco Romagno per le “calunnie” e le “incivili azioni” di questi giorni

Riceviamo e Pubblichiamo. Nel pieno potere delle mie Funzioni Pubbliche voglio esternare la mia solidarietà al dott. Roberto Romagno, Sindaco della nostra comunità, e a quanti in questi giorni sono stati calunniati e offesi da deplorevoli e incivili azioni, che hanno visto comparire scritte anche su un monumento della nostra cittadina. Tali atteggiamenti rischiano di offendere - io temo - le PERSONE, e di conseguenza le istituzioni che quelle persone rappresentano. Il mio grido al ripristino del dialogo e del rispetto è rivolto, innanzitutto, a tutte le forze politiche della comunità, a tutti gli amministratori dell’Assise Comunale, agli Assessori e al Sindaco. A volte si arriva ad azionare forme amministrative che vanno a colpire settori economici e imprenditoriali, o persone e famiglie con rivendicazioni di vendetta.

Si fa politica o si arraffano voti con mezzi di compravendita e corruzione, forme illegali con cui la comunità viene ineducata e coinvolta in errori di stile ed ineducazione civile. Ma la colpa resta solo ed esclusivamente di chi oggi, con tutta la crisi che c’è, ha il barbaro coraggio di regalare e sprecare soldi per acquisire voti. Chi lo fa, è da ritenersi un vero DELINQUENTE, un delinquente che non può condividere la sua vita in un tessuto sociale che sino ad oggi è il vanto del territorio. I suddetti fatti incresciosi spero che portino all’arresto del “delinquente”.

Siamo tutti coinvolti, anche il semplice cittadino che ha votato e portato, tra i banchi del Consiglio Comunale, Consiglieri incapaci e scorretti. L’attuale classe politica, me compreso, è il risultato di un voto non intelligente, per cui la stessa comunità è giusto che paghi! I cittadini sono sempre i veri e primi responsabili; il voto appartiene alla democrazia e la democrazia è responsabile di tutto questo: tasse, paese inefficiente, nonostante io ritenga l’operato amministrativo leggermente più dinamico rispetto allo scorso mandato.

A questo dialogo però manca, in maniera incisiva, l’Autorità cattolica molto assente, ad eccezione di un iniziale richiamo del Capitolo interparrocchiale che, nella scorsa campagna elettorale, ha visto la diffusione di un comunicato.

Responsabilità e indignazione - Di certo il nostro pensiero non può non andare ai sussulti d’indignazione contro la gestione della “casa comune” dei mesi scorsi, o agli scandali legati alla triste vicenda delle scritte sui muri e alle offese mediatiche, perpetrate da giornalisti molto imprudenti, e da trasmissioni radiofoniche mal condotte (vedi Radio canale 103).

Con chiarezza, non possiamo non ricordare e ricordarci che in modi e con responsabilità diverse, questi fenomeni li abbiamo determinati in parte anche noi, con le nostre scelte, soprattutto con il nostro incivile comportamento. («Quantunque la nostra maestà sia sciolta da ogni legge, non si leva tuttavia essa al di sopra del giudizio della ragione, che è la madre del diritto». Con questa espressione Federico II di Svevia, premesso che la legittimazione della sua autorità non proveniva dalla legge, indicava nella ragione e nel diritto le frontiere entro le quali intendeva esercitare i propri poteri).

La protesta da sola non basta - La protesta e l’indignazione da sole non bastano, se non sono accompagnate da una volontà di autocritica e di assunzione di responsabilità da parte di tutti, compreso il sottoscritto, sapendo pure che in me è sempre alto il rispetto verso le istituzioni. Mi capita di usare spesso toni accesi, rivolti al rispetto civile, al rispetto dell’arredo urbano, al richiamo di tutti i consiglieri a collaborare solo ed esclusivamente per il bene della comunità. Sollecito continuamente un voto sempre più unanime nei provvedimenti amministrativi, ed un atteggiamento più equilibrato e meno prepotente da parte della maggioranza. Al di là dei luoghi comuni, la nostra città ha bisogno di un modo nuovo di realizzare la democrazia. Occorre riscoprire nei loro veri significati termini come: legalità, impegno civile, responsabilità, partecipazione e verbi come: interessarsi, dialogare, confrontarsi, aprirsi all’altro, condividere, appassionarsi. In una parola, occorre riscoprirsi cittadini, con diritti e doveri. La cittadinanza è partecipazione, per questo va richiamata anche alla responsabilità e all’educazione verso le stesse istituzioni ed i suoi rappresentanti che sono Pubblici Ufficiali nel territorio. Questo vale anche per il rispetto nei confronti delle Forze dell’Ordine (Carabinieri, Polizia Municipale, Vigilanza e quanti operano con le Associazioni di Protezione Civile), rispetto per i luoghi pubblici, Struttura Extraospedaliera, Primo Punto d’Intervento, Tribunale, Ufficio del Lavoro, Opere di Beneficienza Pubblica ASP Monte dei Poveri, Istituto dei Ciechi, Scuole Superiori, Parrocchie e qualsiasi organismo che si prodiga per favorire la crescita della nostra comunità.

Rispetto “verso” e “tra” le centinaia di Associazioni che operano guardando, non al potere di identificazione, ma al servizio che si vuole offrire.

Cittadinanza attiva e impegno civico - La cittadinanza attiva, vigile, responsabile è fatta anche dallo scoprire o riscoprire nuove dimensioni di impegno civico che arricchiscono il tessuto sociale: volontariato, comitati civici, associazionismo, no-profit, terzo settore. È auspicabile una maggiore partecipazione e conoscenza della vita politica, per essere costruttivi e propositivi, e non solo contestatori delle istituzioni. Riscoprirsi cittadini, significa tenersi alla larga da ogni servilismo, da ogni atteggiamento di accattonaggio nei confronti dei “potenti” di turno, (vedi alcuni imprenditori intromettersi nella vita politica). Il tema della cittadinanza deve porre al centro la persona, la sua intangibile dignità, la sua pienezza di diritti civili e politici, ma anche la sua appartenenza e la capacità d’azione nel contesto della comunità politica alla quale appartiene.

Richieste per la nostra classe politica – Chi ci rappresenta, appare sempre più defilato, rispetto ai compiti propri: non si può turarsi le orecchie davanti all’indignazione che nasce dal basso e al malcontento popolare.  È necessario che la politica si apra alla gente, rinnovi i suoi quadri, abbandoni le vecchie logiche, sia capace di ascolto, ritorni a parlare di valori e la smetta di bandire l’etica dalle sue sfere di competenza e azione. Questo sforzo lo si deve fare, anche se molti Amministratori dell’Assise Comunale sono incapaci di ricoprire tale ruolo.

No a toni aspri, sì al confronto - La congiuntura in cui ci troviamo esige, da parte di tutti (cittadini, partiti, forze economiche, culturali e sociali e religiose), un impegno per percorrere le vie adeguate e condivise, per affrontare e risolvere i piccoli e grandi problemi della nostra città. Ciò che deve unire è proprio la necessità e la volontà di trovare risposte ai problemi che agitano la vita della gente e, pur nella diversa modalità con cui le parti credono di poterli risolvere, non si perda mai di vista il denominatore comune: il perseguimento del “bene comune”, come bene di tutti e di ciascuno. A tutti chiediamo fatti e non chiacchiere e attività amministrativa più veloce. Rimprovero la lentezza a questo Sindaco che dovrà, secondo me, rivedere anche qualche delega assessorile superflua, perché superfluo è l’agire di qualche assessore o le dimissione di qualche Consigliere non capace e non animato dalla buona volontà, sia esso di maggioranza o di opposizione.

Chiedo a tutti maggiore carità, preghiera più intensa, tanta prudenza e grande senso di responsabilità, per non ricadere in situazioni di insopportabile disagio che hanno il solo scopo di rallentare il cammino civile di Rutigliano, che reclamano di spendere le nostre energie per cause migliori e più energica deve essere la stessa Chiesa di Rutigliano, molto lontana e assente rispetto al passato.

 

AUGURI RUTIGLIANO

per un nuovo senso del dovere. 

 

Nicola Giampaolo

Capogruppo Consiliare

dalla Sede Municipale,  16 Luglio 2015 

Commenti  

 
#5 poporopopo 2015-07-30 19:17
allora si e' redento il ragazzo ....come gia detto sopra da sabrina,che ne ha dette di cotte e di crude sul sindaco,ha fatto peccato e siccome e' un uomo di chiesa dovrebbe andare a fare un anno di meditazione e di digiuno x essere purificato in tibet!!!!
 
 
#4 Ryu 2015-07-23 00:41
per certe riflessioni c'è il seminario...i preti preghino senza ingerire in politica, bastano già gli elementi che abbiamo e per i quali tanti come me stanno pagando a proprie spese la malagestione del Comune. Per la nozione di pubblico ufficiale consulta il codice penale...e vedi chi ha la qualifica di pubblico ufficiale, certo non le GPG...è un consiglio
 
 
#3 pasqualone 2015-07-22 19:50
ma quello che ha scritto questo papiro ècolui che sul palco ha detto che un tizio era un pregiudicato1 MA MI FACCIA IL PIACERE......TUTTI A CASA LEI PER PRIMO
 
 
#2 sabrina 2015-07-21 08:51
ma non era lei che in campagna elettorale ne ha dette di cotte e di crude su roberto romagno??? adesso è addirittura rammaricato!!! ma mi faccia il piacere
cosa si fa x non perdere la poltrona!!!
 
 
#1 mister x 2015-07-20 10:27
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