Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Le nostre strade sono un pericolo pubblico

Rutigliano- Romagno e Valenzano, due esponenti rutiglianesi del Consiglio Metropolitano

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

La Città Metropolitana intanto dorme

 

I nuovi pericoli per le nostre comunità non vengono solo dalla costa, minacciata dalle trivellazioni petrolifere. Vengono in particolare dalle infrastrutture a (dis)servizio delle nostre comunità, che nonostante tutto pagano le tasse, eleggono esponenti politici locali nei Palazzi che contano, nella speranza di poter ricevere adeguate risposte alle “secolari” istanze.

Le strade non sono solo arterie di collegamento. Strade e infrastrutture efficienti sono il rilancio dell’economia locale. Rutigliano, Noicattaro, Casamassima, Cellamare, formano un quadrilatero mortale: questa settimana si sono registrati numerosi incidenti, come testimoniano alcuni Comuni del network “La Voce del Paese” (vedi pagine 8 e 9), tra i quali Rutigliano, Noicattaro e Casamassima. Il bilancio generale non scuote le coscienze dei politici che ci rappresentano, figuriamoci quello aggiornato a questa settimana di luglio: un morto a Noicattaro, e alcuni feriti sparsi nell’hinterland.

Le nostre infrastrutture sono un pericolo doppio: per la nostra incolumità e per l’economia locale. Con strade come quelle che collegano comuni come Rutigliano, Turi, Casamassima, difficilmente gli imprenditori potranno investire sul nostro territorio.

Da quando si è insediata la Città Metropolitana, ente sostitutivo della Provincia di Bari, le strade sono completamente abbandonate e scomparse dall’agenda politico-amministrativa, perché, paradossalmente, la Città Metropolitana, che vanta la presenza di ben due rutiglianesi in seno al Consiglio metropolitano, non ha più poteri e non sa come esercitare il potere. L’architettura istituzionale del neonato consiglio è ignota agli stessi esponenti che la abitano.

E allora più che strade, sembrano tracciati malandanti, serpentoni a ostacoli dalle superfici rugose o segnate come vene su cui scorre troppo spesso del sangue, che non grida più vendetta, tanto ci siamo abituati.

NICOLA TEOFILO

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