Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Caso Divella-Magel: un danno di immagine per Rutigliano?

Il sindaco Roberto Romagno

Dopo la sentenza del TAR, aggressione impropria nei confronti della comunità rutiglianese? Le considerazioni del sindaco Romagno

Sta assumendo sempre più i contorni di un vero e proprio accanimento mediatico nei confronti del comune di Rutigliano e della sua possibilità, legittima o illegittima, di abolire una norma che - a quanto pare - sembrerebbe superata. Nel mirino del Tribunale Amministrativo Regionale è finito, infatti, il cosiddetto articolo 13 della zona PIP, in base al quale sarebbe vietato l’insediamento di aziende che nell’aria emettono esalazioni insalubri, e abolitolo scorso 16 dicembre durante una seduta di consiglio comunale tutt’altro che pacifica. Ad esasperare ancor di più animi, però, è arrivata la sentenza del TAR, che ha accolto il ricorso avanzato dalla Divella S. p. a. sull’ipotesi di inquinamento ambientale che graverebbe sulla Magel di Borracci Nicola & C. Sas, nonché sull’ipotetico schieramento dell’ente comunale nel confronti di un’azienda ritenuta - dalla controparte - altamente dannosa per l’atmosfera.

“A prescindere da ciò che si pensa di una sentenza, ad ogni modo la si deve rispettare”, aveva commentato il sindaco Roberto Romagno qualche giorno fa durante un’intervista, ribadendo in una chiacchierata a microfoni spenti che “ la condivisione di una tale decisione spetta ai singoli soggetti. Io sono tranquillo perché so di aver operato in totale trasparenza e legalità, ma il danno peggiore lo sta subendo Rutigliano, sia in termini di immagine sia in termini di credibilità”. Un vero e proprio attacco mediatico, come si diceva all’inizio, che sta scatenando le più disparate testate giornalistiche, da quelle prettamente locali a quelle provinciali. “Il benessere della nostra comunità dovrebbe essere una priorità di tutti, senza distinzioni di schieramenti o di colore politico, né tantomeno di peso imprenditoriale, ma ritengo che questo stia venendo a mancare”, ha evidenziato rammaricato il sindaco.

Nessun giudizio, dunque, sulla sentenza che, condivisibile o meno, sta mettendo in discussione l’integrità dell’amministrazione: sotto accusa, infatti, sarebbe la "tempistica accelerata, quasi affrettata, con cui la Giunta comunale di Rutigliano, di sabato mattina, in assenza dell’Assessore all’Urbanistica e del Segretario generale, ha statuito di proporre al Consiglio comunale di voler dichiarare superato l’art. 13 delle NTA al PIP di via Adelfia, ravvisando una urgenza di provvedere non altrimenti motivata" - così come riportato dalla sentenza. Urgenza, tuttavia, dettata dalla Conferenza di servizi stabilita all’indomani della seduta di Consiglio dalla Città Metropolitana, nella cui sede era pervenuta la richiesta di autorizzazione alle emissioni in atmosfera. Eccesso di potere e lesione del principio di imparzialità della Pubblica Amministrazione, queste le accuse più pesanti mosse dal TAR, che stanno sottoponendo il comune ad una gogna mediatica senza precedenti. E a pagare lo scotto è sempre e comunque la comunità rutiglianese, balzata alle cronache quotidiane per una questione che - legittimamente o illegittimamente - si vuole enfatizzare nelle sedi meno opportune. Sentenza a parte, il polverone che si sta sollevando attorno alla vicenda su atteggiamenti che - a parer dei singoli - rasenterebbero la legalità e la trasparenza proprie di un ente comunale, è tale da scatenare persino le reazioni di partiti e gruppi politici con cui, su altre vicende ben più rilevanti, si era stabilito un fronte comune, con l’obiettivo di difendere e tutelare gli interessi dell’intera comunità.

Diritti lesi o non lesi, saranno gli organi preposti a valutarne e chiarirne le rispettive responsabilità, ma l’occasione della bagarre politico-amministrativa sta spianando la strada a strumentalizzazioni che - più o meno giuste e giustificate - stanno coinvolgendo posizioni e incarichi di diversa natura. Il timore è che, piuttosto che gli interessi della comunità rutiglianese, si punti soltanto a delegittimare ruoli e istituzioni - dal comune alla Città metropolitana, passando per gli enti a tutela della salute pubblica - e mettere in discussione il nome stesso di Rutigliano, imponendo logiche che sono ben lontane da quella maturità politica che dovrebbe caratterizzare i più. Nel frattempo, il Comune di Rutigliano si rimette al giudizio finale della Città Metropolitana, riunitasi lo scorso martedì 23 febbraio per una conferenza di servizi sulla questione.

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