Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Conflitto di interessi? Maggiorano sotto accusa

Michele Maggiorano, presidente del Consiglio comunale


Le note dell'avvocato del Comune dimostrerebbero il contrario

Nessuna consulenza professionale né posizioni di imparzialità: sarebbero questi i presupposti che 'scagionerebbero' quasi totalmente il presidente del Consiglio Comunale Michele Maggiorano dall'ipotesi del conflitto di interessi che, al principio della bagarre politico-amministrativa tra Divella e il Comune di Rutigliano sull'abolizione dell'art.13 della zona PIP di via Adelfia, lo vedeva coinvolto nella vicenda e chiamato a giustificare atteggiamenti che - a quanto dichiarava la controparte - avrebbero avuto poco di lecito e di trasparente. Tutti capi di imputazione che sarebbero stati smentiti: a latere della constatazione, infatti, sussisterebbe la richiesta dell'avvocato Derobertis, legale dell'Ente comunale in questa vicenda, affinché venissero controllati gli atti di Magel ed Ecoplast - le due aziende per cui Maggiorano era accusato di aver prestato consulenze professionali - alla ricerca delle prove che ne dimostrassero l'effettivo coinvolgimento. Documenti che, secondo alcune indiscrezioni, avrebbero riportato soltanto una consulenza non pertinente ai fatti (inefficace quindi per l’accusa) in tempi non sospetti per un'altra azienda, consorziata alle prime due.

Ma l'accusa, dopo la caduta degli estremi nei successivi atti presentati dall'avvocato dell'ente comunale, torna adesso insistente a farsi sentire. Ad avanzarla, assieme ad una decisa richiesta di dimissioni, è il PD di Rutigliano, che nei giorni scorsi ha diffuso un comunicato stampa per protestare contro l'incapacità, l'approssimazione e la scelleratezza - questi i tre aggettivi usati - dell'amministrazione Romagno. Parole dure, che però non troverebbero riscontro alcuno nelle volontà del presidente Maggiorano: il Comune, infatti, non si sarebbe ancora espresso in merito ad un eventuale controricorso al Consiglio di Stato, in attesa di valutazioni e di considerazioni che, in ultima analisi, dopo il parere del legale dell'ente, spetterebbero solo e soltanto al sindaco Romagno. A lui, dunque, si rimetterebbe la decisione di muovere le controaccuse nei confronti della sentenza espressa dal TAR lo scorso 12 febbraio: cadendo l'accusa su Maggiorano e analizzando attentamente gli elementi addotti dal Tribunale Amministrativo Regionale, potrebbero esserci tutti i requisiti per condurre il Comune sulla strada della reazione uguale e contraria verso la Divella S.p.a.

Certo è che, vacillando l'ipotesi del conflitto di interessi da parte di Maggiorano, potrebbe non stare in piedi la richiesta di dimissioni del PD.

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