Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Da Rutigliano a Parigi: Endri Dani e Pippo Moresca in “Poiein”

Endri Dani e Pippo Moresca durante le riprese di Poiein


L’artista visuale albanese espone al Pompidou il suo omaggio a Rutigliano

Abbiamo avuto modo di conoscere il suo lavoro lo scorso autunno, grazie ad un progetto di valorizzazione finanziato dal SAC, ed ora si apre un nuovo capitolo per un artista legato al territorio rutiglianese. Parliamo di Endri Dani, un artista visuale nato nel 1987 a Shkodra (Albania). L’artista è stato ospite della comunità rutiglianese durante la scorsa edizione di “Residenze d’Artista” promossa dal SAC e dal museo Pino Pascali. L’iniziativa ha visto interessati Chiara Cunzolo, Pierpaolo Miccolis e lo stesso Endri Dani in una vera e propria convivenza rutiglianese e, attraverso questa, lasciarsi ispirare al fine di produrre un’opera d’arte che rispecchiasse la personale visione artistica.

L’opera di Endri Dani è stata un video intitolato “Poiein” (dal greco inventare, comporre, produrre, fare), nato dall’incontro dell’artista con il Maestro rutiglianese Pippo Moresca. Il cortometraggio, difatti, mostra il Maestro Moresca alle prese con la creazione di un fischietto, utilizzando unicamente la terra grezza e strumenti d'occasione. Una volta terminato il lavoro manuale, grazie all’unione di due elementi (terra e aria) viene data vita al suono che si espande nello spazio. Il lavoro di Endri Dani, che può essere definito un vero e proprio omaggio dell’autore a Rutigliano, è in questi giorni esposto presso il Centre Pompidou di Parigi, in una rassegna artistica intitolata “Museum On-Off”, inaugurata lo scorso 27 aprile.

Abbiamo intervistato, per l’occasione, i due artisti: l’artista visuale Endri Dani ed il protagonista Pippo Moresca.

Signor Moresca, come ha incontrato Endri Dani per la prima volta?
"Ero in laboratorio, stavo lavorando e vedo entrare questo giovanotto. Si presenta come un giovane artista invitato dal museo “Pino Pascali” a realizzare quest’opera qui a Rutigliano. Voleva realizzare qualcosa con la terra ed ha pensato chiaramente ai figuli. Abbiamo iniziato a chiacchierare. Aveva già un’idea chiara in testa sull’intervento che doveva fare su questa poesia, nella quale la terra era l’elemento centrale del discorso: la terra attraverso il fiato doveva 'suonare'. E su questo abbiamo lavorato".

 

Quale è stato il suo apporto al lavoro di Dani?
"Voleva che portassi i miei strumenti. Io gli ho detto: Se andiamo a lavorare la terra, dobbiamo lavorare con ciò che troviamo lì. Si è fidato di me e questo è il risultato".

 

Endri Dani, ci parlerebbe del “Museum On-Off”?
"Al Centre Pompidou di Parigi c’è un progetto che durerà 4 mesi, il “Museum On-Off”. In questi giorni ci saranno tre esibizioni permanenti, uno di questi progetti prevede un dialogo tra due artisti, Endri Dani e Matali Crasset (Industrial Design francese). Questo incontro di artisti si chiama “from their hand” (dalle loro mani) e li unisce il tema unico del “prodotto con le mani dell’artigiano”. I curatori vogliono dare una nuova immagine al museo. Il Centre Pompidou a Parigi è un museo ancora elitario. Hanno affidato questo spazio a vari artisti soltanto per comunicare al pubblico il messaggio dell’arte facendo divertimento e spettacolo. Per coinvolgere le persone. Matali Crasset ha lavorato a contatto con gli artigiani di Parigi e africani, mentre i miei progetti esposti saranno due opere che tratteranno gli artigiani albanesi e il video “Poiein” che racconta degli artigiani rutiglianesi".

 

Come si svilupperà l’esposizione?
"La rassegna sarà inaugurata il 27 aprile. Sabato 30 aprile, invece, ci sarà una particolare performance. Tutti gli artisti coinvolti hanno a disposizione un giorno per poter utilizzare il quarto piano per attuare un intervento. Ho fatto in modo che il mio intervento avesse un legame con il video “Poiein”.

 

Cosa ha in mente per la sua performance?
"Lo spazio dedicato alla performance, il quarto piano, sarà il luogo in cui le nostre opere potranno entrare in comunicazione con i dipinti già presenti nel museo. La mia presentazione verterà sul legame con il video “Poiein” girato a Rutigliano con Pippo Moresca. Durante le riprese, Pippo ha preso la terra argillosa di Rutigliano e abbiamo preparato un fischietto a mano, senza entrare nei processi di studio, non è entrato nei processi commerciali. Il mio lavoro va direttamente dalla Natura a Parigi. Durante la performance ci saranno cinque ragazze dall’Opera Nazionale di Parigi che faranno musica con strumenti a fiato. L’obiettivo è di creare un dialogo tra l’arte contemporanea e le opere esposte che sono parte della Storia".

 

Quella dell’artigiano è una figura centrale di molti suoi lavori, come mai?
"Sono molto legato alla figura dell’artigiano per vari motivi. Il primo è per una questione familiare: mia madre ha lavorato la filigrana in Albania durante il regime comunista. L’altro motivo è perché considero l’artigianato come uno spazio in cui riflettere sulle radici dell’arte stessa. L’artista non è altro che l’evoluzione dell’artigiano, un artigiano che continua a prendere e perdere lo “status”. Ad esempio , nella storia dell’arte, abbiamo continuamente questo gioco di “status”. La figura dell’artigiano è sempre presente nei miei lavori perché rifletto molto su questa cosa: l’arte è l’evoluzione dell’artigianato e cerco di vedere questa relazione nei nostri giorni".

GIANLUCA GIUGNO

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