Martedì 25 Giugno 2019
   
Text Size

ICI: IL REGALO FATTO A DEGENNARO DUE ANNI FA

Titolo_Levante

E' ritornato di cronaca il tema dell'Ici delle aree edificabili col regolamento approvato in consiglio comunale mercoledì scorso che dà la possibilità agli evasori di mettersi in regola senza pagare le penalità fino a 1000 euro di tributo. In quel consiglio comunale aleggiava la questione Ici dovuta  da Fusillo-Logistica Sud per i suoli del Piano particolareggiato di via Adelfia, una vicenda simile a quella del contenzioso Ici tra comune ed Eurologistica di Degnnaro del '05, imposta dovuta allora per quegli stessi suoli. Su questa vicenda vi proponiamo una inchiesta di stringente attualità fatta da Gianni Nicastro e pubblicata su "il Levante" del 12 giugno 2008.


«IL COMUNE BATTE CASSA:

DALLA EUROLOGISTICA 300 MILA EURO

RUTIGLIANO - C’è un importante contenzioso Ici tra comune di Rutigliano ed Eurologistica -società del gruppo Degennaro- che volge a termine proprio in questi giorni.
Alla Eurologistica il comune ha contestato una differenza sul pagato Ici di quasi 300mila euro riferita alle aree edificabili del Piano particolareggiato di via Adelfia, aree non più in sua proprietà perché vendute nel 2005 alla Logistica Sud di Vito Fusillo.
Si tratta di tre accertamenti (2001-03) che la Eurologistica ha impugnato presso la Commissione Tributaria di Bari. In tutto, gli anni di maggior valore che il comune contesta, sono cinque, 2001-05, di cui solo tre già accertati. Per affrontare questo contenzioso l’amministrazione comunale si è fatta assistere da un tributarista di grido, Luigi Lovecchio, esperto consulente del “Sole 24 ore”.

LE PERPLESSITA’

Su questa vicenda, a nostro modo di vedere, ci sono due cose che suscitano perplessità: la Eurologistica paga quello che il comune gli ha detto di pagare, per questo impugna i tre accertamenti, ma poi  propone un accordo; il comune accerta un valore in più che, in base a una delibera del 2001, non avrebbe potuto accertare perchè il valore pagato dalla Eurologistica era quello fissato dalla stessa giunta comunale.

“Il nostro punto debole -dice infatti il dott. Chiantera, direttore dell’Ufficio Tributi- era che purtroppo nella delibera in cui furono fissate le aree tempo addietro, quando loro (i Degennaro, ndr) erano in possesso di quell’area, i valori erano molto bassi e loro si riferirono a quelli”.

Per l’area in questione la delibera di cui parla il dirigente dei tributi (la n. 45/01) fissò un valore di 11.600 lire al metro quadro per l’anno di imposta 2001. In base a questi valori e alle carte che abbiamo nelle mani la Eurologistica dovrebbe aver pagato di Ici il 6‰ di 12 miliardi (si tratta di 104 ettari di suolo edificabile) meno il 30% nel caso l’area non fosse urbanizzata, e quell’area all’epoca non lo era. Dovrebbe, dunque, aver pagato per quegli anni una somma di circa 25.000 euro l’anno.

Che la Eurologistica abbia pagato l’Ici è pacifico, che l’abbia pagato nei termini qui descritti è probabile: perché, allora, il comune a fine 2005 invia a Degennaro accertamenti per un maggior valore ICI?

“Noi gli abbiamo contestato altri valori -ci dice Chiantera- che si riferivano agli atti di vendita ...siamo partiti da quell’importo, che abbiamo determinato in fase di contenzioso”. Il direttore dell’ufficio tributi non ha voluto riferire qual è la cifra che il comune ha contestato alla società, sappiamo però che il contenzioso si è chiuso su una proposta di 300mila euro complessivi che è stata la stessa società a fare attraverso una “conciliazione giudiziale” richiesta “a fini transattivi” per “la definizione del valore delle aree edificabili in base al prezzo al metro quadrato risultante dalle evidenze dell’Agenzia del Territorio”, come recita la delibera (n. 88) con cui la Giunta ha approvato il 3 giugno scorso la proposta di conciliazione fatta dalla società. Anche il dott. Chiantera ha sostenuto che la vicenda si è chiusa sulla base del prezzo determinato dall’Agenzia del territorio.

I CONTI NON TORNANO

Ma c’è qualcosa che non quadra. L’ufficio tributi dice che il maggior valore è stato accertato sulla base di un atto di vendita, sulla base -quindi- di un valore di mercato, quel “valore venale in comune commercio” di cui parla, al comma 5, l’art. 5 del D.Lgs 504/92. E’ lo stesso dott. Luigi Lovecchio a dire che “il valore da dichiarare è quello di mercato al 1° gennaio di ciascun anno”, e lo dice in un articolo apparso su ‘ilsole24ore.com’ del 12 dicembre 2007 dall’eloquente titolo: “Aree edificabili, l’Ici si fa spazio”.

Ora, se le cose stanno così, la somma che Degennaro deve di Ici al comune di Rutigliano crediamo sia molto più alta di quella concordata in sede di conciliazione.
Alla società probabilmente conviene chiudere, e anche in fretta, perché l’atto di vendita di cui si parla “è quello tra la Italcostruzioni e la Eurologistica avvenuto nel 2001”, ci ha riferito l’assessore Franco Poli in un colloquio avuto in merito a questa vicenda.
L’Italcostruzioni vendette quei 104 ettari a 80miliardi di vecchie lire: questo dovrebbe essere il valore “venale di comune commercio” di cui parla la legge e sulla base del quale avrebbe dovuto essere calcolata l’Ici, 80miliardi meno il 30% di abbattimento per le urbanizzazioni.

Quello che è successo, invece, è che il prezzo l’ha determinato l’Agenzia del Territorio, e lo ha fatto certo non tenendo presente quegli 80miliardi, altrimenti Degennaro sarebbe chiamato a dare al comune una somma più grande di quei 300mila euro.
Si dice che al comune conviene chiudere, che non può chiedere di più a causa della presenza di valori da lui stesso fissati nel 2001 e a cui la Eurologistica si è attenuta. Ma anche questo assunto è, in qualche modo, smentito dallo stesso Lovecchio, consulente del comune, il quale nell’articolo prima citato dice ancora: “…il comune, in presenza di una dichiarazione che non è adeguata agli importi deliberati, può procedere all’accertamento anche disattendendo gli importi, qualora esso sia in possesso di dati che consentono di arrivare a un valore maggiore”.

Come abbiamo visto il comune è in possesso di quei dati, cioè sa che nel 2001 quelle aree sono state vendute per un valore di 80miliardi; stando a quello che dice il tributarista lo stesso comune sarebbe nelle condizioni di ritenere più conveniente andare in giudizio che addivenire a un accordo al ribasso. E, forse, non è un caso che a proporre quell’accordo sia stata la società di Degennaro, la stessa che ha impugnato gli accertamenti, e non il comune.

CURIOSE COINCIDENZE

Al di là dell’analisi fin qui fatta sulla base degli atti che abbiamo a disposizione, c’è un’altra cosa che si vuol far notare.
La delibera che ha fissato i valori ai fini Ici delle aree edificabili è causa di continui contenziosi tra comune e contribuenti, tant’è che l’amministrazione sta pensando di revocarla quanto prima. Il dott. Lovecchio dice, sostanzialmente, che anche in presenza di quella delibera il comune può chiedere l’effettivo valore di mercato delle aree edificabili in questione, ma se non ci fosse sarebbe stato più agevole da parte del comune ottenere quel valore, o per lo meno non ci sarebbero giustificazioni a favore di un accordo.

Ora, è curioso constatare che la Giunta municipale approva quella delibera e, quindi, determina i valori minimi delle aree edificabili, esattamente un mese dopo l’atto di compravendita tra l’Italcostruzioni e la Eurologistica avvenuto il 27 febbraio 2001, mentre la delibera è del 29 marzo dello stesso anno. La Eurologistica, dunque, quando entra in possesso dell’area comincia a pagare l’Ici non sulla base del valore di mercato, così come avrebbe voluto la legge di riferimento (che è del ’92), ma sulla base dei valori minimi un mese prima definiti dall’amministrazione Di Gioia che coprono un arco di tempo a ritroso che arriva fino al 1995. Una coincidenza fortunata per i Degennaro, che entrano in possesso di quell’area proprio nel 1995 attraverso le due società del gruppo: Italcostruzioni ed Eurologistica, appunto.

C’è da dire, infine, che nel 2001 i Degennaro godevano di un particolare, benevolo, atteggiamento da parte dell’amministrazione, perché comprarono quei suoli dal Consorzio Città Commerciale e dall’IPAB con l’intenzione prima di fare il più grande centro agroalimentare del Mezzogiorno, poi  l’ “interporto logistico più grande d’Europa” (quest’ultimo lo avrebbero realizzato insieme al gruppo Ferri che di lì a poco fallì in un mare di problemi giudiziari). Due faraoniche iniziative imprenditoriali rivelatesi, come i rutiglianesi sanno, due colossali bidoni.

Incantato dalla favola sullo sviluppo economico e occupazionale che avrebbe indotto il “Polo logistico Ferri”, il comune -dal ‘01 al ’03- si mise a disposizione della Eurologistica, adoperandosi con zelo nel velocizzare l’iter amministrativo di tutto quanto chiedeva la società di Degennaro: varianti, autorizzazioni, concessioni edilizie… Una frenetica attività amministrativa che nel ’03 attirò l’attenzione finanche di un magistrato della Procura di Bari.
Con questo, ovviamente, non vogliamo dire nulla, semplicemente abbiamo fatto notare una fortunosa coincidenza.

Gianni Nicastro»


Commenti  

 
#1 antonio8 2010-07-06 05:36
magari i soldi risparmiati da degennaro staranno a parchitello ;-)
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI