Rinascita Rutiglianese ascolta DeGregorio

Mimmo De Gregorio


“L’Io non esiste nello sport e nella vita. L’arma in più è il lavoro di gruppo”

È stata una rete del centrocampista Giovanni Catalano su punizione a far tornare il sorriso in casa Rinascita Rutiglianese, vittoriosa - domenica scorsa - sul neutro del San Pio (Bari) al cospetto del Giovinazzo. Dopo la sconfitta all’esordio col Noci, quindi, può brindare al successo il neo-tecnico Muzio Di Venere. Felice anche il Direttore Generale Mimmo De Gregorio: “Il successo contro il Giovinazzo può rappresentare la svolta per la nostra stagione”. Rinnovata la totale fiducia nelle potenzialità di mister Di Venere che, in breve, ha ribadito il “dictat” in casa granata: impegno e tanto lavoro. L’ex allenatore del Bitonto, poi, ha attribuito al gruppo l’arma in più per riemergere dall’attuale classifica per la Rutiglianese. Della stessa opinione De Gregorio che, ricalcando le parole di Di Venere, ha affermato: “L’Io non esiste nello sport e nelle vita. L’arma in più è il lavoro di gruppo”.

Giunti nella Sala Stampa del Comunale di Rutigliano, abbiamo avuto modo di discutere dell’attuale momento in casa granata con lo stesso Direttore Generale. Allo scambio di battute con quest’ultimo hanno fatto seguito, infine, le dichiarazioni di Muzio Di Venere, che ha attribuito importanza ai sacrifici e all’umiltà . “Con questa formula, breve e preziosa al contempo, sono riuscito a raggiungere tanti traguardi nella mia carriera”. Interessante, a questo punto, sarà la sfida di domenica prossima contro la Fortis Altamura, per una Rutiglianese alla ricerca della miglior quadratura con il nuovo mister in panchina.

Il weekend appena concluso ha visto l’en plain di entrambe le compagini della Rinascita Rutiglianese (squadra grande e Juniores). Due successi che acquisiscono importanza soprattutto in chiave morale. Qual è il tuo commento su queste due vittorie?
"Il ritorno a successo della prima squadra è importantissimo. La vittoria - se non erro - mancava dal 15 Novembre, esattamente dalla trasferta di Stornara (0-1 al cospetto del Real Siti). Da allora, nelle sette partite successive, è arrivato un solo punto, condito da 20 reti subite e 5 fatte. Penso che la vittoria contro il Giovinazzo, domenica scorsa, possa costituire la svolta per il prosieguo del campionato. È stata un’ottima conferma anche per il mister Muzio Di Venere che - a onor di cronaca - aveva avuto un solo allenamento a disposizione per preparare la gara d’esordio col Noci".

I dati da te citati hanno fatto sì che la società tornasse attiva sul mercato e, difatti, sono arrivati un difensore centrale, Donato Vittorio, e un attaccante, Giuseppe Sciangalepore.
"Con i nuovi innesti ho visto dei miglioramenti, a livello di gioco, già con il Giovinazzo. Ammetto che i neo arrivati si sono inseriti bene nel gruppo, anche se - a detta del mister - c’è ancora tanto da lavorare. Io sono d’accordo con lui. Credo che quando si viene da un periodo così buio, ai giocatori occorre del tempo per recuperare energie mentali, derivanti magari anche dal cambio panchina che - di per sé - è sinonimo di “novità” su svariati fronti. Muzio Di Venere è un allenatore esperto, con alle spalle un eccellente carriera da giocatore tra l’altro, e che nel suo palmares vanta svariati traguardi raggiunti. La vittoria di domenica scorsa, in ultima sintesi, ha ridato tranquillità a un gruppo che, a mio avviso, si era perso".

Qual è, secondo te, la causa di questa perdita?
"Può darsi sia stata l’eccessiva euforia. Abbiamo erroneamente pensato di aver fatto grandi cose, dopo Stornara, quando in realtà non era stato fatto ancora nulla. Non ti nascondo che, durante il viaggio di ritorno, io ammonii i giocatori perché c’era, appunto, un eccesso di euforia. Con l’esperienza che ho accumulato negli anni , avvertii la necessità di 'far tornare con i piedi per terra' tutti. Accanto a questo, c’è da prender atto di un roster “striminzito” e di infortuni e squalifiche. Penso che 'non eravamo campioni all’inizio ed ora, però, non siamo diventati brocchi'. Se ci sarà l’impegno che ha caratterizzato la prima settimana con il nuovo mister, usciremo presto da questa situazione".

Spostandoci invece sulla Juniores di mister Marino?
"La Juniores quest’anno non sta ripetendo l’ottimo ruolino di marcia della stagione passata. Sono dell’idea che , come per i più grandi, anche la Juniores necessiti di una guida dirigenziale sempre presente al fianco dell’allenatore. Il ruolo del “vice” funge da confronto quotidiano con il mister, perché - a volte - anche un suggerimento qualsiasi può avere il suo peso. Accanto a questo, il gruppo è molto giovane e - ci tengo a ribadire questo - composto da ben nove giocatori rutiglianesi".

Quanto impegno ci vuole nella gestione di un gruppo giovane?
"Le difficoltà sono plurime. I giovani d’oggi hanno perso la voglia che un tempo caratterizzava i loro coetanei avendo, soprattutto, più distrazioni attorno a loro. Non ti nascondo che, a mio avviso, accanto alla vita calcistica di ogni singolo ragazzo, attenzioni merita soprattutto il loro impegno scolastico. L’anno scorso io, in primis, mi interessavo dell’andamento dei “miei” ragazzi che - a onor del vero - conclusero l’anno scolastico nel miglior modo possibile. Quest’anno la mia vicinanza - in tal senso - alla Juniores è diminuita, anche perché la squadra grande mi porta via già molto tempo".

Una delle noti positive di questo parte di stagione è, però, il rendimento degli under in prima squadra.
"Si, sono in totale accordo. Nel match di domenica ha trovato un posto nell’undici titolare il centrocampista Liturri, che mi ha particolarmente colpito. Ha fatto una grande gara e sta crescendo. Tra gli altri mi ha convinto a pieno anche il terzino Gabry Ferro che si è conquistato il posto ormai da tempo. Mi vien da citarti anche Gianluca Di Fronzo tra i giocatori più interessanti a nostra disposizione".

In ultima sintesi, ti chiedo le prime impressioni sul neo-tecnico che, è pur vero, tu conosci da molto tempo.
"Di Venere sta cercando di ridare, anzitutto, una buona forma atletica ai nostri giocatori. Anche se tu giocatore ti alleni ma non ci sei con la testa, l’allenamento non serve. Prima delle forza fisica, occorre quella mentale. Dopo questo primo aspetto, Muzio ha cercato di dare un’identità tattica trovando il modulo più adatto alla squadra per riprenderci dall’attuale situazione di classifica. Contro il Giovinazzo, ho finalmente visto la squadra creare occasioni essendo andati per ben quattro volte vicini al raddoppio".

Proprio le parole del neo-tecnico Muzio Di Venere sono arrivate a conclusione del nostro incontro nella Sala Stampa del Comunale. Umile lavoratore - così come si etichetta - l’ex tecnico del Bitonto, nonché bandiera della Salernitana in B e dell’Avellino in A, Di Venere ha brevemente dichiarato: “Lavoro in silenzio così come ho sempre fatto nella mia carriera. Non mi piace avere gli occhi addosso e, al contempo, pretendo dai miei giocatori il massimo impegno”. In totale accordo con il Dg De Gregorio, anche Di Venere ribadisce l’importanza della collaborazione all’interno di un gruppo. Non sono mancate le considerazioni del mister sulla nuova piazza: “Mi rammarica l’assenza di pubblico sugli spalti. Questo fattore rinvigorisce gli avversari che, giunti qui, si sentono come a casa”. Opinione condivisa in toto anche da De Gregorio , dispiaciuto dalla mancanza, accanto al gruppo Nuova Guardia, di una vera e propria risposta di “tifo” dalla cittadinanza.

MICHELE RUBINO