Mercoledì 15 Agosto 2018
   
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Due chiacchiere con il baby grifone Giuseppe Franco

Giuseppe Franco - In foto con la maglia n. 10


“Felice di essermi sbloccato. Un’emozione giocare con la maglia granata”

Il mondo del calcio è pieno di storie come quella del classe (’99) Giuseppe Franco (nella foto con la maglio numero 10). Nato - cosi come ci ha detto - con la passione per il “pallone” nel cuore, il giovane rutiglianese ha coltivato il suo primo amore raccogliendo gioie e delusioni nel cammino che, nel giro di pochi anni, lo ha portato a vestire la maglia della squadra del suo paese.

“È un emozione indescrivibile giocare qui a Rutigliano” ha dichiarato Franco, felice per aver posto la parola fine - con una doppietta - ai problemi fisici che lo avevano tenuto lontano dai campi per un mese. I suoi due goal, infatti, sono valsi il ritorno alla vittoria per la Juniores di Mister Marino, proiettata già al big match di sabato 23 contro i “cugini” nojani. “Vorrei tanto segnare nel derby”, ha ammesso il baby grifone, motivatissimo per agguantare - a tutti i costi - i tre punti. Sul futuro Franco non si sbilancia, rimane con i piedi per terra e trae quel pizzico d’ispirazione che non fa male da Gonzalo Higuain, attuale capocannoniere della Serie A.

Ecco l’intervista integrale a Giuseppe Franco, a cui vanno i nostri ringraziamenti per la disponibilità e gli auspici per un futuro roseo e pieno di successi.

Partiamo da una domanda semplice. Com'è nata la tua passione verso il calcio? Descrivici gli inizi e il prosieguo della tua avventura in questo sport.
"La passione per il calcio è nata in me sin da subito. A tal proposito, credo che questo genere di passione colpisce chiunque già da “piccolo”. Essa si alimenta perché rappresenta un momento di condivisione di emozioni, gioie e delusioni, al contempo, con tutta la squadra. Anche il creare un gruppo è fondamentale nella crescita. Negli ultimi due anni ho giocato con la maglia della Pro Gioventù Noicattàro, mentre da Settembre faccio parte - come tu ben sai - dell’under 18 della Rinascita Rutiglianese".

Ci sono giocatori a cui ti ispiri particolarmente? Se si, perché?
"Premetto che punto ad intraprendere una mia strada. Se dovessi citarti un modello d’ispirazione, per il mio ruolo, ti citerei Gonzalo Higuain, l’attaccante del Napoli che mi sta entusiasmando particolarmente".

Sabato sei andato in goal con una doppietta, regalando di fatto il successo alla tua squadra. Quanto è importante quel successo in chiave morale?
"Molto perché venivamo da una serie di partite positive dal punto di vista del gioco ma negativa dal punto di vista della classifica. Finalmente mi sono sbloccato dopo un inizio di stagione pessimo, in cui sono stato indisponibile a causa di un infortunio. Sabato abbiamo la partita più importante del campionato: il derby contro il Noicattaro. Cercherò a tutti i costi di fare un ottima prestazione e non ti nascondo che vorrei tanto segnare o, quanto meno, portare a casa la vittoria".

Con un girone di ritorno ancora da disputare (o quasi), quali obiettivi hai da raggiungere per quest'anno?
"Il mio obiettivo personale è quello di arrivare almeno a 10 goal, mentre quello della squadra in generale è quello di esprimere un gioco bello e far divertire quanti ci vengono a vedere. Accanto a questo, chiaramente, c’è la voglia di risalire al più presto in classifica".

Che emozione crea l'idea di giocare con la maglia del proprio paese?
"L'emozione che si prova giocando con la maglia del proprio paese è una cosa indescrivibile. Dare l'anima per portare in alto i colori del proprio paese. Certo questo accomuna noi giocatori rutiglianesi, ma ti assicuro che tutti si impegnano al massimo durante la settimana e lottano in campo sino alla fine".

Domanda in chiave futura. Qual è il tuo sogno nel cassetto?
"Per ora non ho ancora trovato il sogno da custodire nel cassetto. Sono molto scettico su questo aspetto. Credo che i sogni difficilmente si realizzano ma, ad ogni modo, io do tutto me stesso in ogni cosa, anche al di fuori dell’ambito sportivo. Quanto mi potrà riservare la vita, ben verrà".

MICHELE RUBINO

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