Allenatore minacciato e giocatrici insultate

Le ragazze dello Sport Centre Rutigliano con la campionessa Vezzali


Cronaca del pomeriggio anti-sportivo vissuto dallo Sport Centre Rutigliano

“Contrario alle regole cavalleresche e allo spirito dello sport”. È questa l’accezione che, in tutti i vocabolari, è possibile riscontrare di fianco al termine “antisportivo”. Un'espressione quanto mai appropriata per riassumere, con una sola la parola, il pomeriggio vissuto dalle pallavoliste rutiglianesi dello Sport Centre Rutigliano lo scorso martedì. L’unica compagine del “volley” del paese, infatti, vedeva la propria stagione - campionato di Prima Divisione Femminile - prendere il via a Conversano, contro le padroni di casa dello Young Volley. A onor di cronaca il match si è concluso con il successo delle conversanesi per 3-2, dopo una partita al cardiopalma. L’agonismo messo in campo, però, è passato in secondo piano, complici alcuni episodi non trascurabili che hanno visto protagonisti gli spettatori di casa. Per ricostruire il tutto , abbiamo raccolto la testimonianza di una giocatrice dello Sport Centre, disponibile a parlar a nome di tutto il gruppo e narrare le peripezie di un pomeriggio destinato a scrivere una brutta pagina di sport.

Allora, andiamo per gradi. Com’era la situazione ad inizio partita?
"La partita è stata combattutissima dall’inizio alla fine, come testimonia il punteggio. Sin dal primo set, alcune scelte arbitrali hanno scatenato le proteste nostre e delle avversarie. Questo però è una componente che accompagna tutte, o quasi, le discipline sportive".

Quando l’ambiente, per così dire, ha iniziato a surriscaldarsi?
"Dal 3o set in poi. Eravamo sotto 2-0 e nel terzo set stavamo reagendo e, dopo lo svantaggio, chiaramente ci stavamo caricando particolarmente all’idea di poter recuperare la partita. Nella nostra più totale incredulità, però, l’allenatore avversario ci dice più volte di non esultare davanti a loro. Ad oggi, dopo qualche giorno, non riesco ancora a dare una spiegazione a questa assurda richiesta".

Per quanto riguarda la situazione tra il pubblico, cosa puoi dirci?
"Nel 4o ci siamo trovati nella metà campo adiacente al pubblico. Le ridotte misure dell’impianto facevano si che uno spettatore, addirittura, si trovasse sulla linea di battuta e non permettesse ad una mia compagna di 'battere'. Il nostro allenatore ha più volte richiamato l’attenzione dell’arbitro e, pacatamente, si è rivolto anche al ragazzo. Quest’ultimo, gli si è scagliato contro minacciandolo con eloquenti “Vedi di stare zitto o fai una brutta fine”. Il direttore di gara aveva perso la situazione di mano e, fortunatamente, il 'teppistello' della situazione è stato diviso ed allontanato da un presente".

Quando la situazione è divenuta insostenibile?
"Ci giocavamo la vittoria al Tie Break, ovvero il quinto set. Avevamo recuperato la partita e potevamo portare a buon fine la rimonta. Tra il pubblico notiamo la presenza di ragazze della compagine di Serie D proprio dello Young Volley Conversano. Queste, che chiaramente non nutrono particolare astio con me e le mie compagne, hanno iniziato a massacrarci di insulti pesanti come “p*****e”. Se a ciò aggiungi i fischi e le urla durante le nostre azioni da parte del resto della platea, arrivi alla conclusione che giocare una partita di pallavolo in queste condizioni è insostenibile".

Quale morale avete colto da questo episodio?
"Non è difficile immaginarla. Tra l’altro, giusto una settimana fa, abbiamo avuto modo di apprendere pillole di sano sport da Valentina Vezzali. Vedere come, nel concreto, quell’idea di sport viene meno ci scoraggia particolarmente. Abbiamo rimesso “in piedi” una partita quasi persa e perderla, oltre che per merito avversario, anche per un contesto di gioco fuori dal normale ci butta giù. Tutte insieme, però, siamo pronte a ripartire perché la pallavolo è un mondo dal quale non si esce per la 'pochezza' di gente che ,questo mondo, non lo conosce".

Particolarmente rammaricato, infine, anche il Presidente dello Sport Centre Rutigliano Nicola Meduso, figura presente da anni nello sport cittadino: “Siamo molto rammaricati soprattutto per l’atteggiamento scorretto delle atlete conversanesi che, devo ammetterlo, hanno perso i valori dello sport. Quell’insieme dei valori che, fortunatamente, distinguono le nostre atlete. Con queste brevi parole colgo l’occasione per ringraziare la Redazione per l’interesse mostrato nei nostri confronti”.

MICHELE RUBINO