Venerdì 15 Novembre 2019
   
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A lezione di Pancrazio dal rutiglianese Filippo Faccilongo

Il CS Athlon Lecce ai Campionati Italiani Assoluti- sulla destra Filippo Faccilongo


“Amo questo sport per l’utilità dei valori che trasmette”

Il “Pankration” affonda le sue radici nell’antica Grecia. Esso potrebbe essere ribattezzato come la “madre” di tutte le discipline di arti marziali. Da qui derivano, infatti, pugilato, lotta greco-romana e tutte le arti marziali orientali. Si tratta di una delle più micidiali, complete e spettacolari tecniche di combattimento. Il Pankration si basa su tecniche a distanza (calci e pugni), su tecniche di corpo a corpo e tecniche di combattimento al suolo. In ragione di ciò, si può definire combattimento totale.

Quanto detto finora costituisce il miglior preambolo alla lezione che Filippo Faccilongo, istruttore appartenente alla società CS Athlon Lecce Rutigliano-Noicàttaro, ha avuto modo di “impartirci” in una piccola chiacchierata. I risultati recenti ottenuti dalla società ai campionati italiani assoluti 2016 (a San Pietro al Tanagro) proiettano Filippo e i suoi allievi al mondiale che, a Novembre, si svolgerà ad Eboli. “Sarà emozionante prender parte ad una competizione così prestigiosa. Cercheremo, sicuramente, di far bene ma è già una soddisfazione esserci” - ha affermato Faccilongo, disponibile a parlarci delle attività che la società svolge, quotidianamente, nella sede sita a Noicàttaro. Ecco l’intervista integrale rilasciataci dal maestro, che ringraziamo per l’enorme disponibilità e a cui auguriamo un futuro pieno di successi con la sua società.

Allora Filippo, innanzitutto parlaci della tua società. Come la presenteresti ai lettori?
“Faccio parte del CS Athlon Lecce Gaetano Briamo. Occorre, anzitutto, spiegare questa denominazione. Gaetano Briamo è presidente Nazionale della Federazione Italiana Pankration , docente federale formazione tecnica F.I.Pk, docente federale formazione tecnica. Accanto a questo, ci sono titoli meramente individuali che detiene il maestro Briamo come, ad esempio, il titolo di 7 Dan di Pankration. La mia società, come si evince dallo stesso nome, ha sede a Lecce. Col passare degli anni, abbiamo fatto i conti con la necessità di espanderci. Questo ci ha portato a fondare altre due sedi: una a Bassano del Grappa ed un’altra, quella da me gestita (con sede a Noicàttaro) anche grazie al supporto di uno sponsor locale . Siamo in realtà delle succursali della sede centrale. Non ti nascondo che le nostre idee di espansione non sono finite qui e tutt’ora siamo con la mente al futuro in tal senso”.

Come riuscite a gestire le attività tra le sedi? Nel particolare, poi, quali attività vengono svolte all’interno della tua palestra?
“Parto dal presupposto che gli allievi hanno bisogno di allenamento quotidiano. Per questo nella mia palestra svolgiamo regolarmente sedute di allenamento. Il Pankration, però, è uno sport che ha necessità anche di un certo affiatamento tra gli atleti laddove si consideri che ci sono modalità di allenamento che prevedono anche un “2 vs 1” o un “3 vs 1”. Questo ci spinge, spesso e volentieri, a ritrovarci nella sede centrale ed allenarci tutti assieme. L’affinità è un elemento imprescindibile”.

A chi sono indirizzate le attività? Quanti iscritti ha, inoltre, la tua sede?
“Le attività sono aperte a tutti. Penso che non ci siano requisiti per cominciare a praticare Pankration. Se dovessi pensare ad uno possibile, ti direi che ci vuole sicuramente coraggio per salire sul tappeto. Per ora il numero di iscritti si aggira attorno a quota 20. Tra questi figurano molti giovani in gamba e - non ti nascondo - anche i più piccoli”.

Come trasmettete, ad esempio, l’insegnamento di questo sport ai più piccoli?
“Di solito quello che un bambino inizia con noi è un percorso di crescita: entra in palestra a 6 anni e, pian piano, deve anzitutto acquisire bravura nel ' cadere'. Questo è il primo aspetto che occorre insegnare. Se non riusciamo a trasmettere ciò, il bambino abbandonerà tutto non appena cadrà al tappeto per la prima volta. Devo dire che nel giro di pochi anni riusciamo già ad iscrivere i nostri giovani atleti alle gare. Penso, ad esempio, ad un nostro tesserato di 10 anni che ha gareggiato agli Assoluti italiani".

Qual è l’opinione che, col passare degli anni, gareggiando ed allenando, ti sei fatto su questa disciplina?
“In tutti questi anni di stretto rapporto con questa disciplina, ho capito che il Pankration trasmette un bagaglio di valori utile nella vita non solo sportiva. Il Pankration ti insegna, nella quotidianità, sani valori quali, ad esempio, rispetto ed educazione nei confronti dei più grandi, non solo le figure dei genitori. Accanto a questo poi, rafforza le tue certezze e ti trasmette quel pizzico di coraggio in più per non temer alcun ostacolo nel tuo cammino di vita”.

Come e quando è arrivata la decisione di passare da “atleta” ad “istruttore”?
“Queste sono decisioni importanti da prender nella vita. A livello individuale ho conquistato anche un titolo iridato a livello nazionale. Nel momento in cui poi avrei dovuto fare il salto definitivo sul piano europeo e nazionale - avendo ricevuto parecchie convocazioni - ho rinunciato perché le vecchie federazioni di Pankration non prevedevano alcuna forma di finanziamento per i propri atleti. Con l’attuale FIPK è tutta un’altra storia: parliamo della migliore federazione di Pankration attiva attualmente in Italia. Ad ogni modo , ho deciso di smettere essenzialmente per motivi familiari. Nonostante ciò, cerco di trasmettere in tutto e per tutto la passione ai miei allievi”.

Hai menzionato i tuoi allievi. Nei campionati assoluti italiani, tra l’altro, si sono ben disimpegnati ottenendo risultati più che positivi.
“Non sbagli. Lo scorso 28 Febbraio, a San Pietro al Tanagro, ci siamo piazzati come quinta società in tutta Italia. I risultati a livello individuale ci gratificano ancor di più, avendo conquistato - come Cs Athlon Lecce - ben 6 ori , 8 argenti e 6 bronzi. Un grande successo che tengo particolarmente a condividere con il Maestro Gaetano Briamo, Maestro Milo e il mio collega Signore. Le gare che ci hanno fruttato numerosi podi, tengo a precisare, hanno riguardato le varie specialità del Pankration: agon (combattimenti), palesmata (tecnica di difesa a mani nude), polydamas (difesa a mani nude contro tre avversari armati)”.

Ora, con la mente, siete proiettati ai Campionati Mondiali che si svolgeranno ad Eboli a Novembre. Chi sono gli avversari da battere?
“Abbiamo il grande onore sia di avere questa prestigiosa competizione in Italia e sia, chiaramente, di prendervi parte. Rappresentare il nostro Paese assieme ad altre 70 nazioni non può che renderci fieri. Cercheremo di fare il possibile per un risultato dignitoso, ma è soddisfacente il sol fatto di esserci. Per gli avversari da battere, sono consapevole della forza degli atleti dell’est Europa, Russia su tutte”.

MICHELE RUBINO

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