Sabato 18 Novembre 2017
   
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Azetium Rutigliano, tempo di bilanci

I dirigenti Azetium


Nicola Sollenne: “Un po’ di rammarico per i play-off non raggiunti. Soddisfatti di questo gruppo e dei nostri giovani”

 

È tempo di bilanci in casa Azetium Rutigliano. Con la sconfitta casalinga (0-2) maturata al cospetto dello Sport Five Putignano, gli azetini sono stati difatti estromessi dalla corsa per le posizioni play-off. Un obiettivo che, al giro di boa, appariva alla portata e il cui raggiungimento si è complicato soprattutto nelle tante debacle del girone di ritorno al cospetto delle “piccole”.

“Il nostro rammarico è aver perso punti in gare facile sulla carta”, ha dichiarato l’Addetto alla Comunicazione Nicola Sollenne, con il quale abbiamo compiuto un’attenta disamina della stagione passata e del futuro prossimo. “C’è un pizzico di delusione ma, quest’anno, non sono mancate le soddisfazioni. Abbiamo messo su un roster unito”, ha sintetizzato lo stesso Sollenne. Nelle riflessioni con quest’ultimo non sono mancati aspetti concernenti l’annata positiva della Juniores e dei giovani azetini, tra cui svettano sicuramente le 22 reti di Vincenzo Gigante – miglior marcatore dei rutiglianesi – e i segnali positivi dati da Michele Creatore, per i quali non sono mancati gli elogi dello stesso addetto della compagine del presidente Lasorsa.

Ecco a voi l’integrale scambio di battute con il nostro intervistato, cui vanno i ringraziamenti per la disponibilità mostrata.

 

Come prima domanda, partiamo dagli ultimi due atti della stagione: nello specifico, impresa in quel di Mola e tonfo casalingo contro lo Sport Five Putignano. Un trend che sembra riflettere quasi quello dell’intera stagione con ottime prove al cospetto delle grandi e debacle contro le piccole. Un commento.

"È stato proprio questo il punto debole dell’Azetium di quest’anno, in quanto – come detto – abbiamo fatto prove superlative contro le grandi, o comunque al cospetto di chi ci ha preceduto in graduatoria a fine campionato, onde poi prender letteralmente “sotto gamba” quegli impegni a noi favorevoli sulla carta. Mi vien da pensare, ad esempio, al Poggiorsini così come allo Sporting Bari. Gare che, a onor del vero, hanno visto un approccio sbagliato da parte nostra. Da qui, poi, ha preso inizio la nostra “discesa”, per cosi dire, vuoi per aver sottovalutato molte gare, vuoi per assenze importanti in momenti cruciali, nel girone di ritorno non abbiamo ripetuto in toto quanto di buono fatto nella prima parte di stagione".

 

Accanto a questo primo aspetto interpretativo dell’annata, ce n’è un altro: spesso e volentieri è mancato il cosiddetto 'Azetium formato trasferta', contrapposto ad una versione più efficace tra le mura amiche.

"Francamente non so perché pian piano è andato delineandosi questo andamento. Non credo che sia dovuto ad una cattiva gestione del mister, in quanto non ha mai saltato un allenamento, ha sempre messo in prima linea la sua dedizione e la ricerca di stimoli per il gruppo. Questo trend è emerso soprattutto nel girone di ritorno, devo ammettere. È chiaro che non si può vincer sempre, anche perché – occorre ricordarlo – un po’ tutti cercano di sfruttare il fattore campo. Bisogna ogni tanto arrendersi anche agli avversari".

 

Prima abbiamo accennato alle tante buone prove dell’Azetium nei big match della stagione. C’è dispiacere per i playoff sfiorati? Se si, in cosa si poteva migliorare per agguantarli?

"Bisognava , secondo me, far mantenere ordinari livelli di calma ai giocatori. Non dimentichiamoci che sono stati squalificati, proprio nelle gare decisive, Vito Didonna, Beppe Dioguardi e Nico Farella. Queste assenze hanno contribuito in maniera precipua al nostro distacco dall’ultima piazza playoff. Un altro aspetto per cui recriminare “qualcosina” è il non aver portato a casa quelle che, sulla carta, erano partite per noi facili. Credo si possa definire quale nostro più grande rammarico, da questo punto di vista. A dispetto di quanto abbiamo visto nell’annata, poi, non mi sentirei di etichettare 'imbattibile' alcuna compagine".

 

Tra le note più positive dell’anno, c’è sicuramente il contributo dei giovani ragazzi rutiglianesi. Emergono i 22 goal di Gigante, che ha mantenuto a pieno le aspettative della vigilia, accanto al quale da non tralasciare sono le ottime prestazioni di Creatore e le apparizioni di Petrizzelli e Barone.

"Permettetemi di dire che il Ds Moccia ha cercato, nel momento in cui ha allestito questo roster, il meglio tra i calcettisti rutiglianesi giovani e non. Secondo me, ci è riuscito alla grande. Portare in casa Azetium ragazzi come Creatore e Gigante non è facile. Essi hanno mantenuto ampiamente le aspettative. Consentitemi, in tal senso, di elogiare sia Gigante che Creatore in quanto si sono mostrati umili, attenti ai consigli del mister e, soprattutto, dei più “grandi”. Sono cresciuti tantissimo, anche dal punto di vista della lucidità e della decisività in alcuni momenti delicati dell’anno. Petrizzelli, nonostante il suo breve trascorso con la squadra grande, ha mostrato buoni segnali laddove chiamato in causa ed ha sfiorato addirittura il goal".

 

Da questi giovani è venuto fuori uno spirito d’impegno e attaccamento non trascurabile.

"Si, ciò l’ho colto particolarmente in occasione del match contro lo Sport Five. Mi preme confortare Michele Creatore che ha commesso un errore: vederlo triste a fine gara è stato davvero brutto. Pur cercandolo di consolare nel dopo-gara, abbiamo trovato parecchie difficoltà in quanto lui era consapevole di quanto fatto. È da questi episodi, però, che si coglie l’attaccamento alla maglia Azetium. Questo non può che farci piacere. Loro sanno di rappresentare l’unica squadra del paese di calcio a 5 e, quindi, rappresentarla è motivo d’orgoglio a livello territoriale".

 

Si può allargare questo discorso, poi, all’ottima stagione della compagine Juniores, giunta terza in classifica a fine campionato. Possono essere questi ragazzi il punto di partenza per il futuro?

"Si è visto che è stato un gruppo molto unito. Meriti spettano sicuramente ai mister Giuseppe Didonna e Francesco Vavalle. I ragazzi hanno tenuto alto l’agonismo in campo, mai eccedendo al di fuori del rettangolo di gioco. Questo è lo spirito che, con il loro splendido lavoro, gli allenatori hanno cercato di inculcare nei nostri giovani atleti. Stare dietro ai ragazzi, oggigiorno, è difficile soprattutto in virtù di una tendenza degli stessi verso il Dio denaro piuttosto che verso l’amore per lo sport in quanto tale. Fortunatamente, al di là del risultato pur sempre positivo, la nostra vittoria è stato vedere questo roster legarsi e fare amicizia anche fuori dal mero impegno sportivo".

 

Archiviata la stagione, si pensa già all’avvenire. Quali saranno i punti di partenza che ispireranno la preparazione del prossimo anno? E, soprattutto, con che spirito l’Azetium è pronto a ripartire?

"Premesso che non abbiamo ancora focalizzato gli sbagli della stagione andata in archivio – perché di sbagli ce ne sono stati, visto e considerato anche il calibro del roster il sesto posto è riduttivo – penso che dobbiamo ripartire consapevoli di aver appreso tanto da quanto di più negativo ci ha regalato questo campionato. Ad ogni modo non abbiamo mai preteso nulla dai ragazzi, in quanto l’unico obiettivo dichiarato è il divertimento".

 

Quindi, anche in virtù dei playoff non raggiunti, c’è la giusta delusione ma nessun dramma.

Assolutamente no. Il nostro obiettivo, come detto ad inizio anno, era quello di fare un campionato dignitoso. Già l’essere arrivati a pochi passi dai playoff può essere considerata una mezza-vittoria. Accanto a questo, unire anche tanti amici rutiglianesi è stato positivo. Essendo, poi, l’unica squadra di calcio a 5 rutiglianese, abbiamo cercato quanto più di coinvolgere la cittadinanza anche tramite il programma radio. L’amaro in bocca c’è. Non va tralasciata, però, l’ipotesi secondo cui, da questi sbagli, magari potremmo arrivare a traguardi in futuro. L’anno prossimo cercheremo di migliorarci".

 

In ultima sintesi, carta bianca per eventuali ringraziamenti.

"Vorrei, anzitutto, ringraziare tutti gli atleti per la dedizione e l’impegno mostrato per la causa Azetium. Accanto a questi, poi, degni di menzione sono coloro i quali, come me, hanno permesso – con l’investimento di parte del loro tempo – che questa stagione prendesse svolgimento. Parlo anche di chi, pur non essendo apparso in prima linea, è stato sempre al centro dell’operato della e per la società: il tuttofare Pino Maselli, i dirigenti Sabino Redavid, Giorgio Lauro, Francesco Vavalle, Nicola Romagno, assieme al presidente Lasorsa e il vice Tonio d’Alba, il direttore sportivo Beppe Moccia, i mister Roberto Belviso e Giuseppe Didonna e, per finire, il nostro preparatore Vito Belviso".

MICHELE RUBINO

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